RETE CONSOLARE
Alla III Commissione della
Camera il sottosegretario De Mistura risponde ad un’interrogazione di Menia
e Di Biagio (Fli) sul sistema di prenotazioni telefoniche adottato da alcune
sedi consolari all’estero
Precisato dal rappresentante
del governo come il call center affianchi e non sostituisca i servizi di informazione
e prenotazione on line o in sede
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Staffan
De Mistura ha risposto ieri ad un’interrogazione presentata dai deputati di
Futuro e Libertà per il Terzo polo Roberto Menia e Aldo Di Biagio, parlamentare
eletto nella ripartizione Europa, in merito al sistema di prenotazioni telefoniche
adottato da alcune sedi consolari all’estero per la gestione dei servizi all’utenza.
Un sistema introdotto a Monaco, a Londra e
a Saarbrücken – sottolinea Di Biagio illustrando il quesito in Commissione Affari
esteri – in virtù “dell’insufficienza di personale” e che determina da parte
dei connazionali il pagamento del costo di una telefonata (che può arrivare,
se si utilizzano operatori di telefonia mobile, sino a 4 euro) “per interloquire
con l’istituzione che rappresenta lo Stato italiano oltre confine”. Per Menia
e Di Biagio si tratta quindi di “monetizzare un servizio dovuto” con il rischio
di “inficiare in maniera evidente e problematica uno dei ruoli principali della
nostra rete consolare, vale a dire quello di fornire assistenza e servizi ai
nostri connazionali residenti in loco”, rischio dinnanzi al quale occorrerebbe,
secondo gli interroganti, rivedere i tagli di personale determinati del meccanismo
di spendig review applicato alla pubblica amministrazione.
Il sottosegretario De Mistura, dopo aver ricordato
come la possibilità di “esternalizzare” alcuni servizi indirizzati all’utenza
sia una pratica adottata anche da diversi Paesi europei e “a prescindere dalle
problematiche connesse alla crescente riduzione delle risorse umane a disposizione
e in attesa dell’entrata a regime dei servizi consolari on-line che
dovrebbero velocizzare e semplificare per molti connazionali”, ha rimarcato
come, anche ove sia già operativo un sistema di call center per avere informazioni
e/o fissare appuntamenti, resti ferma “la possibilità per gli utenti di rivolgersi
direttamente all’ufficio senza alcun costo aggiuntivo negli orari di apertura
al pubblico per espletare le pratiche consolari”.
Anche nel caso specifico di Monaco di Baviera,
citato nel testo dell’interrogazione, “il sistema di call center non
rappresenta una soluzione obbligata, - evidenzia il sottosegretario, - dato
che l’utenza può continuare a usufruire dei servizi di informazione e prenotazione
senza alcun costo addizionale via web o centralino”. Si tratta quindi di un
servizio aggiuntivo, che “si va ad affiancare ai sistemi di prenotazione già
in essere direttamente presso la sede e on-line su
internet, consentendo all’utenza di essere servita anche negli orari non d’ufficio
come con il servizio di prenotazione telematica – segnala De Mistura, specificando
anche come il costo del servizio venga “negoziato in ogni Paese con il contractor locale
a seconda delle condizioni del mercato” e nulla venga incassato dalle sedi diplomatiche
consolari.
“Compatibilmente con l’attuale contesto di
riduzione e razionalizzazione della spesa pubblica, il Mae continuerà ad esercitare
il massimo impegno per individuare soluzioni che assicurino servizi efficienti
e accessibili ai nostri connazionali all’estero – assicura il sottosegretario,
evidenziando inoltre la soddisfazione riscontrata dall’utenza “in tutti i Paesi
dove sono stati finora attivati dei servizi di esternalizzazione”.
In sede di replica, Di Biagio ha ribadito la
sua critica in merito all’opportunità di misure di risparmio come quelle applicate
al Mae, in particolare se i tagli si ripercuotono sul “blocco delle assunzioni
dei contrattisti all’estero, che sono uno degli aspetti di forza delle nostre
strutture consolari”. “Se il risultato di questo blocco è quello di limitare
il potenziale delle strutture consolari in termini di servizi e di monetizzare
gli stessi a carico dei cittadini, ritengo che la strada intrapresa non sia
la più corretta – conclude il parlamentare eletto nella ripartizione Europa,
ribadendo l’opportunità di riflettere ulteriormente su questo aspetto nelle
opportune sedi. (Inform)