INFORM - N. 164 - 5 settembre 2012


INTERVENTI

Di Franco Narducci (Pd)

La cooperazione tra l’Italia ed il Pakistan nel settore della difesa

 

ROMA - Il Memorandum d’intesa tra Italia e Pakistan sulla cooperazione nel settore della difesa, firmato a Roma il 30 settembre del 2009, rappresenta uno strumento fondamentale per fornire la cornice giuridica necessaria alla cooperazione militare tra i due Paesi.

Tale Memorandum si colloca in un solco di rapporti industriali già operanti e suggella la qualità dell'offerta italiana. Faciliterà peraltro l’assegnazione di contratti per i quali la nostra industria è in concorrenza con omologhe entità in ambito europeo. L’accordo è destinato a sviluppare la collaborazione in un settore nevralgico per le relazioni bilaterali, quale quello militare, ma anche a sbloccare forniture industriali di rilievo per l’apparato produttivo italiano e per l’occupazione nel nostro Paese.

Esso è conforme all’art. 11 della Costituzione ed è fondamentale per aiutare il Pakistan ad implementare le sue strutture di partecipazione alle missioni umanitarie e di peacekeeping; infatti, è noto a tutti l’impegno che il Pakistan sta profondendo nella lotta al terrorismo a fianco delle potenze occidentali ed il ruolo che esso gioca per la stabilizzazione dell’Afghanistan dalle cui terre si registrano ancora 1,7 milioni di rifugiati presenti sul suolo pakistano. Mentre il presidente afghano Karzai dice: ”Siamo due Paesi gemelli” e i generali pakistani, in riferimento ai territori confinanti, affermano: “siamo una cosa sola”.

Sono convinto che la cooperazione in materia di difesa potrà aiutare il percorso di riavvicinamento dei rapporti tra il Pakistan e gli Stati Uniti unendo gli sforzi per sconfiggere al-Qaeda e stabilizzare l'Afghanistan ed in questo è importante procedere alla costruzione di un rapporto duraturo tra il Pakistan e le forze occidentali e la cooperazione militare ne rappresenta una buona premessa.

La riapertura del percorso verso l'Afghanistan attraverso il Pakistan per le forniture al contingente Nato, via precedentemente chiusa in seguito all’attacco, avvenuto nel novembre 2011, da parte di aerei da combattimento della NATO che ha provocato la morte di 24 soldati pakistani al confine afghano, ha determinato un aumento del già consistente livello di violenza nel Paese venendo a creare una situazione problematica che ha raggiunto vaste dimensioni in seguito all’offensiva di primavera "Al Farouk" portata avanti dai talebani, iniziata  il 3 maggio 2012 con obiettivo varie zone dell’Afghanistan.

Quindi oggi il Pakistan si trova nella situazione di fornire supporto strategico alla missione di pace in Afghanistan, un ruolo che sarà sempre più importante e destinato a cambiare con il progressivo ritiro delle forze multilaterali della missione ISAF da quell’aera del mondo contribuendo alla stabilità regionale ed alla lotta all’estremismo religioso che degenera in terrore.

Del resto, l’esercito pakistano ha svolto un ruolo importante nella lotta al terrorismo internazionale ed ha un ruolo fondamentale per la stabilità e la coesione nazionale in un Paese che sta muovendo importanti passi sulla strada della democrazia in un contesto regionale caratterizzato dalle primavere e da un mondo che cerca di liberarsi dalle dittature. Per questa ragione il know-how italiano è prezioso per aiutare il percorso di questo Paese che tuttavia fa parte del club delle potenze atomiche mondiali.

Il Memorandum apre, infatti, prospettive per accordi di carattere tecnico-operativo a beneficio della professionalità delle forze armate pakistane, contribuendo a legare al nostro Paese il personale di quella istituzione e a tenerlo "agganciate" all'Occidente, soprattutto in un momento in cui risultano difficili i suoi rapporti con altri nostri importanti partners. E' il primo passo concreto in direzione di un avvicinamento dei sistemi di difesa dei due Paesi, finora stabili sul piano del dialogo ma privi di prospettive concrete.

Ricordo l’incontro che abbiamo avuto, il 5 giugno scorso, in Commissione esteri con la delegazione pakistana della Scuola nazionale di politica pubblica, in cui ci si è detti convinti che l’intesa tra la scuola amministrativa pakistana e la Scuola superiore della pubblica amministrazione italiana sarà utile ai due Paesi. In tale occasione ho evidenziato che la Commissione esteri del Parlamento italiano , in seguito ad una missione ad Islamabad, riteneva opportuno “ampliare l’assistenza al Pakistan al campo educativo”. Sono convinto che “l’impegno del Pakistan nel dotarsi di una più efficiente e trasparente amministrazione pubblica” capace di accompagnare lo sviluppo sociale del Paese sia un buon auspicio anche per l’implementazione della cooperazione nel campo della difesa fornendo all’esercito quel kow-how necessario al governo della sicurezza di un Paese democratico e moderno in cui convivono differenze da tutelare nel rispetto dei diritti umani e della democrazia. L’addestramento e la formazione dei militari in questo risulta essere fondamentale e speriamo sia di aiuto al processo di democratizzazione piena del Paese.

Il Memorandum è un passaggio importante di politica militare fra i due Governi in quanto destinato ad offrire una cornice strutturata alla cooperazione fra le due Difese, l'accordo costituirà una piccola ma importante tessera di un mosaico di iniziative italiane che in vari settori puntano a contribuire alla stabilizzazione del Pakistan, attore di rilievo nel quadro della stabilizzazione regionale, Afghanistan in primis. Il rafforzamento delle Forze armate di Islamabad è peraltro interesse centrale della NATO, in uno scenario che vede le prime direttamente coinvolte in azioni militari contro il terrorismo sul versante interno, mentre in fase di lento ma progressivo miglioramento risultano i rapporti con il vicino indiano.(Franco Narducci*/Inform)

* Deputato Pd eletto nella Circoscrizione Europa, vicepresidente Commissione Affari Esteri della Camera

 

 

 


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