PARTITI
Randazzo (Pd) sulla sospensione del Congresso del Partito
democratico in Australia
“ Una decisione inopportuna alla vigilia di importanti
appuntamenti elettorali”
ROMA – In una nota il senatore del Pd Nino Randazzo, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, critica, definendola inopportuna, la decisione della Commissione competente che ha congelato il Congresso del Pd in Australia volto ad eleggere il Segretario-Paese e un’assemblea direttiva composta da 12 delegati.
“La deliberazione
di sospendere le procedure congressuali – spiega Randazzo - è stata raggiunta
dalla Commissione con un solo voto contrario, il mio per l’esattezza, e non
incide sulla regolarità e validità delle due candidature a Segretario-Paese
pervenute… La decisione della Commissione che intanto ha esaurito il suo mandato
nella stessa data del 19 settembre, è scaturita in primo luogo da una contestazione
da parte della segreteria del Circolo di Sydney, dell’Articolo 2 comma 1 del
Regolamento congressuale, che limita il diritto di voto attivo e passivo agli
iscritti fino al 21 luglio
Al fine di spiegare la sua contrarietà alla decisione della Commissione Randazzo, dopo aver segnalato che la contestazione è stata presentata oltre i tempi previsti dal regolamento, sottolinea come la norma, che pone limite del 21 luglio 2009, sia finalizzata ad evitare una strumentale corsa alle iscrizioni alla vigila di eventi e scadenze elettorale. Il senatore del Pd precisa inoltre come i blocco delle procedure congressuali, a ridosso di importanti appuntamenti, come le elezioni del Segretario-Paese, le primarie per il candidato-premier e le consultazioni generali del prossimo aprile, propongano agli elettori un’immagine di scarsa efficienza del partito. Da Randazzo viene anche ipotizzata la necessità di spiegare questa situazione, nata da schermaglie procedurali, ai circoli Pd dell’Australia. (Inform)