LINGUA E CULTURA ITALIANA
Il sottosegretario agli Esteri risponde ad un’interrogazione
di Franco Narducci (Pd) sull’insegnamento dell’italiano
in Svizzera
Marta Dassù: “La Svizzera è Paese di prioritaria importanza per
la promozione di lingua e cultura italiana”
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Marta Dassù ha risposto ad un’interrogazione sull’insegnamento della lingua italiana in Svizzera presentata in Commissione Affari Esteri alla Camera dal deputato Franco Narducci, eletto per il Pd nella ripartizione Europa.
Narducci domandava in particolare come il governo italiano intendesse rispondere alle sollecitazioni formulate dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali relativamente alle esigenze di formazione linguistica dei giovani italiani residenti in Svizzera in età scolare, messe a rischio dai tagli di risorse disposti dall’Italia negli ultimi anni, e chiarimenti sull’avvio di una cooperazione bilaterale per “una reale integrazione dei corsi di lingua e cultura nella scuole dell’obbligo locali”. Integrazione che consentirebbe il proseguimento di un’attività formativa che concorre all’integrazione scolastica dei giovani migranti di origine italiana, “prevedendo anche – sottolinea Narducci - un maggiore impegno della Confederazione stessa” nell’offerta dei corsi all’interno della scuola dell’obbligo svizzera.
Marta Dassù ha precisato come “i corsi di lingua italiana a favore delle nostre collettività all’estero siano divenuti negli anni uno strumento cruciale della strategia generale di diffusione dell’italiano grazie alla loro capillare presenza nelle scuole locali”, con un successo che “ha contribuito a caratterizzare l’italiano come lingua della cultura” e raggiungendo “stadi avanzati di apprendimento della lingua, sia a livello liceale che universitario”. La “promozione dell’integrazione dei corsi di italiani nei sistemi locali” segue dunque un’ottica di “razionalizzazione delle iniziative di promozione linguistica” e di “ottimizzazione delle risorse”, vista anche “la contrazione degli stanziamenti che si è purtroppo riflessa anche sui contributi agli enti gestori”. Si tratta di “un approccio che è ritenuto il più rispondente alla complessiva azione di promozione della lingua e cultura italiana all’estero – ha affermato il sottosegretario, richiamando anche l’integrazione di 2 milioni di euro sui fondi destinati agli enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana “propiziata nel luglio scorso dall’approvazione del decreto sul rinvio delle elezioni di Comites e Cgie grazie al contributo del Parlamento e con il sostegno del Governo ed in particolare del Ministro degli Esteri, Giulio Terzi”. Marta Dassù definisce l’integrazione “un importantissimo segnale di attenzione alle politiche in questo settore”, chiarendo come “l’erogazione dei 2 milioni sia già in corso da parte della competente Direzione generale”. “Nel ripartire queste risorse, è stata assicurata un’attenzione prioritaria agli enti gestori che operano in circoscrizioni consolari, come quelle in Svizzera, dove hanno concluso il proprio mandato, senza poter esser sostituiti, alcuni docenti di ruolo per effetto delle disposizioni contenute nel provvedimento del Governo sulla spending review. L’obiettivo è stato quindi – afferma il sottosegretario - anche quello di compensare, per quanto possibile, tale riduzione, attraverso una presa in carico da parte degli enti gestori delle attività svolte dai docenti rientrati in Italia”. Nella riposta è stato quindi chiarito come la Svizzera costituisca un “Paese di prioritaria importanza per la promozione della lingua e della cultura italiana”, fatto testimoniato “dagli ingenti contributi erogati nel corso degli anni agli enti gestori in Svizzera”. “Anche nel 2012 gli enti gestori operanti in Svizzera hanno ricevuto una quota rilevante dei fondi disponibili, il 16% del totale, ovvero – ha specificato Dassù - 1 milione e 370 mila euro sugli 8,3 milioni complessivi sul relativo capitolo. La Farnesina confida per il 2013, compatibilmente con il quadro finanziario, di assegnare fondi in linea e auspicabilmente maggiori rispetto all’anno corrente”.
Definita “prioritaria” la strategia di integrazione dei corsi nelle scuole locali: “i corsi di italiano organizzati dagli enti gestori hanno mostrato nel tempo progressi significativi in termini di integrazione nei curricula scolastici svizzeri – afferma Marta Dassù, chiarendo come la flessione delle iniziative registrata negli ultimi anni non possa essere imputata solo al volume dei contributi agli enti gestori, ma anche “all’oggettiva minore richiesta di corsi da parte di un’utenza sempre più integrata nel sistema scolastico e sociale locale”. “La Farnesina rimane impegnata lungo queste direttrici. Le modalità per un ulteriore rafforzamento della cooperazione bilaterale ai fini di una sempre maggiore integrazione dei corsi nei percorsi scolastici svizzeri sarà approfondita anche nel corso della prossima riunione della ventiduesima Commissione culturale Italo-Svizzera che si terrà a Berna il prossimo 15 novembre – ha fatto sapere il sottosegretario.
In sede di replica, Narducci, pur ringraziando il sottosegretario per l’ampia risposta, è tornato a lamentare un “drastico ridimensionamento delle risorse finanziarie a fronte di una realtà così vivace come quella svizzera”, realtà in cui l’attenzione per la “tutela della lingua materna” è stata autorevolmente richiamata dal Consiglio federale svizzero, “tenendo conto che circa un quinto della popolazione ha origini nell’immigrazione”. Egli si rammarica inoltre per “la mancata inclusione di rappresentanti degli italiani in Svizzera” nella Commissione culturale sopra ricordata, ribadendo preoccupazioni già espresse sui “ritardi contabili relativi all’erogazione dei due milioni che è stato possibile, a prezzo di una dura battaglia con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, garantire ai corsi di lingua e cultura italiana”. (Inform)