ASSOCIAZIONI
Lettera
di Antonina Cascio (Usef
America Latina) al presidente della Regione Siciliana Crocetta
Insediare nel 2013 la Consulta dell’emigrazione siciliana
“Caro presidente, ci vuole una politica
determinata che miri a valorizzare le possibilità che vi dà l’emigrazione!”
MENDOZA
- Quella che segue è la “lettera di una emigrata”
che Antonina Cascio ha inviato da Mendoza (Argentina)
al presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta.
Caro Presidente, seguo giorno dopo giorno
la vita politica italiana e siciliana. Certamente non ho la dimensione di uno
che ci abita in Italia. Non soffro i problemi dei mie paesani rimasti in Sicilia,
ma guardo con occhi di emigrata tutto questo.
La tua vittoria in Sicilia mi ha fatto sperare
qualcosa di meglio per il futuro, ma troppo presto la pentola italiana è incominciata
a bollire un’altra volta e diventa difficile, da lontano tanto come da vicino,
trovare la disposizione necessaria per continuare ad avere fiducia.
Ma non è mia intenzione scriverti una lettera
“lacrimogena” come le bombe romane.
Io sono una emigrata involontaria, come
lo è stato mio marito. Portati da bambini e senza essere consultati, ci siamo
stabiliti in due mondi simultanei.
Eravamo da bambini, italiani, anzi, siciliani,
lui di Mongiuffi ed io di Motta Camastra, sì, la riviera dello Ionio, a casa, con i genitori,
gli amici, i cugini, etc., ed eravamo argentini per lungo tempo soltanto a scuola.
Penso che questa situazione ci ha dato alcuni benefici: scrivere e parlare lo
spagnolo perfettamente (scrivere e parlare anche in italiano, io, in dialetto
siciliano lui, diverse mamme e diversi criteri); l’altro, capire
Così come noi, sono molti gli emigrati nel
mondo, in Sud America, in Argentina, che si sono sviluppati come persone, come
adulti, come professionisti, tra due mondi.
Abbiamo figli che , anche cercando di avvicinarsi
un po’ di più all’esercizio della cittadinanza del paese di nascita, hanno
Noi emigrati, caro presidente, molti di
noi, lavoriamo nell’emigrazione e per l’emigrazione senza chiedere niente ai
nostri paesani né al governo italiano. Ci mettiamo sopra i nostri soldi, il
nostro sforzo, la nostra energia, il nostro tempo e le nostre capacità.
Ma credo che questo sia stato un errore.
In questo momento di crisi voi non tenete in conto noi, non ci credete capaci
di aiutare la nostra patria, di apportare dalla nostra realtà le possibilità
di crescita delle quali ha bisogno
Caro presidente Crocetta, ci vuole una politica
determinata che miri ad approfittare e valorizzare le possibilità che vi da
l’emigrazione!
Per determinare e programmare questa politica
in maniera adeguata e giusta, ci vuole l’insediamento della Consulta nel 2013.
Non ti chiederò altro. E’ nelle tue mani
e di quelli che hai scelto per accompagnarti in questo governo, il futuro della
Sicilia, e senza nessuna modestia posso assicurarti che una buona percentuale
di questo futuro è nelle mani dell’emigrazione siciliana, per fortuna disposta
ad aiutare.
Tu decidi. Un forte abbraccio. (Antonina Cascio, presidente “Trinacria Oggi”, USEF Mendoza e portavoce USEF per l’America Latina)
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