CAMERA DEI DEPUTATI
Fedi (PD) sull’audizione
del segretario generale della Farnesina Valensise
alle commissioni Esteri di Camera e Senato
“Dare immediata attuazione
alle raccomandazioni del comitato ministeriale sulla spending review”
ROMA – “L’audizione con
il segretario generale della Farnesina, Ambasciatore Valensise
davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato, ha consentito una prima
riflessione sulla situazione del ministero degli Esteri alla vigilia dell’inizio
della discussione sulla legge di stabilità”. Lo scrive in una nota il deputato
del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide
“La prima considerazione
– prosegue Fedi - riguarda la necessità che si dia attuazione alle raccomandazioni
del comitato ministeriale sulla spending review.
Un buon lavoro di analisi e proposta al quale dovrebbe corrispondere, all’interno
della Farnesina, un impegno di immediata attuazione”. “Come intende muoversi
l’amministrazione degli Esteri relativamente a quelle proposte? – si chiede
Fedi sottolineando come fino ad oggi su questo punto si sia fatto troppo poco.
- In che modo la Farnesina intende rimodulare la spesa amministrativa, quando
in questa legge di stabilità, ad esempio, i costi dell’ISE aumentano anziché
diminuire? In che modo s’intende dare risposta amministrativa al tema del personale
a contratto locale, il cui rapporto di lavoro è regolato da innumerevoli tipologie
contrattuali che spesso non rispondono ad alcuna norma, italiana o locale? I
nodi, insomma, vengono al pettine e la Farnesina deve impegnarsi a trovare risposte.
Analogamente, credo i tempi siano maturi affinché la nostra amministrazione
rispetti le convenzione internazionali, come quelle contro le doppie imposizioni
fiscali, applicando sempre e ovunque le norme bilaterali”.
Secondo Fedi inoltre
un percorso di innovazione, anche tecnologica, “deve partire dalla efficienza
del sistema e la riduzione dei costi deve esserne la conseguenza. Oggi i rapporti
tra i ministeri e gli altri settori di amministrazione dello Stato sono tali
da far ritenere che l’innovazione all’estero si risolva unicamente in più informazione,
anche online, ma che all’atto pratico si concretizzi in liste di attesa, duplicazioni
di richieste e inutili, quanto antiquati, passaggi burocratici. Non tutto è
responsabilità della Farnesina – conclude Fedi - ma dagli Esteri chiediamo almeno
di capire quale percorso si intenda adottare. Una nuova Farnesina parte anche
da una visione del nostro paese nel futuro”. (Inform)