LEGGE DI STABILITA’ 2013
Approvato dalla Camera un Odg
dei deputati eletti all’estero del Pd sulle politiche per gli italiani all’estero
Chieste nell’ordine del giorno più risorse per la promozione
della lingua e cultura, per l’assistenza dei nostri connazionali e per le elezioni
di Comites e Cgie
ROMA – Nell’ambito delle votazioni legate alla legge di stabilità 2013 l’assemblea della Camera ha approvato, nonostante il parere contrario del Governo su un punto qualificante, l’ordine del giorno presentato dai deputati del Pd eletti all’estero e che ha come primo firmatario Fabio Porta, della ripartizione America Meridionale.
Poiché la richiesta di voto di fiducia ha precluso la strada della riproposizione degli emendamenti presentati dagli stessi eletti in Commissione, - spiegano in una nota congiunta i deputati del Pd Porta, Bucchino, Farina, Fedi, Garavini, Narducci - si è affidata ad un ordine del giorno la sollecitazione su alcuni aspetti nodali delle politiche degli italiani all’estero. Si è chiesto al Governo, infatti, di integrare, in occasione dei prossimi provvedimenti sulla crescita e dell’assestamento del bilancio, le risorse da destinare alla promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, agli interventi di solidarietà a favore dei connazionali in condizioni di bisogno e al ripristino nel bilancio triennale delle voci per il rinnovo di Comites e Cgie, inspiegabilmente soppresse.
Il Governo si
è di
Trattandosi di
interventi – prosegue la nota - che coprono organicamente l’universo delle politiche
emigratorie, il segnale che
Dispiace – conclude il comunicato - che in un passaggio così importante il Pd abbia dovuto fare da solo, senza il supporto delle forze che a parole dicono di avere un’attenzione speciale per questo mondo e che nei fatti non sempre sono coerenti con le parole e con la propaganda.
Le critiche per il voto contrario all’ordine del giorno da parte di Pdl e Udc-Maie sono ribadite da Marco Fedi che lo definisce “incomprensibile”. “Credo sia utile far rilevare al Governo - ricorda il deputato residente in Australia - che se da un lato siamo consapevoli delle immutate condizioni di bilancio relativamente ai costi delle elezioni, dall'altro non è pensabile non prevedere tempi e risorse ragionevoli per il necessario rinnovamento di organismi di rappresentanza quali Comites e Cgie. Per questa ragione il Governo non può continuare a rinviare nel tempo la soluzione ma deve agire garantendo riforme e risorse per la fase di rinnovamento della rappresentanza”.
Anche Fabio Porta interviene nella polemica. “Il voto ha dimostrato, in un colpo solo, chi sostiene non solo a parole gli interessi degli italiani nel mondo ma anche chi ha la forza e i numeri per farlo. Non è sufficiente infatti rappresentare in Parlamento queste istanze se poi non si fa parte di un gruppo parlamentare che con coerenza e serietà difende si batte da anni in questo senso; e se, poi, questo gruppo non ha la rappresentanza sufficiente per fare passare determinate scelte, anche contrastando - se necessario - il governo del quale si fa parte”.
“Se ne ricordino gli italiani all'estero tra qualche mese, quando si andrà a votare e torneranno a suonare le sirene di chi per anni ha dimenticato gli italiani nel mondo o, peggio ancora, di chi li illuderà con la promessa di un posto in Parlamento all'interno di liste - conclude Porta - che mai avranno il peso politico per incidere realmente su quanto sta a noi a cuore”. (Inform)