ITALIANI ALL’ESTERO
Su
“Piemontesi nel mondo” di novembre l’editoriale del presidente Michele Colombino
Crisi economica e politica penalizzano anche il settore
migratorio
TORINO - La profonda crisi socio-economica che
ha colpito l'Europa, in particolare alcune Nazioni fra cui l'Italia, e il crollo
della fiducia politica a seguito di scandali, corruzioni e sperpero di denaro
pubblico, sta costringendo gli Enti Istituzionali a drastici tagli su numerosi
capitoli di bilancio, intaccando anche le politiche degli italiani emigrati
e relative associazioni, compresi i Musei dell'Emigrazione, senza prospettare
funzionali ed efficaci soluzioni alternative.
Come realisticamente sostiene l'On.le Franco Narducci Presidente
dell'UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati), a cui da sempre
aderisce la nostra associazione, “ci troviamo in un momento particolare per
l'associazionismo in emigrazione soffocato da una situazione generale di crisi
economica che forse è prima ancora crisi etica e morale”.
Diventa pertanto necessario compattare autonomamente
le forze e mostrare ancora una volta il vero volto dell'Associazionismo in emigrazione,
quello capace di fare rete, di aggregare, di coinvolgere e di rimanere punto
preciso di riferimento per le nostre comunità all'estero. Certamente gli aiuti
economici da parte delle Regioni alle associazioni e ai rispettivi Musei dell'Emigrazione,
saranno azzerati o ridotti all'osso; le visite all'estero dei Consiglieri Regionali
saranno sospese almeno per qualche anno; la politica di attenzione e di servizio
verso l'Associazionismo dovrà subire momenti di stasi o di trasformazioni.
Questo implica una revisione generale dell'operatività
associativa, dovendo pertanto ripristinare una assoluta autonomia; potenziare
i notiziari e i bollettini che in questi ultimi anni sono diventati un indovinato
patrimonio di comunicazione; utilizzare al massimo la moderna tecnologia della
posta elettronica; rompere l'isolamento e proporre feste o incontri unitari
fra Enti e Associazioni similari sul territorio; favorire un nuovo ruolo al
volontariato inteso come forza di supporto e di nuova operatività.
Perché nonostante la crisi e le bravate di parte
della politica c'è una piemontesità nel mondo da conservare
e da consegnare alle nuove generazioni. Non è solo questione di curare e interpretare
la memoria storica, di fare prevalere la nostalgia, di rispolverare dai cassetti
vecchie lettere e fotografie, ma di coltivare e approfondire quotidianamente
convinzioni e propositi come la non dimenticanza, la riconoscenza, il rispetto,
l'unità di un popolo che opera dentro o fuori del territorio nazionale. Come
sempre, da parte nostra, continueremo nel ruolo riconosciuto di coordinamento,
di vicinanza, di suggerimenti e di portavoce della emigrazione piemontese, proponendo
realisticamente nuovi indirizzi e nuovi collegamenti per non disperdere il patrimonio
associativo che tutti insieme abbiamo creato in tanti anni di comune e impegnativo
lavoro.
Non per scavalcare nessuno, né per una rivendicazione di competenze improprie, ma con la coscienza di svolgere un dovere statutario, mantenere i legami dell'emigrazione piemontese con la propria terra e favorirne le soluzioni più rispondenti con le esigenze dei tempi che presentano oggi grosse novità non certamente positive, ma non impossibili da superare se continueremo rimanere forti e uniti. (Michele Colombino*-Piemontesi nel Mondo /Inform)
* Presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo