INFORM - N. 205 - 2 novembre 2012


SEMINARI

Promosso il 29.10.2012 da Fondazione Migrantes, Agenzia Sir e Fisc su “Emigrazione italiana in Europa e comunicazione”

Le conclusioni di Padre Graziano Tassello alla relazione “Stampa cattolica di emigrazione in Europa”

 (Il testo completo della relazione su Inform n. 204-bis: http://www.mclink.it/com/inform/art/12204bis.htm)

I centri di pastorale migratoria, impegnati nella promozione umana e cristiana del migrante e nel sostegno ad un suo inserimento nella chiesa e nella società locali senza che questo comporti la rinuncia della sua cultura ed espressività religiosa, hanno ritenuto la stampa cattolica di immigrazione un sussidio pastorale assai pertinente. Ne hanno fatto ampio uso, investendovi molte risorse umane e finanziarie.

A differenza di altri continenti dove le missioni e le parrocchie hanno via via abbandonato la carta scritta ed hanno occupato spazi significativi nel settore radiofonico e, talvolta, anche televisivo, in Europa si continua a privilegiare la stampa. Mentre fino alla seconda guerra mondiale prevale il modello di testata unica, nel secondo dopoguerra si registra una crescente proliferazione dei fogli di collegamento editi dalle missioni. Non sempre il prodotto finito è di qualità. Ma nell’ultimo decennio del millennio si riscontra un desiderio diffuso di qualificare le testate con prodotti più rifiniti ed accattivanti tramite la diversificazione delle rubriche. Questo, a sua volta, spinge parecchie missioni ad optare per una sinergia o una fusione di testate, anche sotto la spinta alla collaborazione e alla condivisione di ideali e di mezzi, scaturita dalla pastorale di comunione perseguita in quegli anni.

Si pone il problema della lingua. Le giovani generazioni, infatti, privilegiano la lingua locale, anche se non bisogna dimenticare il profondo legame che esiste tra lingua materna e trasmissione della fede e il desiderio delle seconde e terze generazioni di conservare l’italiano come lingua di cultura. Si registra inoltre un crescente desiderio di riflessione e di interpretazione religiosa dell’esperienza migratoria per cui le testate delle missioni, accanto alla informazione per la comunità locale, tendono a specializzarsi sempre di più nella proposta di una formazione religiosa disseminata capillarmente, ponendosi come strumenti di dibattito e di lettura in chiave sapienziale della vicenda migratoria. Queste testate di matrice cattolica si avvalgono spesso di articoli, prese di posizioni ed editoriali comuni, garantendo così una maggiore incisività e sensibilizzazione per alcuni temi specifici.

Come per tutte le altre testate in lingua italiana edite all’estero, anche i giornali di matrice religiosa corrono il rischio di perdere la rilevanza che godevano nel passato. La crescita delle seconde generazioni che privilegiano la lingua del posto e prediligono l’uso di internet, l’invasione della TV che minaccia di far perdere agli emigrati il gusto della lettura, i maggiori costi della carta stampata rispetto alle testate telematiche e gli elevati costi della spedizione postale che penalizzano soprattutto la stampa cattolica diffusa capillarmente sul territorio, costituiscono alcune delle sfide da affrontare. In precedenza la stampa di matrice religiosa ha giocato un ruolo preminente nella creazione di federazioni della stampa di emigrazione per rimediare alle varie difficoltà. Si è anche dato vita ad una federazione della stampa scalabriniana che per alcuni anni ha prodotto notevoli risultati. Di fatto la stampa cattolica di emigrazione ha migliorato la sua produzione sia a livello grafico sia di contenuti. Ed ora alcune testate sono state ammesse alla Federazione dei settimanali cattolici italiani (Fisc), nata il 27 novembre 1966 e che raggruppa oltre 150 giornali diocesani con una diffusione settimanale di circa un milione di copie.  (Giovanni Graziano Tassello, CSERPE – Basel) gtassello@cserpe.org

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