INFORM - N. 204 - 31 ottobre 2012


ITALIANI ALL’ESTERO

Su “Piemontesi nel mondo” di novembre l’editoriale del presidente Michele Colombino

Crisi economica e politica penalizzano anche il settore migratorio

 

TORINO - La profonda crisi socio-economica che ha colpito l'Europa, in particolare alcune Nazioni fra cui l'Italia, e il crollo della fiducia politica a seguito di scandali, corruzioni e sperpero di denaro pubblico, sta costringendo gli Enti Istituzionali a drastici tagli su numerosi capitoli di bilancio, intaccando anche le politiche degli italiani emigrati e relative associazioni, compresi i Musei dell'Emigrazione, senza prospettare funzionali ed efficaci soluzioni alternative.

Come realisticamente sostiene l'On.le Franco Narducci Presidente dell'UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati), a cui da sempre aderisce la nostra associazione, “ci troviamo in un momento particolare per l'associazionismo in emigrazione soffocato da una situazione generale di crisi economica che forse è prima ancora crisi etica e morale”.

Diventa pertanto necessario compattare autonomamente le forze e mostrare ancora una volta il vero volto dell'Associazionismo in emigrazione, quello capace di fare rete, di aggregare, di coinvolgere e di rimanere punto preciso di riferimento per le nostre comunità all'estero. Certamente gli aiuti economici da parte delle Regioni alle associazioni e ai rispettivi Musei dell'Emigrazione, saranno azzerati o ridotti all'osso; le visite all'estero dei Consiglieri Regionali saranno sospese almeno per qualche anno; la politica di attenzione e di servizio verso l'Associazionismo dovrà subire momenti di stasi o di trasformazioni.

Questo implica una revisione generale dell'operatività associativa, dovendo pertanto ripristinare una assoluta autonomia; potenziare i notiziari e i bollettini che in questi ultimi anni sono diventati un indovinato patrimonio di comunicazione; utilizzare al massimo la moderna tecnologia della posta elettronica; rompere l'isolamento e proporre feste o incontri unitari fra Enti e Associazioni similari sul territorio; favorire un nuovo ruolo al volontariato inteso come forza di supporto e di nuova operatività.

Perché nonostante la crisi e le bravate di parte della politica c'è una piemontesità nel mondo da conservare e da consegnare alle nuove generazioni. Non è solo questione di curare e interpretare la memoria storica, di fare prevalere la nostalgia, di rispolverare dai cassetti vecchie lettere e fotografie, ma di coltivare e approfondire quotidianamente convinzioni e propositi come la non dimenticanza, la riconoscenza, il rispetto, l'unità di un popolo che opera dentro o fuori del territorio nazionale. Come sempre, da parte nostra, continueremo nel ruolo riconosciuto di coordinamento, di vicinanza, di suggerimenti e di portavoce della emigrazione piemontese, proponendo realisticamente nuovi indirizzi e nuovi collegamenti per non disperdere il patrimonio associativo che tutti insieme abbiamo creato in tanti anni di comune e impegnativo lavoro.

Non per scavalcare nessuno, né per una rivendicazione di competenze improprie, ma con la coscienza di svolgere un dovere statutario, mantenere i legami dell'emigrazione piemontese con la propria terra e favorirne le soluzioni più rispondenti con le esigenze dei tempi che presentano oggi grosse novità non certamente positive, ma non impossibili da superare se continueremo rimanere forti e uniti. (Michele Colombino*-Piemontesi nel Mondo /Inform)

* Presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo

 


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