CAMERA DEI DEPUTATI
Parere favorevole della
Commissione Cultura alla ratifica dell’Accordo di cooperazione culturale italo-serbo
I molteplici aspetti
della collaborazione prevista anche nel campo dell’istruzione sono stati illustrati
dalla relatrice Luisa Capitanio Santolini (Udc)
ROMA – La Commissione
Cultura, scienza ed istruzione della Camera dei Deputati ha espresso parere
favorevole al provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione
culturale e di istruzione tra Italia e Serbia, firmato a Roma il 13 novembre
2009.
Disegno di legge di iniziativa
del Governo e già approvato lo scorso 7 agosto dal Senato, come ha precisato
Luisa Capitanio Santolini
(Udc), relatrice del provvedimento che sostituisce l’Accordo culturale italo-jugoslavo del 1960, a cui la Serbia era subentrata quale
Stato successore dell’ex Jugoslavia.
Tra i contenuti dell’Accordo,
la relatrice ha segnalato “il sostegno di ciascuna Parte contraente all’attività
degli istituti di cultura dell’altra Parte, e, da parte serba, dei Comitati
della Società Dante Alighieri per la tutela e la diffusione della lingua italiana
nel mondo”, la cooperazione “mediante scambi di artisti, studiosi, docenti universitari
e studenti” e nuovo impulso “alla cooperazione tra istituzioni universitarie
e di ricerca culturale dei due Paesi”, la “collaborazione nei settori bibliotecario
e archivistico” a cui si aggiunge quella “fra i rispettivi enti radiofonici
e televisivi”.
Oltre all’attenzione
per i “profili bilaterali nel campo della tutela dei diritti di proprietà intellettuale”,
la relatrice sottolinea anche la promozione di “traduzione e pubblicazione di
opere letterarie e scientifiche, con particolare riguardo alle scienze umane
e sociali e al settore archeologico”, una “maggiore reciproca comprensione dei
rispettivi patrimoni artistici e culturali, attraverso l’insegnamento della
lingua e letteratura dell’altra parte contraente”. Nel settore dell’istruzione
verranno inoltre incentivati “scambi di informazioni e pubblicazioni a carattere
scientifico concernenti l’insegnamento delle rispettive lingue, nonché informazioni
sui due sistemi di istruzione”, mentre si prevedono “scambi tra lettori e assistenti
di ciascuna delle due lingue in regime di reciprocità”, “formazione di docenti
nella lingua dell’altra parte contraente”, “concessione di borse di studio di
livello universitario e post-universitario per lo svolgimento di studi e ricerche”.
Rientra nell’Accordo anche la collaborazione tra istituzioni di alta formazione
artistica, musicale, coreutica e del design, attraverso lo studio comparativo
dei rispettivi programmi e metodi e la realizzazione di progetti congiunti anche
di livello europeo, la collaborazione tra “istituti scolastici, istituti di
istruzione superiore e accademico, nell’ambito della quale si prevede – prosegue
Luisa Capitanio Santolini
- la realizzazione di progetti e accordi interuniversitari diretti, oltre allo
scambio di docenti e ricercatori e alla realizzazione di ricerche congiunte”.
Segnalata anche l’organizzazione di manifestazioni, convegni ed eventi nelle
differenti discipline, la facilitazione della mobilità delle persone interessate
tra i due Paesi e la loro eventuale partecipazione a programmi di livello europeo
o regionale e la cooperazione nella tutela del patrimonio culturale, con particolare
attenzione alla ricerca, segnalazione e tutela dei monumenti italiani in Serbia
e di quelli serbi in Italia, e nel settore architettonico e urbanistico.
Completano l’Accordo
l’incoraggiamento agli scambi giovanili e alle attività sportive, alla collaborazione
tra i rispettivi Enti territoriali e Regioni, una comune azione a favore dei
diritti umani, in particolare contro il razzismo e le altre forme di discriminazione,
mediante l’organizzazione di conferenze e seminari, l’istituzione di una Commissione
mista per il monitoraggio dell’attuazione dell’Accordo e la messa a punto di
programmi esecutivi pluriennali.
Gli oneri derivati dall’applicazione
del provvedimento sono valutati nel corso dell’esame in “340.300 euro a decorrere
dal 2012, oltre a 22.900 euro per il 2012 e il 2013, e a 26.320 euro a decorrere
dal 2014”, la cui copertura “è reperita – spiega la relatrice - a valere sullo
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2012-2014, nell’ambito
del Programma «Fondi di riserva e speciali» dello stato di previsione del ministero
dell’Economia e delle Finanze, parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
al ministero degli Affari Esteri”. (Inform)