STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“La Voce del Popolo” on line
Riunito a Brdo presso Kranj il Comitato di coordinamento
ministeriale italo-sloveno. Le priorità: lingua e cultura
BRDO PRESSO KRANJ – Politiche europee e regionali, integrazione, macroregione, economia, ambiente, energetica, infrastrutture, telecomunicazioni, scuola, formazione, cultura e minoranze nazionali: questi i principali temi affrontati a Brdo presso Kranj in occasione della Quarta seduta del Comitato di coordinamento dei ministri italo-sloveni. Una riunione che, come ricordato praticamente all’unisono dai ministri degli Affari esteri sloveno e italiano, Karl Erjavec e Giulio Terzi di Sant’Agata, conferma il buon livello del dialogo e della collaborazione bilaterali fra Lubiana e Roma.
OTTIMI RAPPORTI I rapporti tra i due Stati sono ottimi e amichevoli, è stato ribadito a più riprese nel corso della conferenza stampa svoltasi nel Centro congressuale di Brdo. Prova ne è l’intensa attività messa in atto in questo 2012, in cui ricorre il ventesimo anniversario delle relazioni bilaterali tra i due Paesi e nel corso del quale si sono avuti importanti incontri a vari livelli: a marzo i colloqui tra ministri degli Esteri alla Farnesina, a luglio la visita di Stato del presidente Giorgio Napolitano in Slovenia, e poi le riunioni di coordinamento fra le delegazioni ministeriali. L’ultima in ordine di tempo appunto quella svoltasi venerdì. Un’occasione per affrontare temi importanti e per approfondire il lavoro volto a individuare risposte condivise su temi di interesse comune. Tutto questo non soltanto nell’ottica bilaterale, ma anche o forse soprattutto in quella europea e integrativa a largo raggio che guarda ai Balcani occidentali e al Mediterraneo. Il clima in Europa è segnato dalla crisi e questa impone la creazione di sinergie, ma anche un distacco dagli interessi puramente locali per poter sviluppare un’ottica di sistema.
INCONTRI ANNUALI Un approccio questo che invita a ragionare in termini di sistema e che porta le delegazioni a ragionare sull’opportunità di darsi una scaletta che preveda per gli appuntamenti di coordinamento una cadenza perlomeno annuale. E a breve termine l’accordo è raggiunto già a Brdo: entro l’anno o all’inizio del 2013 un incontro trilaterale, allargato anche alla Croazia, incentrato sulle politiche energetiche nell’Alto Adriatico e poi nel 2013 la prossima riunione del Comitato di coordinamento, questa volta da tenersi in Italia.
ECONOMIA E IMPRESE Ma veniamo ai contenuti dei colloqui definiti dai capi delle diplomazie di Lubiana e di Roma “utili, fruttuosi e necessari pe rafforzare il dialogo” bilaterale italo-sloveno. In primis l’economia, a dettare la priorità è la situazione generale nel continente che continua ad essere flagellato dalla crisi. Ma anche qui il quadro dei rapporti Roma-Lubiana risulta positivo. A dirlo sono le dinamiche che vedono l’importo degli scambi economici realizzati l’anno scorso toccare quota 6,5 miliardi di euro, con l’Italia secondo partner commerciale e terzo Paese investitore in Slovenia, dove partecipa a un numero importantissimo di progetti in vari settori. Un quadro soggetto comunque a una possibile ulteriore crescita, tenuto conto delle politiche di privatizzazione e di liberalizzazione del mercato sloveno alle quali sta lavorando il governo presieduto da Janez Janša. “Temi che seguiamo con attenzione in quanto d’interesse per il mondo imprenditoriale italiano”, ha detto il ministro Terzi, ricordando che i progetti di grande portata ai quali guardare non mancano. Basti pensare alle possibilità di gestione comune dei beni idrici e ambientali nell’area del fiume Isonzo, alla ferrovia Trieste-Divaccia, alle possibilità di collaborazione che si delineano nel settore portuale o in quello dell’infrastruttura stradale…
OTTICA DI AMPIO RAGGIO Si diceva però di un’ottica di ampio raggio che vada oltre gli interessi puramente locali per aprirsi a quella necessità di “più Europa” ricordata anche dai presidenti Danilo Türk e Giorgio Napolitano in occasione della visita di Stato svoltasi a luglio. Ed ecco, quindi, che le delegazioni non mancano di affrontare le questioni relative alla collaborazione in ambito di Unione europea e della Nato, nonché al futuro delle integrazioni regionali, facendo emergere una visione comune dei progetti multilaterali. Il ragionamento va così sui percorsi da seguire in tema di allargamento europeo ad Est, di collaborazione nell’area mediterranea e di creazione della Macroregione Adriatico-ionica. L’integrazione dei Paesi dei Balcani occidentali nell’UE non è soltanto un tema di stabilità della regione, ma riguarda anche la questione della particolarità e della vitalità dell’Unione europea con tutto il suo carico di standard inerenti ai diritti umani, e ovviamente interessa molto da vicino temi quali sono l’integrazione politica ed economica, lo sviluppo del mercato unico e il settore delle iniziative socio-economiche, è stato ricordato in sede di conferenza stampa. Il tema del Mediterraneo e dell’ampliamento delle sinergie in quest’area, invece, riguarda in primis uno spostamento ovvero un allargamento delle politiche di sicurezza ed economica dall’Europa a un’area più vasta. Infine, per quanto riguarda la Macroregione Adriatico-ionica la strategia – è stato annunciato a Brdo – potrebbe venir definita già in occasione dell’incontro in agenda il 19 novembre a Bruxelles il che potrebbe far sì che nel 2013 si disponga del calendario di attuazione dell’iniziativa.
MINORANZE NAZIONALI Visione comune si diceva. Impossibile concepirla senza l’elemento che fa da “trait d’union” tra le due realtà statali contermini: le minoranze nazionali. Ed ecco che l’attenzione si concentra sui temi di assoluta rilevanza per le due realtà: la Comunità slovena in Italia e la Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e Croazia. Ad introdurre l’argomento è il ministro degli Esteri sloveno, Karl Erjavec, che rivolgendosi ai giornalisti dice: “La questione dei finanziamenti richiederebbe una soluzione di sistema. Comunque, la parte italiana ci ha assicurato che si sta lavorando all’individuazione delle soluzioni e che la crisi non inciderà negativamente sui finanziamenti delle attività della minoranza slovena in Italia. D’altro canto noi abbiamo ribadito che nonostante la crisi imponga taglia al Bilancio sloveno non ci saranno riduzioni ai finanziamenti destinati alla Comunità Nazionale Italiana”.
STATO DEI FINANZIAMENTI E se il contesto detta lo status quo in tema di risorse finanziarie i passi avanti comunque non mancano. Tutt’altro. Lo sottolineano con soddisfazione sia Erjavec sia Terzi. “Sì, bene sarebbe che ci fossero soluzioni di sistema per quanto riguarda i finanziamenti, ma le stiamo cercando. L’incontro del Comitato si è rivelato una buona occasione per affrontare la questione e sono certo che individueremo le risposte”, afferma Karl Erjavec. “La tendenza è chiara”, aggiunge Giulio Terzi, che ricorda: “All’Università La Sapienza di Roma è stata aperta la cattedra di Lingua slovena ed è stato bandito il relativo concorso, il governo italiano si è interessato alla vicenda del Primorski dnevnik e ha garantito sostegno alle scuole slovene in Italia attraverso programmi di formazione per gli insegnanti e misure pensate per il personale amministrativo. Progetti non previsti, ma realizzati. Ora si sta lavorando all’individuazione dei mezzi per raggiungere l’importo necessario a dare piena attuazione al finanziamento previsto per il 2012. Cosa che si avrà a mente nella costruzione del Bilancio per il 2013. Siamo soddisfatti che il governo sloveno abbia notato gli sforzi fatti”.
PROGRAMMI CULTURALI In altre parole: il governo italiano è presente e lavora al mantenimento delle facilitazioni e dei finanziamenti a sostegno delle minoranze e delle loro attività, che rappresentano una ricchezza culturale. Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto dei valori costituzionali e delle necessità di Bilancio. Ancora in tema di finanziamenti, per quanto riguarda quelli del governo italiano destinati alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia il ministro Terzi ha dichiarato a Brdo che “il governo sostiene i programmi culturali, la diffusione della cultura e della lingua italiane, le scuole”. “Le Ambasciate e i Consolati partecipano con le associazioni rappresentative della Comunità a queste iniziative”, ha aggiunto il ministro che però per quanto riguarda gli importi del 2013 non ha voluto fare previsioni. “Non posso dire l’importo, ma il mantenimento della lingua e la diffusione della cultura italiana rimangono una priorità”.
CONSOLATO DI CAPODISTRIA Ancora, rimanendo in tema, nel corso della riunione sono stati affrontati anche altri temi che riguardano da vicino anche la CNI: il riconoscimento dei diplomi, lo status del Consolato generale d’Italia a Capodistria e le opere d’arte del Capodistriano e il riordino dei libri catastali. Procedendo per ordine, è stato convenuto che la questione del riconoscimento dei diplomi deve ricevere una risposta anche perché interessa un numero sempre maggiore di persone, sia sloveni che studiano in Italia sia italiani che studiano in Slovenia. Sulle opere d’arte le delegazioni si sono trovate d’accordo circa la necessità di individuare una soluzione che renda fruibili tali beni artistici a entrambe le parti. Infine, per quanto riguarda il Consolato generale d’Italia a Capodistria, Terzi ha ricordato che il mantenimento della sede “è un importante messaggio sia per quanto riguarda i rapporti bilaterali sia un segnale di attenzione per la Comunità italiana”. Ora, dopo che se ne è discusso anche in occasione della visita di Stato a luglio, andrà sciolto anche il nodo della nomina di un capo della rappresentanza consolare che confermi la “rivitalizzazione” della sede. (Christiana Babić_La Voce del Popolo www.edit.hr/lavoce 22 ottobre/Inform)