MOSTRA CINEMA DI VENEZIA
Presentato fuori concorso
il documentario del regista veneto
“Medici con l’Africa”
di Carlo Mazzacurati
Girato in Mozambico,
racconta l’attività dei volontari della Ong Cuamm
L’AQUILA – In anteprima,
fuori concorso, presentato oggi alla 69^ Mostra del Cinema di Venezia il film
documentario “Medici con l’Africa” (2012, 80 minuti) di Carlo Mazzacurati. Girato l’anno scorso in Mozambico, quasi un mese
di riprese, il film documenta l’attività del Cuamm,
una Ong cattolica tra le più accreditate del mondo,
nata sessant’anni fa a Padova e da allora meritoriamente presente con i propri
volontari, medici e infermieri, nel continente africano per garantire con diverse
strutture sanitarie nella fascia equatoriale il parto assistito. Il Cuamm (Collegio universitario aspiranti e medici missionari)
è la prima organizzazione non governativa in campo sanitario riconosciuta in
Italia, nata nel 1950 con lo scopo di formare medici per i paesi in via di sviluppo.
Attualmente è presente in sette paesi africani, con 80 operatori e 37 progetti
di cooperazione.
Nel film c’è il volto
dell’Africa e dei suoi problemi, ma sopra tutto il volto della solidarietà,
operosa e discreta, dei volontari del Cuamm, un segno
di speranza e di profonda umanità. Don Dante Carraro è un sacerdote. È anche
cardiologo e da quattro anni è il direttore del Cuamm.
Insieme a lui un altro sacerdote più anziano: don Luigi Mazzucato, direttore
dal 1955 al 2008. Don Dante spiega perché hanno deciso di chiamarsi Medici CON
l’Africa. Perché, da sempre, agiscono insieme alle istituzioni sanitarie africane.
Il loro compito è duplice: gestire strutture sanitarie disperse nell’immenso
territorio sub-sahariano, creando percorsi di crescita, anche a livello universitario,
in grado di formare sul campo nuove generazioni di medici africani. Un lavoro
enorme, che il documentario presenta con un asciutto reportage, lasciando la
parola a medici e pazienti, ad adulti e bambini. Numerosi medici raccontano
le loro esperienze, i loro entusiasmi e i loro fallimenti.
Il docufilm
di Carlo Mazzacurati è di grande intensità, un’esperienza
che nel regista ha lasciato il segno. Luca Bigazzi
è direttore della fotografia, il soggetto è stato scritto da Carlo Mazzacurati e Claudio Persanti,
Errico Carrapatoso ha curato le musiche, il montaggio
è di Paolo Cottignola, il suono in presa diretta è
del fonico aquilano Alessandro Palmerini, di recente
premiato con il Nastro d’argento a Taormina per il film Diaz di Daniele Vicari.
(Goffredo Palmerini/Inform)