INFORM - N. 153 - 8 agosto 2012


GIORNATA DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO

Razzi (Pt): “Siamo ancora lontani da una presa di coscienza civile del fenomeno dell’emigrazione italiana all’estero”

 

ROMA – Su 275 uomini scesi nelle miniere di carbone di Marcinelle, solo 13 si salvarono. Delle 262 vittime 136 erano italiani, il più giovane di 14 anni e il più anziano di 53 anni, emigranti da varie regioni italiane. Molti erano abruzzesi e calabresi. “Il mio ricordo, in concomitanza della ricorrenza di quel tragico momento, va a Mirko Tremaglia, alla memoria di uno strenuo difensore degli italiani e della italianità all’estero, a cui si deve l’istituzione di questa Giornata – ha dichiarato Antonio Razzi, deputato eletto nella ripartizione Europa iscritto al gruppo parlamentare Popolo e Territorio, segnalando la morte in quella tragica vicenda di 60 suoi corregionali, molti dei quali originari del comune di Manoppello, in provincia di Pescara. “Lavoratori sporchi di fuliggine e di carbone, fantasmi dislocati lontano dai centri abitati, che persero la vita al solo scopo di ritrovarne una decente che potesse assicurare loro un futuro. Sono stato per 40 anni emigrato in Svizzera da operaio, - ha affermato Razzi, - posso testimoniare come parte in causa del sacrificio, delle mortificazioni e delle avversità che la vita, una nuova vita all’estero, ha elargito a larghe mani a quanti come me fuggivano dalla fame e dalla miseria”.

“Il nostro Paese, i nostri governi ancora non hanno recepito alcuna lezione positiva circa il fenomeno dell’emigrazione e della immigrazione. Siamo ancora lontani da una presa di coscienza civile del fenomeno. Lo vediamo ogni giorno – conclude l’esponente di Popolo e Territorio – nelle determinazioni contro le nostre comunità all’estero e mai a favore”. (Inform)

 


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