INFORM - N. 168 - 11 settembre 2012


ASSOCIAZIONI

La Bellunesi nel Mondo per la salvaguardia dell’assetto territoriale della provincia

Il consiglio direttivo segnala la piena condivisione del documento approvato in proposito da 62 rappresentanti di Comuni della provincia di Belluno

 

BELLUNO – Il consiglio direttivo dell’Associazione Bellunesi nel Mondo segnala la sua piena condivisione del documento approvato alcuni giorni fa dall’assemblea dei sindaci dei Comuni della provincia di Belluno relativo alla salvaguardia della provincia bellunese nel suo attuale assetto territoriale.

“I Bellunesi nel mondo aderiscono a questa corale e significativa espressione di unità delle forze politiche, sociali e culturali bellunesi – si legge nella nota del direttivo diffusa in proposito, in cui si chiede inoltre al sindaco Ennio Vigne, rappresentante della Provincia nella Conferenza Regione Veneto - Enti locali, che “la Regione confermi la specificità della Provincia di Belluno nella sua ipotesi di riordino ai sensi della recente legge sulla spending review, tenendo anche conto delle grida di dolore dei movimenti referendari e il ricorso in atto”.

Al consiglio regionale veneto e al governo italiano si chiede pertanto di “fare proprie le aspettative di tutti gli associati in Italia e nel mondo” “derogando al criterio demografico fissato dal Consiglio dei ministri e facendo così  valere il diritto della Provincia di Belluno di mantenere la sua unità, in quanto territorio montano transfrontaliero”.

Di seguito il testo integrale dell’odg approvato da 62 rappresentanti di Comuni bellunesi:

I rappresentanti di 62 Comuni bellunesi, riuniti oggi 31 agosto 2012 a Belluno, insieme ai Consiglieri regionali e ai Parlamentari bellunesi

- valutato con molta preoccupazione il grave rischio che - in sede di attuazione di quanto previsto in ordine al riordino delle Province dall’art. 17 del DL 95/2012, convertito con L.135/2012, e dalla conseguente Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio scorso - venga messa in discussione l’unità della Provincia di Belluno, stante la popolazione inferiore alla soglia dei 350.000 abitanti stabilita dal suddetto atto governativo;

- sottolineato anzitutto con forza che l’unità della nostra Provincia, tenuto anche conto di quanto previsto dagli artt. 5 e 133 della Costituzione, non può essere modificata in nome di astratti criteri demografici in contrasto con il senso di appartenenza alla comunità provinciale delle popolazioni locali ivi residenti, che condividono le stesse condizioni di vita in una realtà montana e quindi si riconoscono nella Istituzione territoriale autonoma che rappresenta tale condizione comune;

- considerato che in ogni caso il mantenimento dell’attuale ambito territoriale provinciale si giustifica ampiamente per le seguenti inoppugnabili ragioni:

1) si tratta di una Provincia totalmente montana, con evidenti specificità sia in ordine al rapporto tra territorio (ampio) e popolazione insediata (oggettivamente e di necessità assai più ridotta rispetto ad aree non montane), sia con riguardo all’assetto delle infrastrutture e ai servizi pubblici che ne debbono assicurare vita e collegamenti (come evidenziato anche dai dati e dai parametri del “Libro bianco sulla montagna veneta”, pubblicato nei mesi scorsi, nonchè dall’odg accolto come Raccomandazione in Senato in sede di conversione del citato DL 95/2012);

2) si tratta di un territorio con peculiari esigenze di autonomia e autogoverno, a maggior ragione perché contiguo con due Regioni speciali, con conseguenti squilibri socioeconomici, che richiedono anche un rafforzamento dell’unità provinciale rispetto ai rischi di disgregazione (di cui sono evidenti manifestazioni taluni referendum effettuati o in itinere, generati dalle ingiustificate disparità di condizioni istituzionali e finanziarie di comunità territoriali contermini);

3) la Regione del Veneto ha espressamente riconosciuto nel proprio recente statuto la condizione particolare della Provincia di Belluno come ineludibile punto di riferimento istituzionale, anche per gli enti locali del territorio (art.15, comma 5), vincolandosi a rafforzarne l’autonomia in una serie di campi significativi, a vario titolo connessi con le esigenze della popolazione residente e la realtà transfrontaliera con l’Austria, nonchè con la presenza di rilevanti minoranze linguistiche;

- rivendicando il ruolo che deve essere riservato ai Comuni, in base all’art.133 della Costituzione, per le ipotesi di modifica di territori provinciali;

deliberano (con l’astensione dei Sindaci di Cortina d’Ampezzo, Sappada, Calalzo, Lamon e Sovramonte)

- sollecitare la Conferenza Regioni-Enti locali del Veneto a tener conto di quanto sopra considerato, esprimendo in conseguenza un parere in sintonia, in cui sia espressamente salvaguardata l’unità della Provincia di Belluno;

- chiedere comunque alla Regione del Veneto di essere coerente con il proprio statuto, facendo valere il diritto della Provincia di Belluno di mantenere la sua unità, anche in deroga al criterio demografico indicato dal Consiglio dei Ministri, impegnando in tal senso i Consiglieri regionali bellunesi;

- sollecitare il Governo nazionale a provvedere in  conformità a quanto qui evidenziato, adeguando o derogando alla propria deliberazione amministrativa del 20 luglio scorso, con impegno dei Parlamentari  bellunesi ad appoggiare tale richiesta.

Nel contempo invitano tutti i Comuni bellunesi a far proprio questo odg in una seduta straordinaria a breve dei Consigli comunali, trasmettendolo tempestivamente alla Conferenza Regione-Enti locali e a Giunta e Consiglio regionale del Veneto (con la collaborazione del Sindaco di Belluno come referente coordinatore). (Inform)

 


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