ITALIANI ALL’ESTERO
Da
“America Oggi” del 30.9.2012
Il ministro Terzi tra gli italoamericani. “E' come un
ritorno a casa”
NEW YORK. Terminati gli impegni alle Nazioni Unite, il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata è stato accolto venerdì sera al Consolato Generale di Park Avenue con abbracci e strette di mano come si usa tra amici di antica data all'incontro da lui voluto con la comunità per consolidare il rapporto speciale che lo lega agli italiani d'America.
Ad accogliere Terzi e la delegazione che ha partecipato alla 67ma Sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu, c'era il console generale Natalia Quintavalle che ha sottolineato proprio il "rapporto speciale" che lega il ministro alla nostra comunità.
"Sono certa di interpretare il sentimento di ognuno dei presenti quando dico che esiste una relazione speciale tra il ministro Terzi e la comunità italiana negli Stati Uniti. La sua conoscenza e comprensione profonda di tutti gli aspetti della vita culturale, economica, politica e sociale di questo Paese sono per noi tutti un costante incentivo a rafforzare ulteriormente i rapporti tra l'Italia e gli Stati Uniti".
L'ambasciatore a Washington, Claudio Bisogniero nel porgere il benvenuto alla delegazione e al sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura ha ricordato il ruolo fondamentale che ricopre la comunità italoamericana nel consolidamento del legame tra Italia e America.
"Il nostro Paese conta fortemente su di voi - ha esordito Bisogniero rivolgendosi ai rappresentanti della collettività - e dovunque mi reco negli Stati Uniti voglio conoscere le realtà italiane locali. La presenza del ministro Terzi spiega chiaramente l'importanza riconosciuta dall'Italia alle nostre comunità presenti in questo grande Paese. Infatti - ha aggiunto l'ambasciatore - devo dirvi che nonostante la sua fitta agenda della settimana alle Nazioni Unite, il ministro Terzi mi ha chiesto di organizzare questo incontro per sottolineare l'importanza di quanto fate per il nostro Paese e sono certo che questa sua richiesta a voi sembrerà scontata".
Infatti, Terzi ha esordito rivolgendosi agli "amici" venuti a porgere il bentornato a New York.
"Carissimi amici, perché questo è la cosa più importante per un membro di governo ora, ma anche di una persona che ha vissuto così a lungo fra di voi in altre funzioni ritengo importanti per il servizio del nostro Paese. Quindi, veramente, cari amici. È per me un modo di tornare a casa, ad essere fra la grande comunità italiana e italoamericana. Vorrei esprimere un forte apprezzamento - ha aggiunto - soprattutto ai rappresentanti elettivi italiani: parlamentari, del Cgie, dei Comites e di questa splendida realtà associativa che è animata, creata, resa ricca da tanti valori, presenze, impegno e determinazione di tanti tutti voi, ma in particolare a coloro che prendono a cuore la realtà associativa, l'assistenza, i valori della promozione della nostra cultura e, soprattutto, l'affermazione di essere italiani".
Il capo della Farnesina ha voluto sottolineare l'impegno costante degli italoamericani nella promozione della lingua e cultura italiana "plaudo alla vostra dedizione" ha detto, ricordando come l'idea di celebrare il prossimo anno in America la cultura italiana sia stata accolta benevolmente dal Congresso e da personalità e istituzioni culturali americane.
"Non sarà un evento isolato. Nel senso che identifica un anno per dare evidenza al mondo della cultura, della realtà italiana, è parte di una complessa operazione avviata anni fa, ma che vedrà il picco dell'attenzione durante la conclusione delle celebrazioni della commemorazione del 150.mo anniversario dell'Unione d'Italia. In nessuna parte del mondo - ha sottolineato Terzi - questa celebrazione ha ottenuto un livello di interesse e risultati come negli Stati Uniti, anche grazie alla nostra comunità".
Al termine dell'incontro il ministro degli Esteri ha partecipato all'Istituto di Cultura alla presentazione del libro "Dag Hammarskjöld: la pace possibile", una biografia dell'ex segretario generale delle Nazioni Unite morto misteriosamente nel Congo mezzo secolo fa, scritta dalla giornalista Susanna Pesenti.
Il direttore dell'istituto, Riccardo Viale ha presentato gli ospiti intervenuti all'incontro moderato da Giampaolo Pioli presidente della Associazione dei corrispondenti accreditati all'Onu, a cui hanno preso parte, oltre a Terzi di Sant'Agata, Jan Eliasson vice segretario generale delle Nazioni Unite, e l'autrice.
Dag Hammarskjöld è stato una personalità eccezionale per cultura e umanità al vertice dell'Onu dal 1953 al 1961, ha lasciato un'eredità politica controversa, ideatore dei Caschi Blu, delle operazioni di peacekeeping e promotore del processo di democratizzazione dell'Onu che ancora stenta a decollare.
La storia della sua vigorosa azione politica e civile si intreccia nel libro con la cronaca delle crisi internazionali che hanno scandito quegli anni, come hanno ricordato i panelisti durante la presentazione del libro-biografia di colui che impersonava la diplomazia preventiva. (Riccardo Chioni -America Oggi /Inform)