INFORM - N. 191 - 12 ottobre 2012


PATRONATI

Il presidente dell’Ital Uil sulla riduzione del Fondo Patronati

Gilberto De Santis: “Un taglio miope, che colpisce le fasce più deboli del mondo del lavoro”

 

ROMA – “Un colpo a sorpresa, anche se non una novità perché prosegue l’opera del Governo precedente”: così Gilberto De Santis, presidente dell’Ital Uil, definisce il taglio al Fondo Patronati previsto dalla nuova legge di stabilità varata dal Consiglio dei ministri alcuni giorni fa.

“Un taglio di 30 milioni al Fondo che non è costituito con la fiscalità generale. bensì dai contributi dei lavoratori e delle imprese e quindi è un taglio scorretto - fa notare De Santis, che segnala riserve già avanzate sul fatto che un ulteriore taglio, rispetto a quello già effettuato al Fondo nel 2010, possa andare a beneficio del bilancio dello Stato.

A subire maggiormente il taglio “le fasce più deboli del mondo del lavoro – prosegue il presidente dell’Ital Uil - perché l’attività del Patronato è gratuita proprio perché il Fondo Patronati è costituito per tutelare chi non può tutelarsi da solo”. “Si colpisce inoltre un corpo intermedio che agevola i processi di efficienza della Pubblica Amministrazione – si legge nella nota diffusa dall’Ital Uil, che segnala anche come la riduzione tocchi “i lavoratori del Patronato impegnati in questi mesi in un’opera mastodontica di aiuto ai cittadini per pratiche che non rientrano nel paniere del Fondo Patronato e che quindi non vengono riconosciute economicamente da questo Stato che nei fatti quindi non premia la produttività”.

 “Pur in presenza di tagli economici dolorosi è possibile aumentare la produttività dei Patronati senza alcun aggravio per i conti pubblici – sostiene De Santis, - modificando il paniere delle pratiche statisticabili e affidando al Terzo Settore, di cui il Patronato fa parte, la gestione di alcuni pezzi di Welfare”.

“L’impegno dei Patronati non verrà meno per garantire un Paese più civile – ribadisce il presidente dell’Ital Uil, - un Paese dove le persone abbiano più rispetto e più dignità da parte delle Istituzioni”. (Inform)

 


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