PIANETA AMERICA
Da “ItalianNetNews.com”
Ro Pucci:
Von Ryan’s Express
L’apporto dell’aspirante
repubblicano alla vicepresidenza è ancora un’incognita
HOUSTON, Texas – Molti
repubblicani lo hanno applaudito alla convention di Tampa, in Florida ed ovunque
negli USA davanti ai teleschermi, come la chiave di volta della corsa di Mitt
Romney per la Casa Bianca ma le scene di divismo e
le standing ovation tributate a Paul Ryan non convincono ancora tutti gli indipendenti,
ne’ alcuni settori moderati della stessa destra. E’ poco chiaro, infatti, a
quale logica s’ispiri la scelta di un ultraconservatore come lui quando la candidata
del Tea Party, Michele Bachmann, fini’ nella polvere proprio
per la sua intransigenza e per il suo estremismo.
I rappresentanti dei
media che tengono a mente quanto Ryan ha detto e fatto fino a questo momento
hanno potuto rilevare discrepanze notevoli tra le sue affermazioni e la realta’. A parte il suo attacco col quale accusava poco seriamente
Obama d’aver chiuso la fabbrica della GM nella sua citta’ natale di Janesville, nello
stato del Wisconsin, e che in effetti era stata terminata da G.W Bush quattro anni fa, Ryan ha presentato nel corso del
suo discorso stime sul debito pubblico chiaramente erronee, ha dato un’interpretazione
falsata del Recovery Act, per non parlare del piano sull’assistenza sanitaria dell’attuale
presidente al quale, nel tentativo d’eliminarlo e di demonizzarlo i repubblicani
si riferiscono da tempo come all’Obamacare.
Paul Ryan diventa, in
un certo senso, l’immagine speculare di quel colonnello Von Ryan del noto film
Von Ryan’s Express interpretato da Frank Sinatra che
questa volta, nella patetica scena finale, invece di rimanere a terra sacrificandosi
per gli altri, riesce abilmente a saltare a bordo del treno repubblicano per
portare a termine con successo la sua campagna promozionale personale ed ambiziosa.
A questo punto della
Convention di Tampa, se dopo il discorso d’investitura Romney
non dovesse ottenere quel consenso che va cercando disperatamente col supporto
del suo entourage familiare, la nuova coppia di candidati repubblicani potrebbe
avere ancora una volta previsioni elettorali non meno allarmanti di quelle dei
bollettini meteorologici dei giorni scorsi.
La partita che si sta
giocando e’ piu’ che rischiosa e, in un certo senso,
ricorda molto da vicino quella fallimentare del consorzio McCain-Palin
del quale ricalca e ripercorre ancora ostinatamente alcune mosse.
Paul Ryan e’ stato scelto
da Romney per la sua virulenza estremista nella speranza
che possa riuscire a procurargli il supporto dell’estrema destra in analogia
con la scelta della governatrice dell’Alaska da parte di McCain, nonostante molti negli USA ricordano ancora benissimo
come, proprio la Palin, fini’
per rivelarsi uno degli sbagli piu’ clamorosi del
primo rivale d’Obama. Sono usciti anche allo scoperto, a dare appoggio all’ex
governatore del Massachusetts, i due presidenti Bush padre e figlio ma, forse,
il loro supporto non era del tutto auspicabile visto che al momento del suo
passaggio di consegne all’attuale titolare della Casa Bianca George W. Bush
godeva, per modo di dire, solo del venti percento della simpatia di tutti gli
Americani e che viene considerato da alcuni, per i suoi fallimenti e per le
sue promesse disattese, come una pecora nera della famiglia repubblicana.
Risulta evidente che
il candidato scelto dai conservatori sta tentando di carpire consenso da tutti
i lati con una raccolta punti fondata su una poco probabile conciliazione dell'inconciliabile.
Non si puo’ assicurare ai conservatori di chiudere le frontiere e
poi fare promesse incoraggianti e motivanti agli Ispanici. Non e’ possibile
assicurare la lotta all’aborto e poi diventare all’improvviso possibilisti e
permissivi, apprestandosi pure a ricevere la benedizione della chiesa cattolica
americana ed il supporto degli elettori cattolici. E’ incredibile apprendere
che, una volta eletto, Romney taglierebbe senza pieta’ il debito pubblico ma che gli Americani
continuerebbero a ricevere lo stesso tutta l’assistenza medica di cui necessitano
o, specialmente, che nonostante l’attuale crisi economica globale che vede rallentare
la corsa persino dell’India e della Cina, la nuova amministrazione americana
sarebbe in grado di creare, in soli quattro anni, ben dodici milioni di posti
di lavoro, contrariamente alle previsioni pessimistiche degli economisti piu’
credibili ed autorevoli .
Nelle campagne elettorali,
ovunque queste si svolgano, si giunge ad un punto quando gli elettori capiscono
che si tratta solo di promesse e di belle parole che, secondo un noto detto
americano, costano poco.
Comincia ad insinuarsi
nella mente il dubbio che e’ meglio riflettere bene e controllare quanto si
sente, nel caos e nello stordimento delle convention oceaniche come quelle di
Tampa. Non si puo' non tener presente che il miliardario
che finalmente si presentera’ sul palcoscenico
ha poco o nulla da spartire con la stragrande maggioranza degli Americani, con
le donne alle quali non e’ simpatico, con l’uomo della strada con i suoi gravi
problemi esistenziali. Tutte le sue strategie, le sue scelte, le sue parole
risultano chiaramente destinate a proteggere gli interessi di una ristretta
minorenza di privilegiati ben piu’
fortunati di quelli che sopravvivono giorno dopo giorno con una paga di sette
dollari e venticinque centesimi l’ora. E’ poco probabile, infatti, che quest’ultimi
abbiano grossi depositi segreti in Svizzera o alle Cayman e non c'e' da dubitare
che se gliela chiederete, diversamente da Romney,
non avranno alcun motivo per cercare di nascondere la loro magra dichiarazione
dei redditi.(Ro Pucci -www.italiannetnews.com /Inform)