INFORM - N. 211 - 12 novembre 2012


 

MEMORIA

Nove anni fa, la strage di Nassiriya .Cerimonia a Roma con il ministro Di Paola e il sindaco Alemanno

Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace

 

ROMA - Nono anniversario della strage di Nassiriya, che il 12 novembre del 2003 causò la morte di diciannove italiani tra militari e civili, e commemorazione della “Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”, istituita proprio nella giornata del 12 novembre.

In ricordo delle vittime militari e civili il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, hanno deposto questa mattina una corona di fiori presso il monumento per le vittime inaugurato due anni fa sul Belvedere Caffarelli, in Campidoglio.

“Da quando per la prima volta nel dopoguerra, nel lontano novembre 1961, gli italiani morirono a Kindu, nel Congo, in una missione per la pace, da allora per me il 12 novembre è tutti i giorni''. Queste le parole del ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, durante la cerimonia in Campidoglio. “Lo è per più motivi – ha detto rivolgendosi ai familiari delle vittime – perché sono un italiano, perché sono un militare e perché sono un genitore. Quando vi guardo negli occhi o vi stringo o vi ho stretto in un abbraccio doloroso,  composto - ha sottolineato – non posso fare a meno di pensare a come poche volte nella storia di questo Paese, tutti noi italiani dobbiamo così tanto a così pochi, i nostri caduti nel nome della patria, nelle missioni internazionali per la pace”.

“Questa cerimonia attiene non solo alla memoria di chi è caduto, ma anche alla credibilità delle istituzioni, dallo Stato agli enti locali - ha detto il sindaco Alemanno – che dipende anche dal rispetto che riusciamo a conferire a chi si impegna e si sacrifica per il bene comune”. “Se questo vale per i militari, per chi porta le stellette - ha sottolineato il sindaco - vale ancora di più per le famiglie che si sono viste levare un proprio caro durante un' operazione militare. Loro non sono lasciate sole, sia da un punto di vista simbolico che materiale e concreto. Il messaggio di oggi è che non c'è uno Stato assente, non c' è una politica che volge la testa dall'altra parte, ma c'è l'impegno di tutti perché questa solidarietà sia sempre profonda, anche dopo eventi luttuosi e drammatici”.

Dal 1950 a oggi sono 169 i caduti italiani nelle missioni di pace. Otto dall’inizio dell’anno. L’ultimo è il caporale alpino Tiziano Chierotti, 24 anni, ucciso il 25 ottobre in uno scontro a fuoco nel distretti di Bakwa, a sud di Herat in Afghanistan (Missione Isaf).

L’idea di dedicare sul Belvedere Caffarelli un monumento ai caduti nelle missioni di pace, celebrando così il sacrificio di tutti coloro che hanno pagato con la propria vita l’impegno per la pace e la solidarietà, è nata all’indomani della strage del 17 settembre 2009 quando a Kabul – a seguito di un attacco suicida ad un convoglio diretto all’aeroporto della capitale afghana – sono stati uccisi sei paracadutisti della Folgore (missione Isaf).

Il monumento è stato realizzato dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale con l’approvazione della Soprintendenza di Stato su progetto dell’architetto Maurizio Anastasi.

 L’opera fu finanziata dal Ministero della Difesa, l’Amministrazione capitolina ha provveduto a mettere a disposizione del progetto la stele in bassorilievo raffigurante il guerriero (conservato fino a ieri nel Giardino Caffarelli). L’acqua alla base della vasca è illuminata da lampade a LED ad immersione.

 L'istituzione del 12 novembre, con voto unanime del Parlamento (legge 12 novembre 2009, n.162), quale giornata in cui ricordare i caduti militari e civili delle missioni internazionali per la pace rappresenta il riconoscimento del Paese per coloro hanno onorato il nome dell'Italia e il nostro tricolore in tutto il mondo.(Inform)


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