ASSOCIAZIONI
I nuovi dirigenti della “Trevisani nel mondo”
Il consiglio direttivo ha eletto all’unanimità alla presidenza
Guido Campagnolo, che succede a Giuseppe Zanini, ora presidente onorario del
sodalizio
TREVISO - Il consiglio direttivo dell’associazione Trevisani nel mondo ha rinnovato nei giorni scorsi l’organigramma dirigenziale del sodalizio, eleggendo all’unanimità quale nuovo presidente Guido Campagnolo, vice presidente della Trevisani e per lungo tempo sindaco del comune di Caerano.
Campagnolo succede a Giuseppe Zanini, presidente per 27 anni consecutivi del sodalizio, a cui è stata affidata ora la presidenza onoraria. Sono stati confermati vice presidenti della Trevisani Mario Algeo e Loretta Pizzato, a cui è stata affiancata la funzione di vicario, per il primo, e di verbalista, per la seconda. Algeo è anche coordinatore del Gruppo giovani della Trevisani.
A Riccardo Masini è stato rinnovato l’incarico di direttore generale, mentre è Rino Carniel il nuovo amministratore. Completano il quadro del consiglio direttivo Elena Barbarotto, Guerrino Maggiotto, Dino Polles, Giuseppe Certali, Silvio Civiero, Luisa Marini e Ampelio Sossai, a cui si aggiungono i candidati già eletti dalle zone: Giuseppe Rossi per l’area di Treviso; Piero Paoletti per il Quartier del Piave; Riccardo Maccan per l’Opitegrino; Florio Durante per Castellana Montebellunese e Luigia Meneghin per il Vittoriese.
Nel corso della riunione, successiva all’avvenuta elezione dell’assemblea generale, programmata ogni 3 anni, è intervenuto anche il fondatore storico della Trevisani, Canuto Toso, che ha auspicato continuità nell’impegno del sodalizio “all’insegna della promozione integrale, umana e cristiana, dell’uomo in emigrazione”. Zanini ha invece ripercorso i suoi 27 anni di presidenza. “Siamo stati fuori dalla politica e non è stato semplice – ha affermato il presidente onorario, - lascio una eredità non poco gravosa, con tanti interessi umani e amicali, mai di lucro”. Campagnolo ha invece sottolineato la sua intenzione di voler essere “collegialmente attento alle esigenze della associazione in una società migratoria che cambia continuamente”.
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“Esprime attualmente una potenzialità di 150 sezioni – ricorda Masini - di cui circa la metà distribuite in provincia e nel territorio nazionale e le altre dislocate in tutte le parti del mondo da dove, guardano alla “ Trevisani” come alla casa di tutti senza preclusioni ideologiche, con esplosioni di entusiasmo e affetto quando si va loro a far visite e che sentono come una accogliente capatina in famiglia, tra amici comuni, quando vengono loro a trovarci”. (Inform)