SEMINARI
Promosso
il 29.10.2012 da Fondazione Migrantes, Agenzia Sir
e Fisc su “Emigrazione italiana in Europa e comunicazione”
Le conclusioni di Padre Graziano Tassello
alla relazione “Stampa cattolica di emigrazione in Europa”
(Il testo
completo della relazione su Inform n. 204-bis: http://www.mclink.it/com/inform/art/12204bis.htm)
I centri di pastorale migratoria, impegnati
nella promozione umana e cristiana del migrante e nel sostegno ad un suo inserimento
nella chiesa e nella società locali senza che questo comporti la rinuncia della
sua cultura ed espressività religiosa, hanno ritenuto la stampa cattolica di
immigrazione un sussidio pastorale assai pertinente. Ne hanno fatto ampio uso,
investendovi molte risorse umane e finanziarie.
A differenza di
altri continenti dove le missioni e le parrocchie hanno via via
abbandonato la carta scritta ed hanno occupato spazi significativi nel settore
radiofonico e, talvolta, anche televisivo, in Europa si continua a privilegiare
Si pone il problema della lingua. Le giovani generazioni, infatti, privilegiano la lingua locale, anche se non bisogna dimenticare il profondo legame che esiste tra lingua materna e trasmissione della fede e il desiderio delle seconde e terze generazioni di conservare l’italiano come lingua di cultura. Si registra inoltre un crescente desiderio di riflessione e di interpretazione religiosa dell’esperienza migratoria per cui le testate delle missioni, accanto alla informazione per la comunità locale, tendono a specializzarsi sempre di più nella proposta di una formazione religiosa disseminata capillarmente, ponendosi come strumenti di dibattito e di lettura in chiave sapienziale della vicenda migratoria. Queste testate di matrice cattolica si avvalgono spesso di articoli, prese di posizioni ed editoriali comuni, garantendo così una maggiore incisività e sensibilizzazione per alcuni temi specifici.
Come per tutte
le altre testate in lingua italiana edite all’estero, anche i giornali di matrice
religiosa corrono il rischio di perdere la rilevanza che godevano nel passato.
La crescita delle seconde generazioni che privilegiano la lingua del posto e
prediligono l’uso di internet, l’invasione della TV che minaccia di far perdere
agli emigrati il gusto della lettura, i maggiori costi della carta stampata
rispetto alle testate telematiche e gli elevati costi della spedizione postale
che penalizzano soprattutto la stampa cattolica diffusa capillarmente sul territorio,
costituiscono alcune delle sfide da affrontare. In precedenza la stampa di matrice
religiosa ha giocato un ruolo preminente nella creazione di federazioni della
stampa di emigrazione per rimediare alle varie difficoltà. Si è anche dato vita
ad una federazione della stampa scalabriniana che
per alcuni anni ha prodotto notevoli risultati. Di fatto la stampa cattolica
di emigrazione ha migliorato la sua produzione sia a livello grafico sia di
contenuti. Ed ora alcune testate sono state ammesse alla Federazione dei settimanali
cattolici italiani (Fisc), nata il 27 novembre 1966
e che raggruppa oltre 150 giornali diocesani con una diffusione settimanale
di circa un milione di copie. (Giovanni
Graziano Tassello, CSERPE – Basel) gtassello@cserpe.org
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