SPENDING REVIEW
Narducci (Pd), l’IMU ha creato cittadini di serie A e di serie B
ROMA - Oggi, in sede di “conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”, la cosiddetta “spending review”, per la prima volta tutti i deputati eletti all’estero hanno presentato un ordine del giorno congiunto.
In tale atto parlamentare i deputati eletti dagli italiani all’estero, dopo aver sottolineato la funzione strategica della politica estera e della rete diplomatico-consolare per la promozione del sistema paese proprio in un contesto di crisi ed aver osservato la “sproporzionata erosione delle risorse finanziarie assegnate al bilancio del Ministero degli Affari esteri” e la situazione dell’offerta linguistica e culturale dell’Italia nel mondo, che oggi “è posizionata al minimo storico”, hanno chiesto al Governo di impegnarsi su tre punti fondamentali per le politiche in favore delle comunità italiane nel mondo, ovvero l’offerta linguistico-formativa, la parità di trattamento fiscale ai fini IMU con gli italiani residenti in Italia per la prima casa e una revisione della riorganizzazione della rete diplomatico-consolare.
Nello specifico i deputati eletti all’estero hanno chiesto al Governo di impegnarsi “ad attivare prontamente iniziative e programmi concreti di sostegno dell’offerta di lingua e cultura italiana, ricorrendo alle risorse individuate da Governo e Parlamento in sede di conversione in legge del D.L. 30 maggio 2012, n. 67, ammontanti a due milioni di euro, e provvedendo a reintegrare, con il primo provvedimento utile, le risorse volte a qualificare l’offerta di lingua e cultura italiana all’estero”.
Inoltre, gli eletti all’estero hanno impegnato il Governo “a introdurre una moratoria quadriennale prima di prevedere ulteriori chiusure di uffici consolari o di sedi diplomatiche, escludendo, in ogni caso, ogni ulteriore razionalizzazione che non sia preceduta da una efficace e selettiva riorganizzazione della spesa del ministero degli Affari Esteri, così come di una ponderata valutazione, da svolgere con il coinvolgimento del Parlamento, delle esigenze di carattere amministrativo dei cittadini italiani emigrati nonché del necessario supporto alla promozione del sistema Italia nello scenario globale”.
Invece,
il punto del dispositivo che impegnava il Governo “a ristabilire, con apposito
provvedimento, la parità di diritto tra i cittadini italiani residenti in Italia
e i cittadini italiani emigrati in materia di Imposta Municipale Unica (IMU),
affinché l’unità immobiliare posseduta in Italia a titolo di proprietà o di
usufrutto da cittadini italiani residenti all’estero venga considerata
abitazione principale” è stato ritenuto non attinente in materia, e quindi inammissibile,
dalla presidenza della Camera. Nemmeno l’accalorato intervento in Aula di Franco
Narducci, volto ad ottenere la riconsiderazione della
decisione di inammissibilità, ha smosso
Vada il Governo
- ha concluso Narducci - a spiegare ai nostri operai
sessantenni a Wolfsburg e in altre parti del mondo,
che hanno fatto il bene di questo Paese e hanno investito i loro risparmi in
Italia, per quale motivo devono pagare la loro casa, adibita a loro esclusivo
uso personale, come se non fossero cittadini italiani. Non capiamo perché
debba essere di