CARITAS ITALIANA E FONDAZIONE MIGRANTES
Interventi urgenti in
favore delle persone accolte in seguito all’emergenza Nord Africa
Si chiede il tempestivo
rilascio di un permesso di soggiorno alle persone in accoglienza, nonché la
necessaria proroga dell’accoglienza per le categorie cosiddette vulnerabili
ROMA - Al termine dell’ultimo
incontro della Commissione Episcopale per le Migrazioni (CEMi), i vescovi avevano espresso la loro preoccupazione per
l’approssimarsi della data del 31 dicembre 2012, quando è prevista la chiusura
dell’emergenza nord africana e delle relative strutture di accoglienza.
I disagi e le numerose
difficoltà burocratiche, economiche e sociali vissute dai centri e dalle comunità
di accoglienza, molte delle quali nelle nostre diocesi, parrocchie e negli istituti
religiosi, - è detto in una nota di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes
- inducono a tornare sulla prossima scadenza di fine anno per chiedere
interventi volti a far uscire le persone da forme di accoglienza occasionali
ed emergenziali. Peraltro da un monitoraggio condotto dalla rete delle Caritas
diocesane che sono impegnate nell’accoglienza è emerso che circa il 60% delle
persone è ancora in attesa di ricevere uno status definitivo, o di conoscere
l’esito del procedimento amministrativo o di quello giudiziario. A tal riguardo
si prende atto del recente provvedimento del Governo volto ad attivare una procedura
per il rilascio del permesso umanitario, rinnovando l’istanza precedentemente
negata. Si tratta però di una procedura che rischia di essere macchinosa e che
potrà essere realizzata efficacemente solo con l’apporto congiunto degli attori
istituzionali e degli enti di tutela. Va sottolineato che fra gli ospiti figurano
diverse persone vulnerabili, centinaia di nuclei familiari e decine di minori
stranieri non accompagnati, categorie verso le quali la prospettiva di una chiusura
dell’accoglienza al 31 dicembre 2012 non è auspicabile, oltre che difficilmente
praticabile.
Si auspica, dunque un
intervento urgente delle autorità competenti per l’adozione di misure volte
a superare le suddette criticità, a partire dal tempestivo rilascio di un permesso
di soggiorno alle persone in accoglienza, nonché la necessaria proroga dell’accoglienza
per le categorie cosiddette vulnerabili. A tal fine sottolineiamo l’opportunità
di un coinvolgimento delle maggiori organizzazioni di tutela per definire un
piano di misure concrete da attuare nel breve periodo, così come accaduto nella
fase iniziale di questa emergenza durante la quale è stata data la disponibilità
all’accoglienza di migliaia di profughi.
Infine con i vescovi
della CEMi, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes sottolineano che la prospettiva realistica di nuovi
flussi verso l’Italia di persone che vivono il dramma della fuga per ragioni
politiche e religiose non permette di lasciare ulteriormente nella precarietà
strutture e percorsi di accoglienza e protezione umanitaria nel nostro Paese.
(Inform)