EVENTI
Con il Festival al Teatro Coliseo
si è conclusa a Buenos Aires la 57ma Settimana di Calabria
La manifestazione, organizzata dall’Associazione
Calabrese di Buenos Aires, ripropone di anno in anno un variegato programma
e comporta un impegno non indifferente, sia organizzativo che economico, che
l’Associazione Calabrese riesce ad affrontare grazie al suo dinamismo e alla
capacità dei suoi dirigenti di mantenersi al passo con i tempi
BUENOS AIRES - Con il tradizionale “Grande festival artistico”, che ha avuto luogo domenica scorsa nel teatro Coliseo, si è conclusa la intensa e variegata attività organizzata dall’Associazione Calabrese Mutuale e Culturale di Buenos Aires in occasione della sua 57ma edizione della Settimana di Calabria.
L’Associazione, che ha celebrato l’85º anniversario della sua fondazione e che oggi si presenta come una specie di icona della nostra collettività, la “nonna” delle associazioni calabresi che, come sottolinea una pubblicazione, nonostante gli anni ha saputo aggiornarsi, mantenendo però la fedeltà alle tradizioni, ai suoi obiettivi e tradizioni, è diventata una tra le più rappresentative della nostra comunità.
Un sodalizio che certamente merita gli elogi, con una classe dirigente che pur nella continuità degli obiettivi, è riuscita ad autoimporsi l’impegno, di cercare sempre di superarsi, uno spirito competitivo che in definitiva è positivo per l’associazione. Una associazione che nella sua struttura vede non soltanto le abituali commissioni di feste, di cultura, ecc, ma anche segreterie come quelle delle Donne, dei Giovani, delle Relazioni Istituzionali o delle Tradizioni Calabresi che danno una marcia in più alla vita della Calabrese,
Ma è certamente la segreteria di Turismo quella che genera le risorse, il combustibile necessario che alimenta la complessa struttura dell’associazione e che le consente anche in tempi di crisi - quando altre associazioni riducono le attività ed altre, addirittura, vendono immobili per affrontare spese correnti – di acquistare un immobile che ha un teatro, due grandi saloni ed altre sale. Edificio che apparteneva a una cooperativa di emigrati spagnoli e per il quale oggi i dirigenti della Calabrese sono impegnati in un processo di ristrutturazione che richiederà risorse considerevoli.
Come abbiamo constatato
in occasione della conferenza stampa organizzata per presentare
Il
Festival al Coliseo
Come in altre occasioni, numerosi sono stati gli invitati presenti alla festa nel teatro Coliseo. Oltre alla delegazione ufficiale della Regione Calabria, il deputato Ricardo Merlo, il presidente di FEDITALIA Luigi Pallaro, la presidente di FEDIBA Pina Mainieri, il presidente di FACA Antonio Pisano, la presidente del Comites di Buenos Aires Graciela Laino e il console Giuseppe Giaccalone. Presenti inoltre Claudio Zin, Eugenio Sangregiorio, Arturo Curatola, Santo Ianni e “ sorpresa” l’attrice e cantante Iliana Calabrò.
Come è noto l’Associazione Calabrese è pioniere nell’organizzare questo tipo di eventi artistici e l’unica che mantiene la sua continuità. Si tratta di una manifestazione che comporta, oltre all’organizzazione, la disponibilità di risorse economiche, specialmente se si tiene conto del fatto che viene offerto come premio a Miss Calabria un viaggio in Italia e che si sorteggiano tra il pubblico presente, due biglietti aerei in Italia.
Ma la spesa più importante corrisponde all’affitto del teatro, oltre alle luci, adeguate apparecchiature per il suono di cui la sala non è dotata, il che ripropone la domanda sulla gestione della sala e se non dovrebbe essere ceduta, in date non riservate, a sodalizi della collettività che vogliono organizzare eventi senza scopo di lucro, pagando unicamente le spese di apertura e di personale del teatro. Ma questo è un altro discorso.
Per quanto riguarda specificamente il festival, curiosamente questa volta non ha avuto il successo di pubblico di altre occasioni, da attribuire, forse, alla crisi che colpisce tutti i settori della società o forse al fatto del costo del biglietto d’ingresso ($50) o alla mancanza di una figura “di grido”, mediatica, popolare, al di la dell’ “elenco stabile” sempre legato alla Calabrese, di artisti amati, ma abituali e quindi senza il richiamo che un artista diverso potrebbe esercitare su altri settori della comunità italiana in genere. Ad ogni modo, le assenze sono state compensate generosamente grazie al clima festivo e partecipativo imperante tra il pubblico e gli artisti.
José Conde e Leonardo De Simone hanno condotto il festival, che si è sviluppato secondo un programma abituale in questo tipo di celebrazioni che, come ha scritto Marco Basti nel suo fondo della settimana scorsa su TRIBUNA ITALIANA (v. Inform n. 213 del 14 novembre, http://www.mclink.it/com/inform/art/12n21310.htm, ndr), è una festa “Festa che si ripete da oltre mezzo secolo e che ogni anno vede programmi con iniziative diverse, alcune nuove, altre riproposte. Alcune di alta qualità, altre meno a volte per far piacere al pubblico”.
Il Coro dell’Associazione diretto dalla prof. Maria A. Caruso ha intonato gli inni nazionali dei due paesi e poi ha cantato un emotivo “Va pensiero”. Poi è stato il turno dei saluti del presidente Antonio Ferraiuolo, la segretaria Lucia Marando, Graciela Laino e il dott. Giaccalone.
Per quanto riguarda lo spettacolo, si sono presentati i vincitori del concorso “Cantiamo in italiano”, organizzato dalla Calabrese: Claudia Llovet, Patricia Bottino e Maria Maya. Poi ballerini di tango e di folklore argentino, e la lirica con il tenore Marcelo Borrè. Presente anche il popolare Pascual Antonuccio che ha offerto una chiusura molto emotiva cantando in duetto con sua figlia Caterina, una tenera bambina.
Poi hanno cantato la dinamica Noelia Ciccioli e riproponendo la sua contagiosa ed estroversa simpatia, Antonio Occhiato. Poi molti si sono alzati dai loro posti per accompagnare le tarantelle interpretate dal gruppo folklorico dell’ing. Chialchia.
Infine la difficile missione della giuria – della quale faceva parte anche questo cronista – di scegliere tra dieci belle discendenti di calabresi la reginetta di Calabria in Argentina. La splendida Agostina Malito è stata eletta Miss Calabria ed ha ricevuto il biglietto dell’Alitalia che le ha consegnato Ferraiuolo, col quale potrà visitare la regione. Altri dirigenti della Calabrese – Bruno Zitto, Domingo Mazzeo e Franco Mangone – hanno premiato le principesse, Miss eleganza e Miss simpatia.
Sia consentito, a titolo personale, al cronista di reiterare il sogno, già espresso, che nel nostro teatro Coliseo possano venire celebrati, nel corso dell’anno, eventi regionali come questo seguendo l’esempio dei calabresi, Vanno stimolate le altre Regioni a fare altrettanto per rendere omaggio, in sostanza, a tutta la numerosa comunità italo-argentina. (Walter Ciccione -Tribuna Italiana /Inform) ciccioneg@speedy.com.ar