INFORM - N. 200 - 25 ottobre 2012


DIRITTI UMANI

La soddisfazione del CIR per il sì della Camera alla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura

Hein: “Finalmente un’autorità indipendente potrà controllare e monitorare i luoghi di reclusione”

 

ROMA Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) ha accolto con grande soddisfazione la ratifica ed esecuzione del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, votato alla Camera a forte maggioranza (438 a favore e 8 astenuti). “Sono dieci anni che attendevamo questo momento. Finalmente l’Italia si mette in linea con gli altri Paesi nel mondo, sono ben 64 i Paesi che l’hanno già ratificato”, commenta Christopher Hein direttore del CIR. “Il protocollo ha un valore  fondamentale, stabilisce l’istituzione di un’autorità indipendente che possa controllare e monitorare i luoghi di reclusione: dalle carceri, ai CIE, agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. E inoltre, prevede anche la possibilità per un Comitato delle Nazioni Unite di ispezionare questi stessi luoghi di detenzione. E’ il punto di partenza per parlare di un reale sistema di prevenzione e monitoraggio contro la tortura nel nostro Paese, e le denunce e le testimonianze che negli ultimi anni hanno riempito le cronache ci fanno capire quanto sia necessario” conclude Hein.

Dal CIR viene inoltre precisato come al momento resti ancora sospesa l’introduzione del reato di tortura. Dopo la votazione a unanimità della Commissione Giustizia del Senato avvenuta in settembre, la legge si è insabbiata nei meandri delle procedure parlamentari e ora ha davanti un incerto destino. “Dobbiamo sottolineare - dichiara Fiorella Rathaus Responsabile dei Programmi -CIR di riabilitazione e cura per le vittime di tortura - che senza una legge che introduca un reato specifico e punisca chi commette atti di tortura, le azioni di monitoraggio e prevenzione rischiano di perdere molta della loro forza. E’ ora che l’Italia rispetti la Convenzione contro la Tortura che ha ratificato nel lontano 1989: questo trattato ci obbliga a introdurre il reato di tortura. E’ un necessario passaggio di civiltà legislativa”. (Inform)

 


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