INFORM - N. 173 - 18 settembre 2012


QUIRINALE

Dopo l’incontro con il presidente Papoulias

Napolitano: "La Grecia parte integrante dell'Unione e dell'Eurozona"

 

ROMA - "Ho tenuto a ribadire, e voglio farlo anche qui, che l'Italia è stata sempre profondamente convinta che la Grecia rappresenta una componente essenziale della civiltà e della storia europea ed è parte integrante, non solo geograficamente, del nostro continente e del processo di integrazione e unificazione dell'Europa nella democrazia e nella pace". Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al termine del colloquio di ieri al Quirinale con il presidente della Repubblica Ellenica, Karolos Papoulias.

Il Capo dello Stato ha ricordato che la crisi che la Grecia ha dovuto affrontare "ha portato per conseguenza a tensioni con le istituzioni europee; ha portato alla necessità di chiedere solidarietà e sostegno e di offrire disponibilità a sacrifici e cambiamenti dolorosi. Tutto questo lo abbiamo potuto seguire, l'Italia è stata partecipe attraverso i suoi governi degli sforzi compiuti in sede di Consiglio europeo e in altre sedi istituzionali. Però, noi siamo anche dell'avviso che ci sono state troppe oscillazioni in questo rapporto dell'Unione con la Grecia, in questo impegno dell'Unione verso la Grecia e che quegli alti e bassi, quelle incertezze abbiano finito anche per elevare il costo che l'Unione europea ha dovuto affrontare, in spirito di solidarietà e nell'interesse comune, per accompagnare la Grecia fuori della grave crisi finanziaria".

"In secondo luogo, voglio dire - ha aggiunto ente Napolitano - che da tempo siamo persuasi della necessità che si ponga la parola 'fine' al dibattito strisciante sulla permanenza o meno della Grecia nell'eurozona e, in ultima istanza, nell'Unione europea". Per il Capo dello Stato, "la Grecia è parte integrante dell'Eurozona e dell'Unione europea ; l'euro è una conquista irrinunciabile dei nostri paesi e dei nostri popoli, e siamo decisi a salvaguardare questa essenziale componente del nostro processo di unificazione".

"Comprendiamo anche quale sia la conseguenza sociale degli sforzi, dei sacrifici che i rappresentanti della Grecia hanno dovuto Presidente Napolitano - che si debba seriamente tenere conto delle conseguenze sociali di un ulteriore inasprimento delle condizioni poste alla Grecia, che si debba avere la possibilità, anche in termini di tempo, per la Grecia di affrontare meglio queste prove. Perché le crisi sociali possono essere fonte di gravi tensioni e sconvolgimenti sul piano politico, con danni e pericoli per la democrazia. Questa spero diventi consapevolezza comune di tutti i governi dell'Unione e di tutte le Istituzioni europee. Confido che - ha concluso Napolitano - nello spirito delle conclusioni del Consiglio europeo di fine giugno e delle prese di posizione e degli indirizzi della Banca centrale europea, si stia andando verso questa consapevolezza comune, e verso una politica coerente con questi orientamenti nei confronti della Grecia".  (Inform)

 


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