INFORM - N. 185 - 4 ottobre 2012


 

ITALIANI ALL’ESTERO

La visita del presidente del Consiglio regionale del Molise

Mario Pietracupa fra i militari italiani in Kosovo

Il sostegno della Regione alle suore di Madre Teresa di Calcutta a Pec, e all’orfanotrofio di Klina, dove opera la Caritas umbra

 

CAMPOBASSO – “Un’esperienza umana e formativa fuori dal comune, toccante, che, sul piano istituzionale, ha permesso alla Regione Molise di sentirsi partecipe del mondo piccolo e reale, quello che soffre, nello specifico di quelle popolazioni che vivono le difficoltà del dopo guerra, un po’ come è avvenuto in Italia negli anni Cinquanta”. Il presidente del Consiglio regionale del Molise, Mario Pietracupa, rissume  così la sua due giorni in Kosovo, ospite dei contingenti militari italiani di stanza tra Pec e Pristina, le due città che ospitato il più alto numero di italiani impegnati nell’operazione di ripristino e mantenimento della pace nel territorio scosso dalla drammatica lotta tra serbi e kosovari-albanesi. Pietracupa ringrazia  il Ministero della Difesa, che ha autorizzato e sostenuto il viaggio, e in particolare al Comando Operativo Interforze dell’Esercito, i generali Marco Bertolini e Giangiacomo Calligaris e il comandante del Comando Militare Esercito Molise, il generale Giuseppe Finanza, con i quali è stata concertata l’iniziativa.

Pietracupa ha portato il saluto della Regione Molise nel Paese balcanico che ha unilateralmente dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008. Ora sulle aste dei campi operativi di Esercito (Villaggio Italia), Carabinieri (Msu) e del Kfor (la forza internazionale della Nato il cui quartier generale ha sede a Pristina, in Film City), ci sarà posto anche per il vessillo molisano. “Di questo sono fiero – spiega Pietracupa – perché il simbolo della bandiera è un segno della nostra presenza in un territorio martoriato, che vive una situazione difficilmente immaginabile dell’altra parte dell’Adriatico. Peraltro – continua – il Molise sarà ricordato in Kosovo per il suo contributo di solidarietà alla società civile, grazie al sostegno fatto arrivare alle suore di Madre Teresa di Calcutta, a Pec, e a quello offerto all’orfanotrofio di Klina, dove opera con un attivismo commovente la Caritas umbra”. A proposito della serata trascorsa in compagnia dei volontari che accudiscono e crescono i bambini più in difficoltà dell’area intorno a Klina, Pietracupa ha ancora negli occhi gli sguardi dei bimbi. “E’ stato il momento più bello – spiega il presidente del Consiglio regionale molisano  - e al tempo stesso difficile della due giorni. Da una parte, ho verificato lo spirito e il sacrificio di chi ogni giorno si mette in gioco per ridare una speranza a chi soffre davvero, dall’altro mi sono trovato di fronte alla purezza dello sguardo di questi ragazzi così sfortunati, ma non per questo depressi o arrendevoli. Quello che ho visto a Klina mi ha toccato le corde più acute dell’anima. Pino da Milano, Riccardo da Firenze, Iacopo da Perugia, Elia, Benedetta e Maria, che ho incontrato, oltre a Massimo e Cristina, che hanno posto le basi di questa casa, sono persone straordinarie che meritano l’attenzione di tutte le istituzioni, nessuna esclusa”. Stesse emozioni vissute nella casa delle suore di Madre Teresa di Calcutta, a Pec. Sister Erica José, la superiora, e le altre due sorelle presenti hanno accolto Pietracupa con il tenace realismo che contraddistingue la loro missione. “Mi sono reso conto – dice Pietracupa -  che senza la volitiva presenza delle suore e della Caritas umbra, sarebbe tutto più complicato a Pec e a Klina. La Regione Molise non poteva non tener conto di tutto questo impegno”. Una tappa dopo l’altra, la missione è stata vissuta in pieno: dall’arrivo all’aeroporto AmiKo di Gjakova, gestito dall’Aeronautica Italiana sotto il Comando del colonnello Giuseppe Massimetti, alla laboriosità del Villaggio Italia - base degli eserciti italiano, sloveno e austriaco - amministrato dal colonnello Sebastiano Longo, fino alla cortesia dei Carabinieri della Multinational Specialized Unit, il cui Comando è affidato al colonnello Mauro Isidori, e al respiro internazionale di Film City, dove Pietracupa ha incontrato il maggiore Pierluigi Bergonzi e l’italian senior, il generale di Brigata Massimo Cittadella, tra l’altro figlio di un ufficiale dell’Aeronautica, campobassano verace.

Pietracupa ha vissuto fianco a fianco con i militari italiani, dividendo con loro gli alloggi e la mensa. Un viaggio che è stato un susseguirsi di esperienze umane e di briefing. Il tutto non troppo distante dalla parte Nord della città di Mitrovica, teatro dei rigurgiti di violenza e scontri ancora presenti nell’area. “E’ chiaro che, a prescindere dagli episodi singoli, il problema del dopo guerra in questo territorio – fa notare in proposito il presidente del Consiglio regionale - è soprattutto di carattere diplomatico e di mantenimento degli equilibri. Comprendere quello che avviene sul piano internazionale, ci aiuta a capire anche cosa succede a livello locale, a contestualizzare cioè gli eventi di casa nostra in qualcosa di più generale ed effettivo”.

Nel corso del viaggio, Pietracupa è stato accompagnato dal tenente Valentina Mastrangelo e dal caporal maggiore Antonio Frigenti. “Due persone eccezionali, che ringrazio per la grande disponibilità e competenza” dice Pietracupa, che ha anche incontrato alcuni militari molisani, tra questi il giovanissimo tenente venafrano Antonio Boggia, con il quale si è soffermato ed ha discusso del periodo da questi trascorso nella base del Villaggio Italia. “Sono orgoglioso – sottolinea Pietracupa - di aver portato il saluto del Molise anche ai nostri corregionali, di cui ho notato la professionalità e l’attaccamento alle radici. Anche per questo, ritengo il bilancio di quest’esperienza altamente positivo. Due giorni per intuire qualcosa, non certo per avere il quadro della situazione, ma anche due giorni che lasciano il segno, nel bene, ovviamente, e che confermano la mia incondizionata stima verso i nostri militari, oltre che la volontà di dare un sostegno a chi vive situazioni di disagio vero, ad appena quattrocento chilometri in linea d’area da casa nostra”.(Inform)


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