ITALIANI ALL’ESTERO
Dal “Corriere Canadese” on line
Manlio D’Ambrosio, una vita al servizio della comunità
italo-canadese e del Canada
TORONTO - Come dare l’addio a Manlio d’Ambrosio? Come misurare la perdita non solo della sua famiglia ma della nostra comunità e di questo Paese che amava tanto?
Era un’uomo che sfidava ogni descrizione. Un intelletto brillante. Un’eloquenza senza pari. Un gusto raffinato per la musica, la buona cucina e tutto ciò che costituisce la cultura e l’arte italiana. Un’abilità insolita di coltivare rapporti con tutti, da un primo ministro ai più giovani. Pronto alla battaglia contro ogni ingiustizia, ma anche pronto a discuterne prima. Un gigante della nostra comunità.
Lo incontrai per la prima volta quando, giovane studente in Legge, ero preoccupata dell’impatto del “Canadian Charter of Rights and Freedoms” – documento centrale della costituzione del Canada – che escludeva i diritti multiculturali. Lui che aveva tanta più esperienza di me ed una preminenza sulla comunità italo-canadese, mi ascoltò come se fossimo allo stesso livello ed incominciò così una collaborazione fondata sul rispetto reciproco con l’obbiettivo condiviso che si potesse fare di più per la nostra comunità e per il Canada.
Manlio ha sempre avuto una posizione preminente sulle maggiori iniziative della comunità italo canadese. Tra l’altro voglio ricordare che fu uno dei fondatori della FACI, la prima Federazione di Associazioni e Clubs Italiani a Toronto. Fu membro e poi presidente della CIBPA di Toronto che rappresentava e tutt’ora rappresenta gli imprenditori e professionisti italo-canadesi. E non si può dimenticare la sua presidenza del Congresso Italo Canadese – Ontario ed i numerosi successi di questa organizzazione dovuti alla sua leadership. Fu anche nominato Cavaliere della Repubblica Italiana.
Un aristocratico italiano (aveva infatti ereditato il titolo di Barone che non usava mai) e natío di Roma – il suo amore per questa città era visibile a tutti – era emigrato in Canada nel 1956 e si era subito impegnato al servizio di questo Paese. Anche grazie ai suoi sforzi il “Canadian Charter of Rights and Freedoms” adesso contiene la “sezione 27” che riconosce l’importanza del multiculturalismo.
Sotto la sua presidenza, il Congresso si oppose al famoso – e successivamente fallito – accordo costituzionale di Meech Lake perché non rispettava i diritti delle altre culture in Canada e appoggiò lo spirito che ci dette il Muliticulturalism Act introdotto dal Primo Ministro Brian Mulroney. Ricopriva anche la carica di presidente quando il Congresso lottò per far riconoscere l’ingiusto trattamento della comunità italo-canadese durante la Seconda guerra mondiale. Non a caso, lo stesso Mulroney partecipò al Congresso per portare le scuse del governo a tutti gli internati e agli italo-canadesi che avevano tanto sofferto durante questo triste periodo.
Manlio d’Ambrosio ha vissuto in prima linea gli avvenimenti formativi della comunità italo-canadese del secondo dopoguerra. Ma di più, è stato coinvolto anche nelle tappe recenti più significative del Canada.
Abbiamo perso non solo uno dei più formidabili personaggi di una generazione, incapace di accettare il no, ma anche un grande Canadese.
Dopo le tante battaglie, spesso si riuniva con sostenitori – e con gli “avversari”, perché era solito mettere da parte qualsiasi rancore – per riflettere sul fatto che in una democrazia è importante l’opposizione ma anche per fare un brindisi all’amicizia o per cantare insieme.
Un uomo insolito, un’anima nobile e uno dei miei più grandi maestri. Gli sarò sempre profondamente grata del fatto che si fermò per ascoltare una giovane idealista che voleva un Canada più inclusivo.
Alla famiglia D’Ambrosio, a sua moglie Marisa e ai loro figli Luigi e Elvira, che lo hanno sempre appoggiato – e “condiviso” con una comunità e una nazione alla quale Manlio si era dedicato anima e corpo – le più sentite condoglianze. La vita di Manlio è stata un inno alla forza e alla schiettezza dello spirito umano e ha lasciato un’eredità ad una comunità più forte, conscia delle proprie radici ma nondimeno canadese. Grazie!
La famiglia riceverà gli amici alla R.S. Kane Funeral Home, 6150 Yonge Street, Toronto, venerdì 19 ottobre dalle 2 alle 4 pm e dalle 7 alle 9 pm. La messa funebre si terrà sabato 20 ottobre, alle 9:30am, a St. Paschal Baylon Church, 92 Steeles Avenue West, Thornhill. Seguirà la sepoltura a Holy Cross Cemetery, 8361 Yonge Street, Thornhill. (Annamarie Castrilli-Corriere.com/Inform)