INFORM - N. 167 - 10 settembre 2012

 


ITALIANI ALL’ESTERO

Eugenio Marino (Pd) fa il punto su riforme costituzionali, modifica del voto all’estero e appuntamento elettorale di primavera

“Sulla possibilità di riformare il voto all’estero sono pessimista. Mi auguro che il Governo possa fare qualche cosa per portare a buon fine almeno una parte dei ritocchi che noi abbiamo indicato per metterlo in sicurezza”

 

REGGIO EMILIA – Mentre le elezioni politiche si avvicinano rapidamente, sono ancora numerose le questioni di stretto interesse per gli italiani all’estero finora irrisolte. Prima fra tutte, vista l’imminenza dell’appuntamento elettorale, il miglioramento della legge sul voto all’estero, ovvero la sua messa in sicurezza. Ma presto si tornerà a parlare anche della riforma degli organi di rappresentanza. Un tema che, pur non essendo di pregnante urgenza, svolgerà sicuramente un ruolo importante nello scontro politico di primavera.

Per approfondire questi argomenti abbiamo rivolto alcune domande al responsabile del Pd per gli Italiani all’Estero Eugenio Marino, a margine dell’incontro sull’imprenditoria italiana nel mondo e l’internazionalizzazione che si è svolto alla Festa del Partito democratico di Reggio Emilia (v. Inform  http://www.mclink.it/com/inform/art/12n16701.htm ).

Dalla prossima settimana riprenderà a pieno regime l’attività parlamentare. Fra i vari temi ancora sul tappeto che riguardano gli italiani all’estero troviamo le riforme costituzionali e la modifica del voto all’estero. Cosa ci può dire in proposito?

Dopo il colpo di mano di Pdl e Lega al Senato volto ad abolire la circoscrizione Estero e a modificare altri aspetti salienti dell’accordo che era stato preso dai leader Bersani, Casini e Alfano, si può dire che la riforma costituzionale è definitivamente morta e sepolta. Resta ancora in campo l’ipotesi della riforma della legge elettorale e del sistema di voto all’estero, ma anche su questo io sono molto pessimista. Credo che il Pdl non abbia alcuna intenzione di cambiare né il sistema di voto italiano, né quello estero. Mentre infatti il Pd ha presentato due disegni di legge unici, presso la Camera e il Senato, per la riforma elettorale in Italia e per la messa in sicurezza del sistema di voto all’estero, il Pdl per il contesto nazionale non ha avanzato alcuna proposta e non vuole discutere le iniziative legislative del Pd sulla materia. Anche per le modifiche del voto all’estero, nonostante la nostra iniziativa legislativa e le variegate proposte del Pdl, non si è ancora aperto un dibattito. Per questo, non essendovi alcuna intenzione di mettere mano alla materia, sono assolutamente pessimista. Mi auguro soltanto che il governo possa fare qualche cosa per portare a buon fine almeno una parte dei ritocchi più importanti che noi abbiamo indicato nella legge per mettere in sicurezza il voto all’estero.

Nonostante il rinvio al 2014 delle elezioni dei Comites e del Cgie la riforma degli organi di rappresentanza rimane ancora una tematica aperta a cui la politica dovrà prima o poi mettere mano. Come inquadra la questione?

La riforma della rappresentanza rientra chiaramente, come abbiamo sempre detto, in un discorso di riforma più generale. Bisogna infatti vedere che strada prenderanno, ormai nella prossima legislatura, le riforme costituzionali e alla luce del nuovo sistema adottato capire come indirizzare e modificare gli organismi di rappresentanza all’estero. Ad esempio, se la proposta di riforma costituzionale che abolisce la circoscrizione Estero fosse portata a compimento la modifica degli organi di rappresentanza all’estero viaggerebbe in una determinata direzione. Ma siccome noi ci auguriamo che tutto questo non succeda la strada da percorre sarà diversa. Si ripartirà dunque dai seminari sulla riforma dell’intera rappresentanza che il ministro degli Esteri Terzi si è impegnato con il Cgie a realizzare. Il Pd arriverà a quell’appuntamento con le sue proposte. Il Cgie in perfetta autonomia con i Comites discuteranno le varie ipotesi e vedremo come andrà a finire. Vi è solo la certezza che la riforma non potrà essere la bozza Tofani approvata in prima lettura dal Senato.

Anche se i miglioramenti alla legge per il suffragio all’estero non dovessero essere apportati, la scadenza naturale della legislatura chiamerà di nuovo al voto i nostri connazionali nel mondo. Come si sta preparando il Pd a questo importante appuntamento politico?

Il Pd si sta preparando alle elezioni all’estero mettendo in campo un’agenda di lavoro che prevede la definizione di alcuni punti programmatici chiari, pochi ma chiari, da sottoporre agli elettori e che faremo diventare, quando saremo forza di governo, riforme per gli italiani all’estero. Uno di questi punti è, ad esempio, l’argomento che stiamo discutendo qui a Reggio Emilia, ovvero l’internazionalizzazione delle imprese italiane e il ruolo degli italiani e degli imprenditori italiani all’estero in questo processo di internazionalizzazione. (Goffredo Morgia - Inform)

 


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