INFORM - N. 216 - 19 novembre 2012


ASSOCIAZIONI

Lettera di Antonina Cascio (Usef America Latina) al presidente della Regione Siciliana Crocetta

Insediare nel 2013 la Consulta dell’emigrazione siciliana

“Caro presidente, ci vuole una politica determinata che miri a valorizzare le possibilità che vi dà l’emigrazione!”

 

MENDOZA - Quella che segue è la “lettera di una  emigrata” che Antonina Cascio ha inviato da Mendoza (Argentina) al presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta.

Caro Presidente, seguo giorno dopo giorno la vita politica italiana e siciliana. Certamente non ho la dimensione di uno che ci abita in Italia. Non soffro i problemi dei mie paesani rimasti in Sicilia, ma guardo con occhi di emigrata tutto questo.

La tua vittoria in Sicilia mi ha fatto sperare qualcosa di meglio per il futuro, ma troppo presto la pentola italiana è incominciata a bollire un’altra volta e diventa difficile, da lontano tanto come da vicino, trovare la disposizione necessaria per continuare ad avere fiducia.

Ma non è mia intenzione scriverti una lettera “lacrimogena” come le bombe romane.

Io sono una emigrata involontaria, come lo è stato mio marito. Portati da bambini e senza essere consultati, ci siamo stabiliti in due mondi simultanei.

Eravamo da bambini, italiani, anzi, siciliani, lui di Mongiuffi ed io di Motta Camastra, sì, la riviera dello Ionio, a casa, con i genitori, gli amici, i cugini, etc., ed eravamo argentini per lungo tempo soltanto a scuola. Penso che questa situazione ci ha dato alcuni benefici: scrivere e parlare lo spagnolo perfettamente (scrivere e parlare anche in italiano, io, in dialetto siciliano lui, diverse mamme e diversi criteri); l’altro, capire chiaramente la differenza tra i due mondi ed incorporare quello che ci veniva bene di ognuno.

Così come noi, sono molti gli emigrati nel mondo, in Sud America, in Argentina, che si sono sviluppati come persone, come adulti, come professionisti, tra due mondi.

Abbiamo figli che , anche cercando di avvicinarsi un po’ di più all’esercizio della cittadinanza del paese di nascita, hanno chiara la idiosincrasia e le qualità italiane.

Noi emigrati, caro presidente, molti di noi, lavoriamo nell’emigrazione e per l’emigrazione senza chiedere niente ai nostri paesani né al governo italiano. Ci mettiamo sopra i nostri soldi, il nostro sforzo, la nostra energia, il nostro tempo e le nostre capacità.

Ma credo che questo sia stato un errore. In questo momento di crisi voi non tenete in conto noi, non ci credete capaci di aiutare la nostra patria, di apportare dalla nostra realtà le possibilità di crescita delle quali ha bisogno la Sicilia. Questo per l’ignoranza che si ha delle nostre realtà, perche non conoscete chi siamo , quanto abbiamo modificato la cultura delle comunità dove ci siamo inseriti e come abbiamo coltivato la simpatia dei nostri concittadini verso la Sicilia e l’Italia, anzi , come abbiamo inserito le nostre abitudini ed i nostri gusti, cioè i vostri.

Caro presidente Crocetta, ci vuole una politica determinata che miri ad approfittare e valorizzare le possibilità che vi da l’emigrazione!

Per determinare e programmare questa politica in maniera adeguata e giusta, ci vuole l’insediamento della Consulta nel 2013.

Non ti chiederò altro. E’ nelle tue mani e di quelli che hai scelto per accompagnarti in questo governo, il futuro della Sicilia, e senza nessuna modestia posso assicurarti che una buona percentuale di questo futuro è nelle mani dell’emigrazione siciliana, per fortuna disposta ad aiutare.

Tu decidi. Un forte abbraccio. (Antonina Cascio, presidente “Trinacria Oggi”, USEF Mendoza e portavoce USEF per l’America Latina)

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