PREMIO NUEVA ECONOMÍA FÓRUM 2012
Napolitano, dobbiamo tornare alla crescita
e all'occupazione, ma l'Europa è già molto di più ed ha un ruolo nel mondo al
quale non deve sottrarsi
MADRID - Se dobbiamo “salvare l'euro”, non dobbiamo commettere l'errore di esaurire l'Europa nella moneta unica, e neppure nella conseguente indispensabile dimensione economica e finanziaria dell'Unione. Abbiamo assoluto bisogno di tornare alla crescita e all'occupazione, certo, ma non dimentichiamo che l'Europa è già molto di più e che ha un ruolo nel mondo al quale non deve sottrarsi. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al teatro della Zarzuela di Madrid, dove ieri ha ricevuto il Premio Nueva Economía Fórum 2012.
Per il presidente Napolitano le conseguenze socio-economiche dello tsunami finanziario innescatosi oltre oceano colpiscono in special modo i giovani, all'angosciosa ricerca, troppi di loro, di un posto di lavoro senza il quale è difficile fare progetti e nutrire speranze nel futuro. Questa la prima emergenza alla quale i Governi sono chiamati a rispondere. Gli sforzi per favorire l'effettivo avvio di una ripresa accomunano la Spagna e l'Italia. La scelta irrevocabile di rafforzare le basi della moneta unica nasce dalla consapevolezza dei comuni interessi e del comune destino dei Paesi europei. Non si torna indietro, quindi non resta che andare avanti e portare avanti tutti i provvedimenti necessari - compresi ulteriori trasferimenti di sovranità - per consolidare l'Unione economica e monetaria.
Il peso dell'Europa nel mondo, per il capo dello Stato,, dipende dalla sua unità. E' sempre stato così, ma oggi l'alternativa è diventata radicale, fra il contare come Europa o lo scadere nella marginalizzazione, se non irrilevanza, dei singoli Stati membri, persino dei più grandi e più forti. È senz'altro vero che ci tengono insieme una comunità di valori ed egualmente una capacità di valorizzare le nostre diversità, che fanno dell'Europa una realtà unica sulla scena mondiale ; è vero che abbiamo sviluppato un originale modello economico-sociale che amalgama libertà e solidarietà. Ma, come Europa, siamo stati troppo spesso assenti, divisi o esitanti nell'arena internazionale.
La trasformazione in corso nel Mediterraneo arabo può cambiare radicalmente la fisionomia del Nord Africa e del Medio Oriente. Italia e Spagna condividono il Mediterraneo con i paesi della sponda Sud da sempre. Il Nord Africa è fragile e l'Europa ha la responsabilità di sostenerne il deciso avanzamento democratico, la costruzione dello Stato di diritto, la tutela dei diritti umani e delle minoranze, le libertà fondamentali compresa quella di culto. Puntiamo - ha detto il presidente Napolitano - a fare dei Paesi della sponda Sud veri e propri partner senza abdicare ai nostri valori universali di libertà e democrazia, ma senza imporli, nella consapevolezza che dalle 'primavere' potranno sbocciare modelli anche diversi dai nostri.
In definitiva - ha concluso il capo dello Stato - l'uscita dalla crisi economica e occupazionale che in questo momento ci attanaglia passa anche attraverso il rilancio della proiezione esterna delle nostre economie. (Inform)