INFORM - N. 181 - 28 settembre 2012


 

ITALIA-ARGENTINA

Vittime della dittatura militare: i dati personali contenuti negli archivi della rete diplomatico-consolare italiana saranno trasferiti all’Archivio Nazionale della Memoria argentino

Mirella Giai (Maie): Una buona notizia che darà speranza a molte famiglie

 

ROMA – “La consegna dei documenti con  i dati personali contenuti nelle documentazioni d’archivio custodite presso la rete diplomatico-consolare italiana in Argentina sulle vittime della dittatura militare dal 1976 al 1983 saranno trasferiti all’Archivio Nazionale della Memoria argentino, è sicuramente una buona notizia che darà speranza a molte famiglie di potersi ritrovare”. Lo afferma in una nota Mirella Giai, senatrice italo-argentina del Movimento associativo italiani all’estero, facendo riferimento a quanto reso noto dal Ministero degli Affari Esteri (v. Inform n. 180   http://www.mclink.it/com/inform/art/12n18002.htm ). La Farnesina ha anche annunciato che il sottosegretario Marta Dassù, nel corso della sua visita in Argentina prevista per il 2 e il  3 ottobre, consegnerà all’Archivio Nazionale della Memoria argentino i primi fascicoli relativi alle vittime della dittatura militare.

“Ricostruire – prosegue la sen. Giai - un periodo storico molto triste per l’Argentina, nell’assoluta riservatezza di tali dati,  può essere una opportunità per tutti quei cittadini italiani, doppi cittadini o cittadini di origine italiana che finirono vittime del regime militare argentino e si sono persi. E’ stato come strapparli da un momento ad un altro alla loro esistenza, una cosa crudele e inaccettabile che mi auguro non accada mai più. Voglio anzi dire a tutte le famiglie coinvolte che possono  ottenere informazioni e richiedere i documenti utilizzando un modulo web-mail di richiesta informazioni che si trova nella pagina del Ministero degli Affari esteri”.

“Fortunatamente quel periodo è passato ma le torture che hanno subito quelle persone non potranno mai essere cancellate dalle menti delle persone coinvolte e dai familiari, che ancora oggi ne portano le ferite. L’epilogo di questo episodio - conclude la senatrice Giai -  e la speranza che qualcuno possa ancora ritrovarsi, sia da monito al mondo intero e ci faccia riflettere soprattutto sulla crudeltà con la quale sono stati negati e schiacciati i diritti umani. Facciamo che non accada mai più”.  (Inform)

 


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