INFORM - N. 182 - 1 ottobre 2012


 

SETTIMANA DELLA LINGUA ITALIANA NEL MONDO 

Dall’11 ottobre.Mostra organizzata da Centro Luigi Di Sarro e Consolato Italiano

Le fotografie di Luigi di Sarro al Castello di Cape Town

 

CAPE TOWN  -  La mostra delle fotografie sperimentali di Luigi Di Sarro, organizzata dal Centro Luigi Di Sarro di Roma e dal Consolato Italiano a Cape Town, Sud Africa, nell'ambito del MOP5 Photography Festival e della 12a Settimana della lingua italiana nel mondo, sarà inaugurata all'Old Recruitment Centre del Castello di Buona Speranza, giovedì 11 Ottobre, alle 18.30. La presentazione dell'evento sarà fatta dalla storica dell'arte Carlotta Sylos Calò, autrice dell'ultimo libro che indaga sulla ricerca fotografica di Luigi Di Sarro. Sarà presente, con il marito Claudio Farinelli, la giornalista Alessandra Atti Di Sarro, nipote di Luigi Di Sarro e artefice di questa importante e significativa mostra fotografica, che resterà aperta fino al 21 ottobre.

Il Castello di Cape Town ospita fino al 31 ottobre la quinta edizione del Festival della Fotografia ed è nell'ambito di questa manifestazione che si inquadrerà la mostra delle opere fotografiche pionieristiche del  Di Sarro. La mostra resterà aperta fino al 21 ottobre.

Il Mese della Fotografia 2012 ha per tema "Autobiografia: Cronache dei nostri tempi" e la sezione dedicata al medico e artista italiano avrà per titolo "It's my life". Sarà composta di una quarantina di opere che testimoniano la ricerca sperimentale di Di Sarro negli anni '70, ancora oggi molto attuale. Tra il lavori esposti figurano anche alcune stampe di opere acquisite dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, dall'Istituto Nazionale Italiano per la Grafica e dal Centre Pompidou - Museo di Arte Contemporanea di Parigi. Proprio al Pompidou sono attualmente esposte 5 delle 6 fotografie acquisite nella collezione permanente.

Luigi Di Sarro e la sua arte

Tra la metà degli anni Sessanta e la fine dei Settanta l'arte e il suo sistema subiscono una profonda trasformazione.  Non solo per l'uso di tecniche e materiali non convenzionali ma anche per un nuovo rapporto che gli artisti hanno con la critica, il mercato, lo spazio espositivo, il pubblico e la realtà. Scompare l'opera d'arte come oggetto e cruciale e significante dal punto di vista artistico diviene l'idea, che si presenta come immagine, installazione, evento o comportamento. Ed è in questo contesto che la fotografia come mezzo di espressione artistica si affaccia sulla scena: grazie alla sua versatilità e alla sua natura di mezzo tecnologico offre la possibilità di elaborare forme, colori e movimenti.

Luigi Di Sarro è testimone e protagonista di questa nuova era. Il suo lavoro è un esempio del nuovo atteggiamento dell'artista, che sperimenta sia dal punto di vista delle tecniche che da quello delle possibilità espressive. E nel caso di Di Sarro la fotografia aggiunge ad un lungo e precedente lavoro di ricerca fatto con il disegno, la pittura, la grafica e la scultura, quel tratto performativo che rende ancor più viva la sua arte. Negli ultimi dieci anni della sua vita Di Sarro realizza un vasto corpus di fotografie con soggetti quali il corpo, la luce, il movimento, lo spazio e il tempo. Molto spesso utilizzando la sua stessa immagine e lavorandoci sopra, quasi a testimoniare una volontà autobiografica e di introspezione. Un costante esercizio di laboratorio che trasforma l'obiettivo fotografico in uno specchio della realtà e dei sentimenti.

Luigi Di Sarro nasce a Lamezia Terme, in Calabria, il 1° Novembre del 1941, durante la seconda guerra mondiale. Subito si trasferisce con la famiglia a Roma, dove ha vissuto, studiato e lavorato. Il primo approccio con l'arte, ancora liceale,  nello studio di Carlo Alberto Petrucci.  Seguendo le orme paterne si laurea in medicina e chirurgia nel 1967, poi subito dopo frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si diploma con una tesi sull'Anatomia artistica, materia che ha poi insegnato nelle Accademie di Macerata e Roma. Ha sempre lavorato sia come medico che come artista, utilizzando tutti gli spunti che la scienza poteva fornire alla sua arte. Importante nel suo lavoro fotografico la permanenza a New York nel 1971 all'Art League School e a Tokyo nel 1975, dove apprende insieme metodi di grafica e di stampa e, sul fronte medico, l'agopuntura. Nel 1976 è alla Calcografia Nazionale di roma per sperimentare tecniche di incisione. Per tutta la sua vita si è occupato di arte e scienza: “La domanda è il primo atto conoscitivo”, scriveva.  Muore inaspettatamente nel 1979, per un fatale equivoco, ucciso da carabinieri in borghese nel periodo drammatico del terrorismo che l'Italia ora definisce "anni di piombo". (La Gazzetta del Sud Africa.net/Inform)

 


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