GLI STATI UNITI D’AMERICA VISTI DALL’ITALIA
Emanuela Medoro: “Aspetti di una campagna elettorale”
Jim Messina, dirigente
della campagna “Obama for America” ha mandato una
lettera di ringraziamento a tutti i sostenitori e volontari della recente campagna
elettorale di Barack Obama. Vale la pena leggerla perché spiega con quali risorse
materiali ed umane è stata condotta la campagna vincente. Mi pare che sia in
un sentito riconoscimento del valore della partecipazione popolare al processo
per la costruzione del consenso elettorale e la selezione della classe dirigente.
Barack Obama questa volta
ha vinto in misura imprevedibile sia per i tanti grandi elettori conquistati
che per voto popolare, mentre tutti i sondaggi di opinione davano un testa a
testa, con un leggero vantaggio di Mitt Romney.
Es. : il sondaggio Gallup finale dava Romney-Obama
49 a 48. Mitt Romney, impreparato alla sconfitta,
ha ritardato parecchio ad ammetterla, e, nel suo discorsetto finale, piuttosto
imbarazzato, ha fatto ricorso alla fede religiosa, annunciando che pregherà
perché le cose vadano per il meglio.
Jim Messina inizia la
sua lettera dichiarando che tante volte, durante la recente campagna, sostenitori
e volontari erano scoraggiati, poiché l’idea prevalente era che i Democratici
sarebbero stati schiacciati dal denaro dei Repubblicani e dalla influenza degli
interessi speciali. Insomma, nessuna campagna sembrava poter superare una realtà
sfavorevole.
Jim Messina scrive:
“ L’anno scorso un grande
giornale americano si chiedeva se Obama fosse finito. Due settimane fa, un altro
titolo diceva:”Può vincere Obama?”Martedì sera tutti avete dato una risposta
a quei dubbi: Sì, è possibile.”
Bussando alle porte,
organizzando telefonate, mettendo in cassa pochi dollari ciascuno,
è venuta fuori una campagna senza precedenti… Avete provato che, milioni di
persone ordinarie che si impadroniscono di una causa, sono ancora la forza più
potente del processo politico. Avete dimostrato che l’organizzazione della base
e piccole donazioni sono il modo giusto e più efficace per vincere.”
Queste parole sono un
richiamo fortissimo all'impegno nel sociale e nel politico da parte di tutti,
giovani ed anziani, uomini e donne, ad un impegno teso al governo dello stato,
non alla mera protesta parolaia che non va oltre lo sfogo del malcontento.
Nel caso del Presidente
Obama l’impegno dei volontari era per: un governo di pace per porre fine
alle guerre, per qualche forma di equità fiscale, per ridurre la disoccupazione,
proteggere la salute dei cittadini ed i risparmi di tutti, anche
quelli sudati e piccoli, e per investire nell’istruzione, nella ricerca scientifica
e tecnologica, nelle arti e nella cultura. Difficilissimo dovunque, non solo
in Italia.
Per terminare queste
brevi note, qualche osservazione sulla raccolta dei fondi fatta dal partito
democratico. Si sa che questa campagna è stata costosissima, circa 6 miliardi
di dollari. Per parte mia, collegata con i siti del Presidente Obama, posso
testimoniare di aver ricevuto tante ed insistenti lettere di richiesta di donazioni.
Per fare le donazioni, però si doveva dichiarare di essere cittadini americani,
e scrivere su appositi modelli l’indirizzo completo. Se tentavo di comunicare
con gli scriventi, solo per dire che non potevo fare donazioni essendo italiana,
scattava una risposta automatica di ringraziamento etc. etc. E così infine mi
sono vista arrivare lettere di sollecito, ed ho scoperto che avevo un numero
di codice a cui corrispondeva il resoconto della somma delle mie donazioni,
pari a zero, ed il suggerimento di farne al più presto una di almeno 5 dollari.
E così, nonostante il mio impegno a scrivere articoli per i giornali online,
devo essere finita in una lista nera del partito democratico americano. (Emanuela
Medoro - Inform) emedoro@gmail.com