INFORM - N. 171 - 14 settembre 2012


QUIRINALE

Il capo dello Stato incontra il presidente egiziano Morsi

"Italia e Egitto uniscano gli sforzi per assicurare il compimento del processo di pace nel Medio Oriente"

 

ROMA - "Ho apprezzato moltissimo che il principio numero uno su cui si impegna il nuovo Egitto è quello della eguaglianza di diritti tra tutti i cittadini". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso delle dichiarazioni rese alla stampa al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Araba d'Egitto, Mohamed Morsi, che poi ha aggiunto: "Mi sono permesso di ricordare anche le parole della Costituzione italiana che esprimono esattamente lo stesso spirito: uguaglianza di diritti tra tutti i cittadini senza discriminazione di sesso, cioè uomini e donne; senza discriminazione religiosa; cioè rispetto di tutte le confessioni religiose e della libertà di religione, e, ancora, senza discriminazione dal punto di vista etnico, cioè rispetto di tutte le minoranze. Credo che questi principi siano veramente fondamentali ed è stato per me motivo di grande soddisfazione sentirli enunciati dal presidente Morsi".

"Noi siamo persuasi - ha sottolineato Napolitano - che sia fondamentale unire i nostri sforzi per dare una soluzione al conflitto, per assicurare il compimento del processo di pace nel Medio Oriente, che si trascina insoluto da troppi decenni, incontra troppi ostacoli e richiede il massimo senso di responsabilità di tutte le parti. Siamo convinti che non si possa dare una soluzione al conflitto e non si possa, quindi, anche garantire pienamente la sicurezza dello Stato di Israele, che è un valore, un obiettivo al quale l'Italia tiene, senza il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese secondo la strategia, secondo la visione che l'Italia ha sempre sostenuto: due popoli, due Stati".

"Il presidente Morsi - ha proseguito Napolitano - ci ha anche parlato delle iniziative più recenti assunte di fronte al gravissimo conflitto interno scoppiato in Siria e alla feroce repressione messa in atto dal potere e dal governo del presidente Assad. Ci ha parlato della nascita del ‘quartetto’ che salutiamo, come anche l'Unione europea l'ha salutato, con grande speranza e grande fiducia".

"Siamo convinti - ha concluso il capo dello Stato - che tutto quello che abbiamo detto di voler fare insieme - compreso naturalmente l'impegno a sviluppare i rapporti di cooperazione economica per contribuire a dare risposte alle esigenze di lavoro e di avanzamento del popolo egiziano - potranno anche valere per sbarazzare il campo da pericoli che vediamo manifestarsi in un'area vicina sia all'Italia che all'Egitto in questi giorni, cioè pericoli di risposte terroristiche irrazionali e gravemente pericolose anche a fenomeni deprecabili come certi fenomeni di offesa a qualsiasi credo religioso". (Inform)

 

 


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