MEMORIA
Nove
anni fa, la strage di Nassiriya .Cerimonia a Roma con il ministro Di Paola e il
sindaco Alemanno
Giornata
del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la
pace
ROMA - Nono anniversario
della strage di Nassiriya, che il 12 novembre del 2003 causò la morte di diciannove
italiani tra militari e civili, e commemorazione della “Giornata del ricordo dei
caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”, istituita
proprio nella giornata del 12 novembre.
In ricordo delle
vittime militari e civili il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il ministro della
Difesa, Giampaolo Di Paola, hanno deposto questa mattina una corona di fiori presso
il monumento per le vittime inaugurato due anni fa sul Belvedere Caffarelli, in Campidoglio.
“Da quando per la
prima volta nel dopoguerra, nel lontano novembre 1961, gli italiani morirono a
Kindu, nel Congo, in una missione per la pace, da allora per
me il 12 novembre è tutti i giorni''. Queste le parole del ministro della Difesa,
Giampaolo Di Paola, durante la cerimonia in Campidoglio. “Lo è per più motivi
– ha detto rivolgendosi ai familiari delle vittime – perché sono un italiano,
perché sono un militare e perché sono un genitore. Quando vi guardo negli occhi
o vi stringo o vi ho stretto in un abbraccio doloroso, composto - ha sottolineato – non posso fare
a meno di pensare a come poche volte nella storia di questo Paese, tutti noi italiani
dobbiamo così tanto a così pochi, i nostri caduti nel nome della patria, nelle
missioni internazionali per la pace”.
“Questa cerimonia
attiene non solo alla memoria di chi è caduto, ma anche alla credibilità delle
istituzioni, dallo Stato agli enti locali - ha detto il sindaco Alemanno – che
dipende anche dal rispetto che riusciamo a conferire a chi si impegna e si sacrifica
per il bene comune”. “Se questo vale per i militari, per chi porta le stellette
- ha sottolineato il sindaco - vale ancora di più per le famiglie che si sono
viste levare un proprio caro durante un' operazione militare. Loro non sono lasciate
sole, sia da un punto di vista simbolico che materiale e concreto. Il messaggio
di oggi è che non c'è uno Stato assente, non c' è una politica che volge la testa
dall'altra parte, ma c'è l'impegno di tutti perché questa solidarietà sia sempre
profonda, anche dopo eventi luttuosi e drammatici”.
Dal 1950 a oggi
sono 169 i caduti italiani nelle missioni di pace. Otto dall’inizio dell’anno.
L’ultimo è il caporale alpino Tiziano Chierotti, 24
anni, ucciso il 25 ottobre in uno scontro a fuoco nel distretti di Bakwa, a sud di Herat in Afghanistan
(Missione Isaf).
L’idea di dedicare
sul Belvedere Caffarelli un monumento ai caduti nelle
missioni di pace, celebrando così il sacrificio di tutti coloro che hanno pagato
con la propria vita l’impegno per la pace e la solidarietà, è nata all’indomani
della strage del 17 settembre 2009 quando a Kabul – a seguito di un attacco suicida
ad un convoglio diretto all’aeroporto della capitale afghana – sono stati uccisi
sei paracadutisti della Folgore (missione Isaf).
Il monumento è stato
realizzato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale con l’approvazione
della Soprintendenza di Stato su progetto dell’architetto Maurizio Anastasi.
L’opera fu finanziata dal Ministero della Difesa,
l’Amministrazione capitolina ha provveduto a mettere a disposizione del progetto
la stele in bassorilievo raffigurante il guerriero (conservato fino a ieri nel
Giardino Caffarelli). L’acqua alla base della vasca
è illuminata da lampade a LED ad immersione.
L'istituzione del 12 novembre, con voto unanime
del Parlamento (legge 12 novembre 2009, n.162), quale giornata in cui ricordare
i caduti militari e civili delle missioni internazionali per la pace rappresenta
il riconoscimento del Paese per coloro hanno onorato il nome dell'Italia e il
nostro tricolore in tutto il mondo.(Inform)