RASSEGNA STAMPA
Da “La Stampa.it”
Addio a Finzi, storico direttore del “Corriere di Tunisi”
Elia Finzi,
85 anni, ha portato avanti il “Corriere di Tunisi” anche attraverso le difficoltà
economiche che lo hanno messo a dura prova. Discendente di Giulio, che nel 1829
aprì la prima tipografia privata in Tunisia, era un punto di riferimento
per la comunità italiana residente in Nord Africa
E’ mancato nella notte tra domenica 16 e lunedì 17 settembre Elia Finzi, storico direttore del Corriere di Tunisi e punto di riferimento per la comunità italiana residente in Nord Africa. Finzi, 85 anni, era discendente di quel Giulio Finzi, livornese e carbonaro, che, nel 1829, aprì la prima tipografia privata della Tunisia e, con altri emigrati italiani, diede alle stampe quello che è rimasto ora l’unico giornale in lingua italiana nei paesi arabi: il Corriere di Tunisi.
Non senza sacrifici e problemi la famiglia Finzi è riuscita a far vivere per molti anni una pubblicazione che, per gli italiani che vivono sull’altra sponda del Mediterraneo, ha rivestito, e riveste tuttora, un’enorme importanza. In una recente intervista rilasciata a La Stampa, Elia Finzi aveva chiesto una maggiore attenzione da parte del governo e delle istituzioni competenti nei confronti dei giornali in lingua italiana pubblicati all’estero che, schiacciati dalle difficoltà economiche, stanno lentamente chiudendo.
Difficoltà economiche che a più riprese hanno messo a dura prova anche l’esistenza del Corriere di Tunisi che però, grazie alla tenacia di Elia Finzi e della sua famiglia, continua ad essere pubblicato come bimestrale. Il primo numero del giornale venne dato alle stampe nel 1869, ma le pubblicazioni durarono poco. Nel 1881, quando la Tunisia divenne un protettorato francese il Corriere di Tunisi cessò di esistere. Un silenzio lungo, dovuto anche alla volontà da parte delle autorità coloniali francesi di vietare, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, qualsiasi pubblicazione in lingua italiana.
Fu con l’indipendenza della Tunisia, nel 1956, che il Corriere di Tunisi riprese ad uscire con regolarità dando alla folta comunità italiana, nel dopoguerra erano circa 80mila gli italiani residenti in Tunisia, una voce libera e imparziale. A riprendere in mano le redini della testata del “nuovo” Corriere di Tunisi furono gli eredi di Giulio Finzi. Prima Giuseppe e poi Elia che pur afflitto da problemi di salute non aveva mai lasciato la direzione della testata. Una testata che ha contribuito a raccontare la Tunisia contemporanea con imparzialità pur non celando un particolare interesse per la recente “Rivoluzione dei Gelsomini”.
Con Elia Finzi se ne va un pezzo di Italia in Tunisia, un testimone importante della storia recente del Nord Africa. Ora spetta alla figlia Silvia e ai collaboratori cercare di portare avanti questa esperienza iniziata alla fine dell’800, con l’auspicio che il Corriere di Tunisi non venga lasciato da solo.( Tomaso Clavarino-La Stampa.it, 17 settembre 2012)
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