FRONTALIERI
I deputati Braga, Narducci,
Codurelli (Pd) e Molteni (Lega Nord)
sulla risposta del Governo alle interrogazioni sul trattamento speciale di disoccupazione
dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera
ROMA – “La risposta del Governo alle nostre interrogazioni urgenti, per voce del viceministro Martone, è stata purtroppo del tutto insoddisfacente”: commentano così i deputati del Partito democratico Chiara Braga, Franco Narducci - eletto nella ripartizione Europa - e Lucia Codurelli, insieme a Nicola Molteni della Lega Nord, la replica alle interrogazioni presentate nei giorni scorsi al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, in materia di trattamento speciale di disoccupazione dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera (vedi anche Inform del 4 ottobre: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n18510.htm).
Narducci ha invitato in particolare
Nel comunicato diffuso in proposito, viene fatto notare come sia stato ribadito al rappresentante del Governo che “il fondo a gestione separata istituito presso l’Inps, su cui giacciono circa 300 milioni di euro, è costituito dalle trattenute salariali sul lavoro dei frontalieri e che è la stessa legge 147 a stabilire che quelle somme retrocesse dalla Svizzera sono vincolate al pagamento dell’indennità in favore dei frontalieri fino al loro esaurimento”. “Qualsiasi tentativo di destinare ad altre finalità quelle risorse deve essere contrastato – affermano i parlamentari, - perché sarebbe una penalizzazione inaccettabile per gli oltre sessantamila lavoratori frontalieri che hanno contribuito alla crescita economica del Paese ed in particolare delle zone di confine. Non se ne capirebbe poi la logica dal momento che l’indennità di disoccupazione ordinaria andrebbe così a gravare ulteriormente sulle trattenute applicate ai lavoratori italiani”.
Rispetto
all’intervento auspicato nell’interrogazione e riguardante le direttive di applicazione
dei trattamenti di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri in Svizzera
i parlamentari annunciano inoltre l’assunzione nei confronti della Direzione
generale dell’Inps di “altre e più incisive iniziative”, in aggiunta alla richiesta
già sollecitata al Senato di “portare a compimento l’approvazione del disegno
di legge di modifica della legge