INFORM - N. 161 - 31 agosto 2012


PIANETA AMERICA

Da “ItalianNetNews.com”

 

Ro Pucci: Von Ryan’s Express

 

L’apporto dell’aspirante repubblicano alla vicepresidenza è ancora un’incognita

 

HOUSTON, Texas – Molti repubblicani lo hanno applaudito alla convention di Tampa, in Florida ed ovunque negli USA davanti ai teleschermi, come la chiave di volta della corsa di Mitt Romney per la Casa Bianca ma le scene di divismo e le standing ovation tributate a Paul Ryan non convincono ancora tutti gli indipendenti, ne’ alcuni settori moderati della stessa destra. E’ poco chiaro, infatti, a quale logica s’ispiri la scelta di un ultraconservatore come lui quando la candidata del Tea Party, Michele Bachmann, fini’ nella polvere proprio per la sua intransigenza e per il suo estremismo.

I rappresentanti dei media che tengono a mente quanto Ryan ha detto e fatto fino a questo momento hanno potuto rilevare discrepanze notevoli tra le sue affermazioni e la realta’. A parte il suo attacco col quale accusava poco seriamente Obama d’aver chiuso la fabbrica della GM nella sua citta’ natale di Janesville, nello stato del Wisconsin, e che in effetti era stata terminata da G.W Bush quattro anni fa, Ryan ha presentato nel corso del suo discorso stime sul debito pubblico chiaramente erronee, ha dato un’interpretazione falsata del Recovery Act, per non parlare del piano sull’assistenza sanitaria dell’attuale presidente al quale, nel tentativo d’eliminarlo e di demonizzarlo i repubblicani si riferiscono da tempo come all’Obamacare.

Paul Ryan diventa, in un certo senso, l’immagine speculare di quel colonnello Von Ryan del noto film Von Ryan’s Express interpretato da Frank Sinatra che questa volta, nella patetica scena finale, invece di rimanere a terra sacrificandosi per gli altri, riesce abilmente a saltare a bordo del treno repubblicano per portare a termine con successo la sua campagna promozionale personale ed ambiziosa.

A questo punto della Convention di Tampa, se dopo il discorso d’investitura Romney non dovesse ottenere quel consenso che va cercando disperatamente col supporto del suo entourage familiare, la nuova coppia di candidati repubblicani potrebbe avere ancora una volta previsioni elettorali non meno allarmanti di quelle dei bollettini meteorologici dei giorni scorsi.

La partita che si sta giocando e’ piu’ che rischiosa e, in un certo senso, ricorda molto da vicino quella fallimentare del consorzio McCain-Palin del quale ricalca e ripercorre ancora ostinatamente alcune mosse.

Paul Ryan e’ stato scelto da Romney per la sua virulenza estremista nella speranza che possa riuscire a procurargli il supporto dell’estrema destra in analogia con la scelta della governatrice dell’Alaska da parte di McCain, nonostante molti negli USA ricordano ancora benissimo come, proprio la Palin, fini’ per rivelarsi uno degli sbagli piu’ clamorosi del primo rivale d’Obama. Sono usciti anche allo scoperto, a dare appoggio all’ex governatore del Massachusetts, i due presidenti Bush padre e figlio ma, forse, il loro supporto non era del tutto auspicabile visto che al momento del suo passaggio di consegne all’attuale titolare della Casa Bianca George W. Bush godeva, per modo di dire, solo del venti percento della simpatia di tutti gli Americani e che viene considerato da alcuni, per i suoi fallimenti e per le sue promesse disattese, come una pecora nera della famiglia repubblicana.

Risulta evidente che il candidato scelto dai conservatori sta tentando di carpire consenso da tutti i lati con una raccolta punti fondata su una poco probabile conciliazione dell'inconciliabile.

Non si puo’ assicurare ai conservatori di chiudere le frontiere e poi fare promesse incoraggianti e motivanti agli Ispanici. Non e’ possibile assicurare la lotta all’aborto e poi diventare all’improvviso possibilisti e permissivi, apprestandosi pure a ricevere la benedizione della chiesa cattolica americana ed il supporto degli elettori cattolici. E’ incredibile apprendere che, una volta eletto, Romney taglierebbe senza pieta’ il debito pubblico  ma che  gli Americani continuerebbero a ricevere lo stesso tutta l’assistenza medica di cui necessitano o, specialmente, che nonostante l’attuale crisi economica globale che vede rallentare la corsa persino dell’India e della Cina, la nuova amministrazione americana sarebbe in grado di creare, in soli quattro anni, ben dodici milioni di posti di lavoro, contrariamente alle previsioni pessimistiche degli economisti piu’ credibili ed autorevoli .

Nelle campagne elettorali, ovunque queste si svolgano, si giunge ad un punto quando gli elettori capiscono che si tratta solo di promesse e di belle parole che, secondo un noto detto americano, costano poco.

Comincia ad insinuarsi nella mente il dubbio che e’ meglio riflettere bene e controllare quanto si sente, nel caos e nello stordimento delle convention oceaniche come quelle di Tampa. Non si puo' non tener presente che il miliardario che finalmente  si presentera’ sul palcoscenico ha poco o nulla da spartire con la stragrande maggioranza degli Americani, con le donne alle quali non e’ simpatico, con l’uomo della strada con i suoi gravi problemi esistenziali.  Tutte le sue strategie, le sue scelte, le sue parole risultano chiaramente destinate a proteggere gli interessi di una ristretta minorenza di privilegiati ben piu’ fortunati di quelli che sopravvivono giorno dopo giorno con una paga di sette dollari e venticinque centesimi l’ora. E’ poco probabile, infatti, che quest’ultimi  abbiano grossi depositi segreti in Svizzera o alle Cayman e non c'e' da dubitare che se gliela chiederete, diversamente da Romney, non avranno alcun motivo per cercare di nascondere la loro magra dichiarazione dei redditi.(Ro Pucci -www.italiannetnews.com /Inform)

 

 


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