INFORM - N. 190 - 11 ottobre 2012


SENATO DELLA REPUBBLICA

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche per i connazionali nel mondo

Al Comitato per le questioni degli Italiani all’estero l’audizione dei rappresentanti del Goethe-Institut in Italia

Ammonta a 4,5 milioni di euro il budget per l’Istituto che opera nel nostro paese. Gli interventi del presidente del Comitato Firrarello e dei senatori Micheloni (Pd), Fantetti (Pd) e Giordano (Pdl)

 

ROMA - Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle politiche per i connazionali nel mondo, promossa dal Comitato sulle Questioni degli Italiani all’Estero del Senato, si è svolta l’audizione della  direttrice in Italia del Goethe-Institut Susanne Höhn e dei suoi collaboratori Ulrike Tietze, direttrice del dipartimento di cooperazione didattica e Thilo Will, direttore dei corsi di lingua.

La seduta è stata aperta dal presidente del Comitato Giuseppe Firrarello che ha sottolineato come  il fenomeno migratorio italiano non può certamente considerarsi concluso, ma anzi evidenzi un incremento dei trasferimenti all'estero soprattutto di giovani qualificati. “E’ evidente – ha proseguito Firrarello - che la conoscenza della lingua del paese di destinazione, ivi incluso il linguaggio attinente alla professione svolta, costituisce un prerequisito indispensabile per il successo dell’integrazione e dell’inserimento nel nuovo contesto personale e lavorativo. In tal senso - ha aggiunto Firrarello -  la presenza della dottoressa Höhn costituisce un'occasione importante per verificare se tale assunto sia valido per la lingua tedesca e per i trasferimenti di italiani in Germania”. Il presidente del Comitato ha inoltre segnalato sia l’incremento degli iscritti in Italia a corsi di lingua tedesca,  un aumento probabilmente dovuto alla crisi economica che spinge i giovani italiani a valutare un eventuale trasferimento in Germania alla ricerca di ulteriori opportunità di perfezionamento e di stabilità, sia la necessità di approfondire l’importanza attribuita in Italia e in Germania all’insegnamento e alla diffusione della cultura nazionale in ambito europeo ed extraeuropeo”. Firrarello ha infine ricordato come una tematica di grande importanza per le comunità espatriate sia quella del mantenimento di canali informativi con la madrepatria che consentono un collegamento e un aggiornamento con la realtà di provenienza, anche dal punto di vista dell’informazione di ritorno.

Susanne Höhn ha in primo luogo illustrato l’assetto del Goethe-Institut sul territorio italiano. Una struttura che può oggi contare su sette sedi anche e che partire dal 2004, con il riposizionamento della politica culturale tedesca sulle aree del Medio Oriente, dell’Europa dell’Est e dell’Asia, ha dovuto supportare un consistente ridimensionamento dei fondi a disposizione. Per quanto riguarda l’attività culturale e didattica dell’Istituto la Höhn ha segnalato un incremento del 18%,  negli ultimi due anni delle iscrizioni ai corsi di lingua tedesca tenuti a  Torino, Milano, Roma e Palermo. In questo ambito, secondo la Höhn che non ritiene sia in atto un nuovo fenomeno migratorio dall’Italia verso la Germania ma un semplice incremento della mobilità di lavoro all’interno dell’Unione europea, i corsi più frequentati sono quelli intensivi che forniscono un importante vantaggio competitivo a chi è alla ricerca di un progresso lavorativo in paesi in cui si utilizza la lingua tedesca e anche in Italia.

Ha poi preso la parola il senatore del Pd Claudio Micheloni, eletto nella ripartizione Europa, che ha sollecitato ulteriori ragguagli sull’organizzazione in Germania dell’attività di insegnamento della lingua e di diffusione della cultura all’estero. In particolare Micheloni ha chiesto chiarimenti sull’entità dei  finanziamenti pubblici e privati a disposizione del Goethe-Institut. Raffaele Fantetti (Pdl), eletto nella ripartizione Europa, ha invece esortato la direttrice Höhn ha valutare l’ipotesi, alla luce del crescente numero degli iscritti all’Aire in Germania e dei giovani italiani qualificati che si recano in territorio tedesco per motivi di studio o lavoro, della presenza di un nuovo movimento migratorio fra i due paesi.

In sede di replica la Höhn ha ricordato che il Goethe-Institut, fondato nel 1951, non è né amministrazione statale, né di un'istituzione diplomatica e che l’istituto, gestito da un consiglio di amministrazione, include centocinquanta sedi all’estero e sedici sedi in Germania. La direttrice ha anche precisato come dal 1976, il Goethe abbia sottoscritto un contratto quadro con la Repubblica federale tedesca in cui l’Istituto viene riconosciuto come unico organismo istituzionale deputato al perseguimento di tre finalità: l’insegnamento della lingua tedesca nel mondo; l’informazione sulla vita politica e sociale tedesca e l’interscambio culturale. “Le sovvenzioni dello Stato tedesco – ha puntualizzato la Höhn - coprono i due terzi delle spese di funzionamento. I restanti fondi vengono reperiti essenzialmente con lo svolgimento dei corsi di lingua. Il più antico istituto fondato all’estero è quello di Atene, il secondo è quello di Torino, che nel 2014 festeggerà il 60° anno di creazione. Il budget complessivo del Goethe-Institut è di circa 300 milioni di euro; quello dell’istituto italiano è di circa 4,5 milioni di euro”. La Höhn ha anche evidenziato come addetti alla ricerca di personale tedeschi si rechino regolarmente in Italia alla ricerca di lavoratori qualificati anche per il tramite del Goethe-Institut, dove sono circa 5.000 i corsisti italiani all’anno, in quanto la carenza di lavoro in Germania riguarda soprattutto l’occupazione specializzata. Per quanto concerne l’eventuale ricorso a contributi di aziende private la direttrice ha precisato come tale opzione sia prevista da parte dell’Istituto solamente per la sponsorizzazione di singoli eventi o iniziative   Dalla stessa Höhn  e dal direttore dei corsi di lingua Will è stata poi ribadita la sensazione di non essere in presenza di un nuovo fenomeno migratorio dall’Italia verso la Germania.

Dopo gli interventi dei senatori Micheloni (Pd) e Fantetti (Pdl), che hanno ribadito come il numero degli italiani che trasferiscono la loro residenza in Germania sia in aumento, dal presidente Firrarello sono stati chiesti lumi su quale possa essere il fattore di attrazione per i cittadini tedeschi verso l’Italia.

Su questo punto dai rappresentanti del Goethe-Institut è stato ricordato il crescente interesse da parte della Germania per la cultura e il modo di vita italiano, il forte legame economico che unisce i due paesi, ad oggi vi sono circa 1.300 imprese italiane con sedi sul suolo tedesco, e l’impegno comune di Italia e Germania per la formazione professionale giovanile.  Alle ulteriori domande dei senatori Fantetti (Pdl) e Micheloni (Pd), sul ruolo svolto dai singoli Land in Germania per la diffusione della lingua e della cultura tedesca e sulla possibilità che tali iniziative possano essere realizzate in autonomia dal Goethe-Institut, la direttrice Höhn ha evidenziato come, nonostante i Land abbiamo competenze proprie nel campo della formazione scolastica, l’influenza delle singole regioni sull’attività del Goethe-Institut sia limitata e che gli obiettivi istituzionali vengono definiti con cadenza triennale tra l’Istituto e il ministero degli Esteri tedesco. Un dicastero, quest’ultimo, che in questo campo adotta anche ulteriori iniziative autonome che comunque vengono espletate egualmente per il tramite del Goethe. Alla stessa maniera operano Land.

Alla domanda del senatore Basilio Giordano (Pdl), eletto nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, su chi siano i principali interlocutori italiani del Goethe-Institut, sull’impiego del personale italiano e sulle prospettive di sovvenzione delle attività culturali dell’istituto per i prossimi anni, la Höhn ha infine fatto presente che il principale interlocutore istituzionale per il Goethe-Institut è il Miur, che il ricorso a personale assunto in Italia consente grandi risparmi e che per i prossimi anni sono previste ulteriori decurtazioni dei finanziamenti per l’Istituto. (Inform)

 


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