PROFUGHI DAL NORD AFRICA
Domani manifestazione a
Roma di associazioni e sindacati
Preoccupazione per la sorte
di 20mila persone. La richiesta al Governo di “soluzioni concrete e rispettose
della dignità”
ROMA – Domani 30 ottobre si terrà a Roma, in Piazza del Pantehon dalle ore 14, una manifestazione “per sollecitare con urgenza una soluzione per la sorte di circa 20.000 profughi arrivati a seguito della crisi nel Nord Africa” promossa tra i primi da Arci, Asgi, Centro Astalli, Senza Confine. Cir, Cgil, Uil, Sei Ugl, Fcsei, Focus-Casa dei Diritti Sociali .
Il Cir- Consiglio Italiano per i Rifugiati fa osservare che “migliaia di persone si trovano ancora, e molti da 18 mesi, in centri di accoglienza sparsi su tutto il territorio nazionale, senza avere alcuna certezza riguardo al proprio futuro. Nei due anni 2011/12 – spiega -sono stati spesi 1,3 miliardi di euro, principalmente per fornire vitto e alloggio”.
“Mancano meno di tre mesi – si legge nell’appello lanciato da associazioni e sindacati promotori della manifestazione - alla conclusione della cosiddetta Emergenza Nord Africa, la cui gestione è stata affidata alla Protezione Civile, e non si sa ancora quale sarà la sorte delle oltre 20mila persone giunte in Italia dalla Libia nel 2011, tra cui molti rifugiati in fuga da guerre e persecuzioni. Preoccupa la mancanza di un provvedimento che consenta alle molte migliaia di persone presenti di ottenere un titolo di soggiorno di lungo periodo, senza il quale è impossibile avviare qualsiasi progetto di inserimento sociale”.
Le organizzazioni chiedono con urgenza al Governo, “un provvedimento chiaro che consenta il rilascio di un permesso di soggiorno umanitario in favore di tutti i profughi giunti dalla Libia”, ma anche una “soluzione dignitosa e efficace per l’inclusione sociale dei profughi coinvolti nei progetti d’accoglienza, con la predisposizione di risorse adeguate, che consenta di realizzare il processo di integrazione di queste persone con precisi percorsi di uscita dai centri emergenziali con una chiara previsione di misure di sostegno”. Tra le altre richieste anche un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni di tutela e dei territori coinvolti nell’accoglienza.
Le organizzazioni promotrici della manifestazione ritengono che “in mancanza di soluzioni concrete e rispettose della dignità delle persone e dei territori coinvolti il rischio di innescare tensioni sociali e di provocare ulteriore disagio sia altissima”. “Senza soluzioni realistiche e dignitose si rischia di sprecare ancora per molto tempo ingenti risorse pubbliche alimentando peraltro razzismo e conflitti” avvertono
“La manifestazione del 30 ottobre è un grido d’allarme, e vogliamo fare un appello a tutte le associazioni che condividono le nostre preoccupazione nonché ai profughi stessi, ove possibile, a partecipare” ha detto Christopher Hein, direttore del Cir . (Inform)