DIRITTI UMANI
La soddisfazione del
CIR per il sì della Camera alla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite
contro la tortura
Hein: “Finalmente un’autorità
indipendente potrà controllare e monitorare i luoghi di reclusione”
ROMA Il Consiglio Italiano
per i Rifugiati (CIR) ha accolto con grande soddisfazione la ratifica ed esecuzione
del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura
e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, votato alla Camera
a forte maggioranza (438 a favore e 8 astenuti). “Sono dieci anni che attendevamo
questo momento. Finalmente l’Italia si mette in linea con gli altri Paesi nel
mondo, sono ben 64 i Paesi che l’hanno già ratificato”, commenta Christopher
Hein direttore del CIR. “Il protocollo ha un valore
fondamentale, stabilisce l’istituzione di un’autorità indipendente che possa
controllare e monitorare i luoghi di reclusione: dalle carceri, ai CIE, agli
Ospedali Psichiatrici Giudiziari. E inoltre, prevede anche la possibilità per
un Comitato delle Nazioni Unite di ispezionare questi stessi luoghi di detenzione.
E’ il punto di partenza per parlare di un reale sistema di prevenzione e monitoraggio
contro la tortura nel nostro Paese, e le denunce e le testimonianze che negli
ultimi anni hanno riempito le cronache ci fanno capire quanto sia necessario”
conclude Hein.
Dal CIR viene inoltre precisato come al momento resti ancora sospesa l’introduzione del reato di tortura. Dopo la votazione a unanimità della Commissione Giustizia del Senato avvenuta in settembre, la legge si è insabbiata nei meandri delle procedure parlamentari e ora ha davanti un incerto destino. “Dobbiamo sottolineare - dichiara Fiorella Rathaus Responsabile dei Programmi -CIR di riabilitazione e cura per le vittime di tortura - che senza una legge che introduca un reato specifico e punisca chi commette atti di tortura, le azioni di monitoraggio e prevenzione rischiano di perdere molta della loro forza. E’ ora che l’Italia rispetti la Convenzione contro la Tortura che ha ratificato nel lontano 1989: questo trattato ci obbliga a introdurre il reato di tortura. E’ un necessario passaggio di civiltà legislativa”. (Inform)