ITALIANE ALL’ESTERO
La visita in
Umbria del ministro francese Aurélie Filippetti
Il presidente
della Regione Catiuscia Marini : Orgogliosi di lei, figlia della nostra terra
PERUGIA - “La storia dell'emigrazione umbra è
una storia di grandi sacrifici, che ha interessato migliaia e migliaia di nostri
corregionali, costretti dalla povertà di allora ad intraprendere i ‘viaggi
della speranza’. In tanti trovarono un lavoro lontano dalle loro terre di nascita,
che non hanno però mai dimenticato, così come noi oggi serbiamo un grande ricordo
di quegli umbri che in giro per il mondo sono poi divenuti i nostri ‘ambasciatori’”.
Così il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini in occasione della visita
a Gualdo Tadino nei giorni scorsi del ministro francese della cultura e delle
comunicazioni della Repubblica di Francia Aurélie Filippetti. “Con orgoglio e
profondo affetto le rivolgo a nome di tutta la comunità regionale e dell'istituzione
che rappresento più che il benvenuta, bentornata in Umbria, nella sua Gualdo Tadino”
ha detto Marini rivolgendosi al ministro Filippetti al termine della cerimonia
di consegna della Medaglia d'Onore della Presidenza della Repubblica concessa
ai reduci e sopravvissuti dei campi di sterminio nazisti, tra i quali il nonno
Tommaso e due zii del ministro Filippetti, cui è stata attribuita anche la cittadinanza
onoraria di Gualdo Tadino.
“Non le nascondo che c'è in tutti noi umbri - ha affermato
il presidente della Regione Marini - un po' d'orgoglio nel sapere che lei, figlia
della nostra terra, sia oggi ministro della Repubblica di Francia, terra dove
suo nonno si recò per trovare lavoro e dare così un futuro più sereno alla sua
famiglia. Ed a ciò si aggiunge anche il mio apprezzamento per il fatto che lei
sia una donna, segno di una sempre maggiore sensibilità verso la concreta affermazione
del principio di parità cui l'Europa tiene in particolar modo”.
Nel ricordare il grande contributo dato dalle migliaia e migliaia di emigrati
umbri per la crescita e lo sviluppo dei tanti Paesi in cui emigrarono - molti
dei quali in Francia, come la famiglia Filippetti – il presidente Marini ha ricordato
al ministro francese , come proprio “suo nonno Tommaso dedicò la sua vita al lavoro,
ma anche alla ferma opposizione al tragico periodo fascista e nazista che ci portarono
alla seconda guerra mondiale. Emigrato, partigiano e vittima dell'orribile realtà
dei campi di concentramento dove trovò la morte, egli ha incarnato l'identità
più vera dell'Umbria”.
“La sua personale storia, l'essere lei figlia di questa storia - ha aggiunto Marini - ci fa dire quanto sia giusto costruire il presente e, soprattutto, il futuro con uno sguardo rivolto al passato. La storia degli italiani all'estero è una storia di sacrifici, di privazioni e perfino di sofferenze; ma è anche, oggi più che mai, una storia di affermazioni, di successi e di primati. La società umbra, i giovani in particolar modo, devono conoscere questo lato della storia della nostra regione che oggi da terra di emigrazione si è trasformata in terra di immigrazione”. “Ecco perché la nostra Regione anni fa ha deciso la creazione del Museo dell'Emigrazione proprio nella sua originaria Gualdo Tadino, che vuole essere un Centro Studi sul fenomeno delle migrazioni in Umbria” ha concluso il presidente della Regione Catiuscia Marini.(Inform)