STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“Tribuna Italiana” del 5.9.2012
Merlo: “Senza crescita il rigore non serve a niente”
Il fondatore del Maie ha detto
che ora sono necessarie politiche per la crescita: “E’ stato fatto tutto quanto
era stato richiesto per mettere in ordine i numeri, ma i risultati non si vedono”
BUENOS AIRES -“Il governo ha fatto tutto quanto era stato richiesto, ma i risultati non si vedono”. Lo ha detto il deputato italiano Ricardo Merlo, durante la riunione organizzata dal Movimento Associativo Italiani all’Estero nell’Aula del Senato dell’Argentina, su invito del senatore radicale Nito Artaza, giovedì scorso.
Durante la riunione, il fondatore del Maie, che era accompagnato da Claudio Zin, coordinatore del movimento per l’Argentina, ha parlato della situazione italiana, ha fatto un confronto con quella dell’Argentina nel 2001, precisando le differenze, ma sottolineando la necessità che, fatti gli aggiustamenti richiesti dai mercati, ora è tempo di promuovere la crescita. L’on. Merlo e il dott. Zin hanno parlato anche del futuro dell’associazionismo italiano in Argentina.
Sono necessarie politiche di crescita perché altrimenti i sacrifici fatti per mettere in ordine l’economia italiana non servono a niente. Il Maie darà il suo contributo perché l’Italia superi la crisi e questo contributo potrà essere maggiore se riuscirà a far entrare in Parlamento, nelle prossime elezioni, 4 o 5 parlamentari eletti nelle liste del Movimento, oltre che nell’America Meridionale, anche in altre ripartizioni della Circoscrizione Estero. Infine un messaggio rivolto ai dirigenti dell’associazionismo, perché si impegnino nel rilanciarlo o perché si facciano da parte.
La riunione è stata organizzata dal Movimento associativo italiani all’estero nell’aula del Senato argentino, su invito del senatore dell’Unione Civica Radicale Nito Artaza e ad essa hanno partecipato numerosi esponenti del movimento fondato da Merlo e pubblico che ha risposto all’invito alla riunione, nel quale c’era anche Domenico Di Tullio, imprenditore e dirigente della comunità abruzzese, che ha manifestato la sua volontà di candidarsi in una lista indipendente, col cantante Piero De Benedictis.
In apertura della riunione, col pubblico seduto nei banchi dei senatori argentini, ha parlato il senatore Nito Artaza, il quale ha ricordato gli antichi profondi legami tra l’Argentina e l’Italia e l’importanza del contributo italiano al paese. Ha sottolineato che il voto degli italiani all’estero è una opportunità che essi hanno di dare il loro contributo a cambiare le cose che non vanno. A questo riguardo, ha ricordato la sua esperienza personale. Artaza, infatti, è attore e imprenditore teatrale, ma nel 2001, come conseguenza della crisi che ha portato al blocco dei depositi bancari, è sceso per strada per protestare insieme a migliaia di imprenditori che si trovavano in quella situazione e quella discesa in campo ha segnato il suo ingresso nell’arena politica, diventando senatore nel 2003. “Allora ho deciso che bisogna impegnarsi nella vita politica perché è qui dove si può cambiare la realtà”.
Il sen. Artaza ha ricordato che lo Stato argentino ha pagato alle banche 20 miliardi di dollari per la restituzione dei fondi depositati, sottolineando che in questo modo tutta la società è stata costretta a pagare per anni gli errori delle banche che, invece, non hanno subito perdite.
IL DOTT. ZIN: “I
MERCATI DETERMINANO CHI DEVE GOVERNARE”
Il coordinatore nazionale del Maie per l’Argentina, Claudio Zin, ha detto che negli ultimi mesi si è visto come i mercati hanno determinato chi esce e chi entra nei governi dei paesi dell’Ue, ricordando tra l’altro, le sconfitte elettorali di Sarkozy in Francia, di Zapatero in Spagna e le dimissioni di Berlusconi e l’insediamento di Monti in Italia. Si è chiesto che cosa fa la politica di fronte a questa realtà determinata dai mercati, rispondendo che essa è indispensabile per cambiare la realtà.
A questo punto
ha ricordato l’esperienza del Maie, la struttura che si è data al movimento
(“abbiamo più coordinatori che voti”, ha scherzato), sottolineando che esso
rappresenta la vitalità e l’esperienza dell’Associazionismo italiano presente
in tutto il modo, riunendo persone che vengono da realtà e posizioni politiche
diverse, che hanno capito che solo presentandosi in modo indipendente dai partiti
italiani, hanno possibilità di rappresentare gli italiani all’estero senza essere
condizionati dalle logiche romane. “Nel
MERLO: “NON SONO UGUALI LE SITUAZIONI DELL’ITALIA
DI OGGI E DELL’ARGENTINA NEL
L’on. Merlo ha iniziato il suo intervento sottolineando che la situazione che oggi vive l’Italia non è paragonabile con quella vissuta dall’Argentina nel 2001, quando fu dichiarato il default, passando in rassegna i dati macroeconomici dei due paesi nelle due situazioni, concludendo che il default dell’Italia è molto improbabile.
Parlando poi della situazione dell’Italia ed europea, il deputato italiano residente in Argentina ha voluto ricordare che fino a quattro anni fa, il processo di integrazione europea era considerato un modello di grande successo, basato in una graduale cessione delle sovranità nazionali in favore delle strutture europee. Poi è cominciata una crisi che è stata affrontata con successivi tagli e sempre maggiore rigore. Ma i numeri dell’Italia e dell’Argentina non sono uguali. “La crisi in Italia la subiscono principalmente coloro che non hanno lavoro”, ha detto Merlo, sottolineando che il problema più grave è la mancanza di crescita e lo spread tra i buoni italiani e quelli tedeschi, con la conseguente difficoltà per finanziare la crescita.
“E’ stato fatto tutto quanto era stato richiesto dai mercati - ha detto Merlo - ma i risultati non si vedono. Senza crescita, il rigore non serve a niente”.
L’on. Merlo ha detto anche che c’è una grande coincidenze tra tutte le forze politiche italiane sulla necessità di impostare politiche espansive, ma ormai le grandi decisioni di politica economica vengono prese dall’Europa, nella quale ci sono alcuni paesi che insistono nel promuovere solo politiche di rigore monetario.
In questo quadro il ruolo del Maie, secondo Merlo, può rivelarsi molto utile come contributo per aiutare l’Italia a superare la crisi e, naturalmente, perché finalmente ci siano risultati positivi per gli italiani all’estero.
Ribadendo l’opinione sull’atteggiamento negativo di buona parte della politica italiana nei confronti degli italiani all’estero, Merlo ha ricordato tutti i tagli a cui sono stati sottoposti i fondi destinati alle politiche per le nostre comunità, sottolineando: “Tre o quattro anni fa non c’era la crisi che si vive oggi, ma lo stesso ci ignorarono”.
Parlando delle possibilità politiche del Maie, il suo fondatore ha detto che il lavoro di organizzazione che sta portando avanti il movimento, ha come obiettivo raddoppiare l’attuale numero di parlamentari, sostenendo che con quattro parlamentari si avrà un altro peso, come succede oggi con il Svp, il partito del Sudtirolo.
Merlo ha ricordato varie delle proposte alle quali ha lavorato il Maie, alcune delle quali presentate come disegno di legge, che giacciono nei cassetti del Parlamento. Assegno di riparazione storica, promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, informazione italiana per gli italiani fuori d’Italia, fondi per l’assistenza ai connazionali più bisognosi, fondi per la rete consolare, fanno parte del programma del Maie. Ma tutte le liste proporranno le stesse cose, ha spiegato Merlo, l’importante sarà avere una strategia, l’esperienza e i numeri per poter ottenerle.
In particolare, ricordando l’inadempienza di alcune sedi consolari (per fare un esempio, ha detto che a Mar del Plata ci sono solo cinque impiegati e sono stati richiamati a Roma gli addetti scolastici e che a Curitiba stanno dando turni per la cittadinanza per il 2020), ha detto che bisognerà pensare al futuro della legge sulla cittadinanza.
Merlo ha parlato infine del futuro delle associazioni italiane, sottolineando la loro importanza come base delle nostre comunità e mettendo in risalto la necessità di un rilancio del loro ruolo.
“Dopo le elezioni - ha detto - chiederemo ai dirigenti della struttura associativa che siano protagonisti di questo rilancio, oppure che si facciano da parte”.
“Abbiamo bisogno di un associazionismo più forte, che sia protagonista della vita delle nostre comunità, che sia anche interlocutore delle autorità locali, provinciali, nazionali, ragion per cui o gli attuali dirigenti assumono concretamente il loro ruolo per il quali sono stati eletti, oppure è meglio che si facciano da parte”, ha insistito, manifestando il suo convincimento “sulle incredibili potenzialità delle nostre associazioni”. (Tribuna Italiana /Inform)