INFORM - N. 225 - 30 novembre 2012

 


ITALIANI ALL’ESTERO

Bucchino (Pd):  sul diritto negato dell’importo aggiuntivo per i pensionati italiani nel mondo

“Gli aventi diritto potrebbero essere tra gli otto e i ventimila. Ma se fosse anche un solo pensionato varrebbe comunque la pena di impegnarsi”

 

ROMA – In una nota il deputato del Pd Gino Bucchino, eletto nella ripartizione America settentrionale e centrale, torna a parlare della mancata attribuzione del diritto dell’importo aggiuntivo ai pensionati italiani residenti all’estero.  “Mi sono sinceramente stancato – scrive Bucchino - di lottare contro i mulini a vento, di parlare a muri di gomma, di denunciare abusi e iniquità, inascoltato da istituzioni che non vogliono o non sanno rispondere”

“Un recente messaggio dell’Inps ci informa, come accade tutti gli anni, - spiega il deputato del Pd - che con la rata di pensione del mese di dicembre verrà disposto il pagamento dell’importo aggiuntivo di 154 euro per l’anno 2012. L’importo aggiuntivo, introdotto a partire dal 2001 dall’articolo 70 della legge n. 388 (Finanziaria per il 2001), è corrisposto ai titolari di pensione italiana, anche in convenzione, il cui importo complessivo non superi il trattamento minimo e i cui redditi soddisfino le condizioni previste. Sono migliaia i nostri connazionali che potrebbero avere (e hanno) diritto a tale importo (154 euro rappresenterebbero un bel regalo di Natale per pensionati che vivono condizioni di disagio economico, soprattutto in America Latina) ma che da oltre dieci anni si vedono negati tale diritto. E, badate bene, che non si tratta di una generosa concessione ma di un diritto sancito dalla legge. L’Inps, - prosegue Bucchino - come da tempo rilevo, ha stabilito, sbagliando!, che l’importo aggiuntivo non deve essere corrisposto alle pensioni detassate per le convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali (sottolineo che quasi tutte le convenzioni stipulate dall’Italia prevedono la detassazione alla fonte). “Si calcola che gli aventi diritto – aggiunge Bucchino dopo aver ricordato di non aver avuto su questo argomento risposte argomentate, motivate e convincenti alle sue lettere, comunicati e interrogazioni -  potrebbero essere tra gli otto e i ventimila. Ma se fosse anche un solo pensionato varrebbe comunque la pena di impegnarsi”.

Il deputato del Pd conclude la sua riflessione con una dura critica nei confronti di chi non si è impegnato per questa battaglia, che ormai rischia di essere persa, sottolineando di aver fatto in proposito tutto il proprio dovere.(Inform)

 


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