MOVIMENTI POLITICI
A Melbourne la riunione
organizzativa del Comitato di coordinamento del Maie Australia
MELBOURNE - Si e’ svolta
a Melbourne nel fine settimana una riunione organizzativa del Comitato di Coordinamento
del Maie Australia alla quale hanno partecipato Francesco Pascalis, coordinatore 4’ Ripartizione, Nicola Care’, coordinatore
New South Wales, Pino Acquaro, coordinatore Victoria,
Stefano Marrama, coordinatore Queensland insieme ai membri Gianni Formica, Maurizio Riccardi, Tonino Bentincontri, Vincenzo
Esposito, Marco Nazzaro, Pino Procopio, Lorenzo Cambieri.
Assente per impegni di lavoro Nick Scali, coordinatore Australia. Nel corso
dell’incontro sono stati affrontati i vari aspetti organizzativi attinenti all’operazione
di ulteriore diffusione del programma di lavoro del Movimento alla luce dei
convegni svoltisi lo scorso marzo a Melbourne, Sydney ed Adelaide alla presenza
del presidente nazionale del Maie Ricardo Merlo.
Dal comunicato del Maie
si precisa inoltre come dai “partecipanti all’incontro sia stato preso atto
del positivo impatto che il Movimento sta registrando all’interno della comunità
italiana d’Australia. Tale risultato – prosegue la nota - deriva dal fatto che
i connazionali, delusi dalle ‘non politiche’ portate avanti dai partiti ufficiali
ed irritati dalle irragionevoli ed inconcludenti divisioni che gli stessi partiti
hanno per converso alimentato all’interno del mondo degli italiani all’estero,
sentono che solo il Maie contiene in sé le energie e le potenzialità per
essere il Movimento ideale a portare a soluzione le varie questioni ancora pendenti,
come ad esempio la riorganizzazione dell’insegnamento della lingua italiana
all’estero, il riacquisto della cittadinanza per coloro che l’hanno persa a
seguito di naturalizzazione ecc”.
“La nascita del MAIE
– ha dichiarato Francesco Pascalis – è un importante
fatto storico perché da Movimento culturale nato e sviluppatosi all’interno
delle comunità oltreconfine sta evolvendo verso una concreta possibilità di
valorizzazione del patrimonio costituito dalle tante intelligenze e dalle innumerevoli
esperienze professionali italiane che, per via dell’espatrio, si sono arricchite
al contatto con altre culture. E’ a questo grande patrimonio di conoscenze ed
esperienze che oggi il Maie si rivolge. Un sostegno sempre più vasto da parte
loro consentirà al Maie di diventare un gruppo di pressione incisivo che potrà
dare soluzione alle questioni ancora in sospeso. La forza del Maie – ha aggiunto
Pascalis sta nel fatto che è un movimento del tutto autonomo,
con radici e programmi culturali e sociali. Attraverso le sue strutture all’estero
e l’impegno, con queste coordinato, dei parlamentari che riuscirà ad esprimere
alle prossime elezioni politiche nazionali italiane, il Movimento è sicuro di
essere la chiave per il cambiamento.”.
Dello stesso avviso è
stato il coordinatore Maie per il Nuovo Galles del Sud, Nicola Carè, per il quale ”il Maie farà la differenza perché, proprio
per le sue caratteristiche e per la sua storia, potrà ben interpretare le esigenze
del mondo nuovo che si sta affacciando all’orizzonte. Basti solo pensare che
l’insorgenza di nuove potenze commerciali oggi sono una sfida seria all’interno
della concorrenza internazionale. L’Italia è un grande Paese trasformatore di
materie prime in prodotti finiti, gode ancora di un’ottima reputazione sul piano
internazionale per quanto riguarda le sue qualità industriali ed ha allo stesso
tempo la grande fortuna di avere tanti connazionali ed oriundi che occupano
posizioni-chiave in tante realtà imprenditoriali e commerciali del mondo sia
sviluppato che in via di sviluppo. Il ‘Made in Italy’ – ha aggiunto Carè
- è ancora il terzo marchio, dopo Coca Cola e Visa, più conosciuto al mondo.
Perdere certe posizioni di vantaggio guadagnate sul campo dall’industria italiana
sarebbe folle. Collegare sempre di più i due mondi, Italia e italiani all’estero,
non potrà che essere di grande beneficio per tutti.”.
Pino Acquaro, Coordinatore Maie per il Victoria, ha dal canto suo
sottolineato l’importanza strategica del mantenimento della cultura italiana
in Australia attraverso la presenza ormai consolidata di un’attiva e ben inserita
comunità. “Le iniziative culturali – ha dichiarato Acquaro - dovranno in futuro sempre più essere portate avanti
di concerto tra i Rappresentanti del Governo italiano e le strutture socio-educative
che la comunità italiana ha stabilito nel suo seno. Oggi queste strutture sono
un punto di riferimento assolutamente primario per le Autorità australiane e
se oggi l’Italia e la sua cultura occupano una posizione di tutto rispetto all’interno
del sistema educativo e scolastico locale questo avviene perché l’impegno, spesso
basato su molto volontariato, da parte di queste strutture è stato costante,
serio ed estremamente costruttivo nei riguardi della realtà locale. Il Maie
vuole che, nell’interesse della cultura, si rafforzi sempre di più questa collaborazione
tra l’Italia e le organizzazioni comunitarie italiane.”.
“La comunità italiana
– ha dichiarato Marco Nazzaro a nome dei più giovani
- ha avuto il privilegio di avere nella società australiana personaggi di rilievo
che hanno contribuito attivamente alla crescita economica e politica di questo
Paese e che hanno permesso a tutti gli italiani di essere apprezzati e valutati
come un popolo di lavoratori e persone rispettabili. Tra quegli italiani che
lasciarono nel dopoguerra a malincuore la propria amata patria per cercare fortuna
altrove in un momento di sofferenza per il nostro Paese ed i giovani italiani
di oggi, in fuga verso Paesi che possono offrire un futuro migliore, ci sono
molte similitudini. In questo campo, un miglior coordinamento delle politiche
migratorie tra Italia e i Paesi di accoglienza è di fondamentale importanza
per contenere e, possibilmente, minimizzare i danni derivanti all’Italia dalla
perdita di tanta gente qualificata che non trova sbocchi adeguati nel territorio
nazionale. Anche da questo punto di vista il Maie ha tutte le carte in regola
per contribuire a trovare le giuste soluzioni.”. (Inform)