INFORM - N. 171 - 14 settembre 2012


DIBATTITI

 Istituto Fernando Santi e Coordinamento delle assistenti familiari alla prima festa di “Liberetà Spi Cgil di Roma e del Lazio”

“Anziani e assistenti familiari , incontro di solitudini”

 

ROMA - L’11 settembre il Coordinamento delle assistenti familiari (coordassistentifamiliari@gmail.it ) promosso dall’Istituto Fernando Santi (presidenza@istitutosanti.org ) ha partecipato alla tavola rotonda “ Anziani e assistenti familiari , incontro di solitudini”. Il dibattito si colloca all’interno della prima festa di “Liberetà SPI CGIL di Roma e del Lazio”. Liberetà è la rivista del sindacato dei pensionati CGIL che raggiunge settimanalmente centinaia di migliaia di anziani.

E’ intervenuta nella tavola rotonda  per il Coordinamento l’assistente familiare  Carmen Palomino. Erano presenti alla iniziativa  numerosi aderenti al  Coordinamento, Marco Salustri, Christian Miccichè per l’Istituto Fernando Santi, per Il CSI e lo “Sportello per l’incontro fra  famiglie  e assistenti familiari” di San Lorenzo,  Daniela Piazza e Silvia Zoldan.

La festa di Liberetà è stata  introdotta dalla Segretaria Generale regionale  Teti Croci.

La tavola rotonda, che è stata coordinata dal Segretario Regionale Roberto Briganti ha visto l’introduzione di Annamaria Cubeddu, la partecipazione dei Segretari regionali dei pensionati di Cisl e Uil Masciarelli e Crostella, del Segretario della Filcams regionale Bazzichetto e di Linda Moroni presidente regionale dell’Auser. Ha concluso Celina Cesari della segreteria nazionale dello SPI CGIL.

Carmen Palomino intervenendo ha detto.” Si vive in solitudine se si vive soli.

L’assistente familiare lavorando al domicilio è sempre in compagnia eppure soffre di solitudine perché non sempre la conoscenza diviene amicizia o scambio affettivo così come non sempre nel rapporto di lavoro viene riconosciuta la dignità del lavorare con diritti e doveri reciproci. Rispondendo ad una specifica domanda Palomino ha aggiunto” Si spezzano sovente rapporti affettivi e vincoli familiari perché la distanza  non salda ma, per lo più,  lacera  legami già messi a dura prova dall’avvenuto sradicamento.

L’assistente familiare, emigrando, ha operato  obbligatoriamente scegliendo di allontanare se stessa dalla propria cultura, dalle proprie  abitudini, dalle amicizie, dall’affetto di un compagno, dall’amore dei propri figli.

Ci sono valori etici - ha sottolineato ancora Palomino - che spingono l’assistente familiare ad una relazione di cura  che non sarà mai  il puro e semplice badare, il  mero accudimento.

E’ per questo che di fronte a una grave malattia della persona curata l’assistente familiare, che non supererà mai fino in fondo tutte le ragioni della sua solitudine, trova invece nell’avversità da combattere  motivo per ridurre la solitudine della persona anziana  e  per andare avanti senza arrendersi, resistendo allo stress e imparando a ricavare un insegnamento che la renderà meno  vulnerabile quando il trauma di un distacco dovesse riprodursi.

Con l’occasione sono stati distribuiti ai presenti materiali informativi sugli assistenti familiari unitamente alle rivendicazioni del Coordinamento. Tra quelle più importanti: la definizione del profilo nazionale dell’assistente familiare; il rinnovo del contratto nazionale scaduto da tempo;l’approvazione di una legge regionale del Lazio  a tutela dell’assistente familiare (come già avvenuto in altre regioni);lo sblocco dei corsi di 180 ore, già approvati e finanziati ma non avviati nei fatti dalla Regione, necessari per completare il percorso formativo; Il riavvio da parte di Roma Capitale degli sportelli municipali d’incontro fra famiglie e assistenti familiari che dal 2011 sono attivi  solo grazie al concorso volontario degli aderenti alle  associazioni . (Inform)

 

 


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