INFORM - N. 213 - 14 novembre 2012


CAMERA DEI DEPUTATI

Alla Commissione Affari Esteri

In esame la ratifica dell’accordo per il reciproco riconoscimento dei titoli di studio universitari tra Italia e Cina

All’illustrazione del relatore Franco Narducci ha fatto seguito l’intervento del sottosegretario agli Esteri Marta Dassù

 

ROMA – La Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ha proceduto ieri all’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’accordo sul reciproco riconoscimento dei titoli di studio universitario o di livello universitario rilasciati da Italia e Repubblica popolare cinese, siglato a Pechino il 4 luglio 2005.

L’accordo segue un’intesa di cooperazione culturale ed un successivo accordo di collaborazione nei campi scientifico e tecnologico ed è “teso a favorire ancora di più la collaborazione tra i due Paesi nel settore dell’istruzione – ha spiegato Franco Narducci, relatore del provvedimento, chiarendo anche come esso tenga “opportunamente contro dei cambiamenti verificatisi nel sistema universitario italiano” per effetto di convenzioni internazionali e riforme apportate dal Ministero dell’Istruzione in questi ultimi anni.

La ratifica colma l’attuale assenza di una disciplina del reciproco riconoscimento dei titoli di studio a livello universitario rilasciati dalle autorità competenti della Repubblica italiana e della Repubblica popolare cinese e permetterà agli studenti italiani e cinesi in possesso del titolo finale degli studi secondari superiori di essere ammessi nelle istituzioni universitarie dell’altro Stato contraente. “Eventualmente  - prosegue il relatore - potrà essere previsto un esame di idoneità al corso universitario prescelto o verifiche sulla conoscenza della lingua nazionale”, verifica da cui saranno esonerati – così come previsto dalla norma in esame – gli studenti che abbiano seguito nella scuola secondaria un programma di insegnamento della lingua del Paese ospitante di almeno un triennio. Stesse condizioni per i laureati che intendano chiedere l’iscrizione ai corsi di dottorato di ricerca in uno dei due Paesi.

Con l’entrata in vigore dell’accordo, per la cui attuazione è prevista la creazione di una Commissione mista permanente di esperti, convocata su richiesta di una delle due parti, i “possessori di un titolo universitario conseguito presso un’istituzione universitaria di uno dei due Paesi avranno il diritto a fregiarsi di tale qualificazione anche nell’altro”, mentre gli oneri finanziari derivanti da tale attuazione sono quantificati in 2.180 euro annui, ad anni alterni a decorrere dal 2013. Per Narducci l’accordo “contribuirà all’aumento del tasso di internazionalizzazione dei nostri atenei nonché all’ulteriore diffusione della lingua italiana”, obiettivo importante che è stato sino ad oggi rinviato a causa “del ritardo di sette anni che separa la firma dell’accordo dall’inizio della procedura di ratifica parlamentare”.

Un ritardo che risulta necessario colmare, come evidenziato, oltre che dagli interventi in Commissione, dal sottosegretario agli Esteri Marta Dassù, che ha auspicato una rapida ratifica del provvedimento, evidenziando come siano al momento in vigore “oltre 400 intese di cooperazione interuniversitaria tra atenei italiani e cinesi, che alimentano un flusso reciproco particolarmente considerevole di studenti nei due Paesi”. Concluso l’esame, il provvedimento è stato trasmesso alle Commissioni competenti per l’espressione dei pareri. (Inform)


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