INFORM - N. 190 - 11 ottobre 2012


RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE

La Commissione Affari Costituzionali del Senato adotta come testo base quello del relatore Malan (Pdl)

Sì alle preferenze e al premio di maggioranza. No ai collegi uninominali. Per gli italiani all’estero (d’accordo anche il relatore Bianco del Pd) l’inversione dell’opzione: voto per corrispondenza e circoscrizione Estero solo per chi lo decide preventivamente

 

ROMA - Con sedici voti a favore (di Pdl, Udc, Lega, Cn (Coesione nazionale), Mpa e Fli) e dieci contrari (quelli di Pd, Idv e dello stesso presidente Vizzini) la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha adottato come testo base per la riforma della legge elettorale la proposta del Pdl a firma del relatore Lucio Malan. Scadrà mercoledì 17 ottobre alle ore 18 il termine per la presentazione degli emendamenti al testo base e si prevede che entro fine mese il testo possa approdare in Aula.

Il senatore Malan la sua proposta l’aveva spiegata nella seduta di ieri della Commissione. Metodo proporzionale, con soglia di sbarramento nazionale del 5 per cento e deroghe per le liste che fanno parte di una coalizione (4 per cento), per quelle che conseguono il 7 per cento in regioni che rappresentano un quinto della popolazione nazionale e per le minoranze linguistiche. Premio di maggioranza fissato in 76 seggi alla Camera dei Deputati e in 37 seggi al Senato, attribuiti alla lista (o alla coalizione di liste) che consegua il maggior numero di seggi. Un terzo dei seggi è attribuito, circoscrizione per circoscrizione, sulla base di una lista bloccata, mentre i restanti due terzi sono attribuiti sulla base dei voti di preferenza ottenuti. L'elettore può esprimere uno o due voti di preferenza; in quest'ultimo caso i voti devono essere riferiti a candidati di sesso diverso. Inoltre, le liste non possono contenere un numero di candidati dello stesso sesso superiore a due terzi. Nella lista bloccata i candidati uomini e donne sono elencati in ordine alternato, salvo il capolista, per il quale non sussiste un vincolo. Infine, per quanto riguarda l'esercizio del voto degli italiani residenti all'estero, si prevede l'inversione dell'opzione: l'avente diritto, se non decide preventivamente di votare per corrispondenza per i candidati della circoscrizione Estero, può votare in Italia.

Su quest’ultimo punto va osservato che anche nella proposta dell’altro relatore, il senatore Enzo Bianco del Pd - proposta caratterizzata essenzialmente dalla suddivisione del territorio nazionale in collegi uninominali - viene condivisa la proposta illustrata da Malan di revisione della disciplina dell'esercizio del diritto di voto degli italiani residenti all'estero.  (Inform)

 


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