INFORM - N. 224 - 29 novembre 2012


FRONTALIERI

Formulata da sindacati italiani e svizzeri insieme alle Acli

La petizione “Basta spremere i frontalieri”

Da Chiara Braga (Pd) un appello a sottoscrivere la richiesta di ripristino dell’indennità speciale di disoccupazione

 

COMO – Il deputato del Pd Chiara Braga invita a sottoscrivere la petizione intitolata “Basta spremere i frontalieri” indetta da Cgil, Cisl, Uil, Acli e dalle organizzazioni sindacali svizzere Unia e Ocst per protestare contro la sospensione dell’indennità speciale di disoccupazione a favore dei lavoratori frontalieri, indennità – fa sapere - che l’Inps non corrisponde più dal mese di settembre 2012.

“Una decisione controversa, fatta discendere dalla sottoscrizione di accordi bilaterali tra Ue e Svizzera, che tuttavia penalizza moltissimo i frontalieri e che li priva di un loro diritto – scrive Braga, richiamando la normativa vigente in materia, - oltre a porre un problema di utilizzo di risorse consistenti (circa 270 milioni di euro) versati negli anni dai frontalieri ed oggi giacenti su un Fondo dedicato dell’Inps, di cui non si capisce quale sarà il destino”.

“In Parlamento, il Partito democratico sta lavorando perché  Inps e Governo assicurino la tutela di un diritto sancito dalla legge italiana per il riconoscimento della disoccupazione speciale ai lavoratori frontalieri, attraverso interrogazioni, mozioni, proposte di legge e contatti diretti con i responsabili dell’Inps e del Ministero del Lavoro – aggiunge Chiara Braga, sollecitando i cittadini della Provincia di Como, in particolare, “che  ben conoscono l’importanza del lavoro oltre confine e le difficoltà occupazionali che gravano anche nel nostro territorio”, ad aderire alla petizione.

Nei prossimi giorni è prevista infatti una raccolta firme sul territorio, in presidi allestiti presso i mercati (a Porlezza, sabato 1 dicembre dalle ore 9 alle 12 ), alle dogane (venerdì 30 novembre, Dogana di Oria Valsolda dalle ore 16 alle 18 e lunedì 3 dicembre alle Dogane di Bizzarone e Ronago dalle ore 6.30 alle 8.30) oppure rivolgendosi alle sedi locali dei sindacati e delle Acli. (Inform)

 


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