STUDI MIGRATORI
Presentato alla Camera dei Deputati il libro di Flavia
Cristaldi “Immigrazione e territorio. Lo spazio con/diviso”
Narducci (Pd): “La politica si deve assumere le sue responsabilità. Dobbiamo pensare
all’integrazione come ad un processo in continua evoluzione che non può essere
soltanto emergenziale”. Oropeza (Oim): “La migrazione non è un problema, ma una sfida e un’occasione
di sviluppo per tutti i paesi coinvolti nel fenomeno”
ROMA - E’
stato presentato a Roma, presso al Sala delle Colonne della Camera dei Deputati,
il libro, della docente di Geografia delle Migrazioni presso l’Università di
Roma “
Il dibattito si è aperto con l’intervento del coordinatore dell’incontro Gianni Lattanzio, dell’associazione Dialoghi, che ha evidenziato come i flussi migratori diano un importante contributo alla crescita delle città che, anche grazie al linguaggio della convivenza, si trovano in continua evoluzione. Lattanzio ha anche ricordato l’esempio della città di Chicago che negli anni 30 triplicò la sua popolazione a causa dell’immigrazione proveniente in prevalenza dall’Italia.
A seguire è stato
letto il messaggio del ministro per
Ha poi preso
Narducci si poi soffermato sulla situazione in Svizzera dove ai nostri connazionali, che spesso vivevano in vere e proprie baracche, potevano rimanere solo nove mesi e non avevano il ricongiungimento familiare. “Questi uomini in svizzera – ha precisato il deputato del Pd – non erano macchine ma avevano bisogno di servizi al pari degli altri migranti”. “La politica – ha aggiunto Narducci dopo aver ricordato che anche una semplice riduzione della presenza immigrata in Svizzera porterebbe al crollo in questo paese del mercato immobiliare e dei consumi - si deve assumere le sue responsabilità. Abbiamo assolutamente bisogno di pensare alla spazio e al rapporto del territorio con i nuovi cittadini immigrati nei medesimi termini e con la stessa visione con cui questo viene pensato e costruito per i cittadini del nostro paese. Lo dobbiamo fare per lo sviluppo dell’economia e della società italiana tenendo conto che stiamo parlando di nuovi e futuri cittadini italiani. Partiamo dunque anche dall’acquisizione della cittadinanza che rappresenta uno dei problemi cardini” . “Dobbiamo pensare all’integrazione – ha concluso Narducci - come ad un processo in continua evoluzione che non può essere soltanto emergenziale” .
Del superamento dell’approccio emergenziale al fenomeno dell’immigrazione ha parlato anche il deputato del Pd Jean Leonard Toudi che ha segnalato come in Italia vi sia una rimozione collettiva del fatto che la presenza di immigrati sul territorio italiano rappresenti una realtà strutturale che influenza lo sviluppo del territorio e della società. Toudi ha anche precisato come le motivazioni che portano il giovane delle aree in via di sviluppo ed emigrare in determinati paesi, non vadano ricercate solo nella fame, nella guerra o nella mancanza dei diritti umani, ma anche nella rete migratoria dei parenti e dei connazionali già integrati nei territori di accoglienza e nell’attrazione delle società dell’opulenza sulle nuove generazioni.
Dal canto suo Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, ha evidenziato come i media italiani si occupino in prevalenza del fenomeno migratorio solo dal punto di vista della sicurezza, tralasciando le varie attività lavorative, culturali ed umane delle comunità immigrate. Natale, dopo aver ricordato che questo approccio negativo alla presenza straniera in Italia non è portato avanti solo dai giornalisti ma anche da un certo tipo di “cattiva politica”, ha parlato della creazione della Carta di Roma. Un’iniziativa che chiede ai giornalisti di utilizzare un linguaggio più attento per le questioni che riguardano l’immigrazione e che cerca di formare i professionisti dell’informazione su questo tema.
“La migrazione – ha affermato José Angel Oropeza, direttore per il Mediterraneo dell’Oim, - non è un problema, ma una sfida per tutti i paesi che, come luogo di origine, transito o di destinazione, sono coinvolti nel fenomeno. Io credo che la migrazione sia è positiva e rappresenti una forza di sviluppo… Bisogna far capire anche in Italia – ha aggiunto Oropeza, che l’emigrante contribuisce al Pil del paese di accoglienza e, attraverso le rimesse, alla ricchezza dei paesi di origine. Occorre comunque maggiore solidarietà, comprensione, politica e comunicazione per fare dell’immigrazione una forza ancora più positiva per lo sviluppo di tutti”.
“L’immigrazione – ha spiegato Liliana Ocmin Alvarez, segretaria confederale Cisl con delega a Donne, Giovani e Immigrati – rappresenta un’opportunità per un paese quando è gestita, governata e vista con lungimiranza, in un’ottica di scambio culturale, e quando si danno le giuste opportunità di giustizia sociale. Dalla sindacalista della Cisl, che chiede la stipula di specifici accordi con i paesi di provenienza degli immigrati, viene inoltre auspicata la concessione del diritto del voto amministrativo agli stranieri in Italia e l’attribuzione della cittadinanza ai giovani di seconda generazione.
E’ stata poi la volta di Carlo Brusa, dell’Università del Piemonte orientale, che ha ricordato come nel 1892 si celebrò il primo congresso geografico italiano a Genova proprio per parlare di emigrazione. Un appuntamento che venne replicato cento anni dopo, nel 1992, per fare il punto sulla grande emigrazione. Brusa, dopo aver segnalato che gli stereotipi attribuiti agli emigrati italiani che arrivavano negli Stati Uniti appaiono simili a quelli affibbiati agli immigrati in Italia, ha precisato come uno degli scopi della Geografia sia quello di capire, collegandosi alla prassi quotidiana, come evolve il territorio rispetto alla presenza delle varie etnie immigrate.
“Anche alla luce
della pesante crisi economica – ha di
Fra gli altri
interventi segnaliamo quello del responsabile per l’Immigrazione del ministero
dell’Agricoltura Giuseppe Salvemi che si è soffermato
sul lancio in Puglia di un progetto pilota che prevede la creazione di sportelli
informativi per gli immigrati che vogliono aprire un’impresa agricola in loco
e sul prossimo lancio di un’iniziativa volta a formare in Egitto, Tunisia e
Marocco gli stranieri che si apprestano a lavorare in Italia nel settore agricolo.
L’incontro è stato concluso dall’autrice del libro Flavia Cristaldi che ha evidenziato
come dietro ogni dato statistico di questo volume vi sia una storia. “Ho avuto
modo di parlare – ha precisato