INFORM - N. 149 - 2 agosto 2012


RETE CONSOLARE

Alla III Commissione della Camera il sottosegretario De Mistura risponde ad un’interrogazione di Menia e Di Biagio (Fli) sul sistema di prenotazioni telefoniche adottato da alcune sedi consolari all’estero

Precisato dal rappresentante del governo come il call center affianchi e non sostituisca i servizi di informazione e prenotazione on line o in sede

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura ha risposto ieri ad un’interrogazione presentata dai deputati di Futuro e Libertà per il Terzo polo Roberto Menia e Aldo Di Biagio, parlamentare eletto nella ripartizione Europa, in merito al sistema di prenotazioni telefoniche adottato da alcune sedi consolari all’estero per la gestione dei servizi all’utenza.

Un sistema introdotto a Monaco, a Londra e a Saarbrücken – sottolinea Di Biagio illustrando il quesito in Commissione Affari esteri – in virtù “dell’insufficienza di personale” e che determina da parte dei connazionali il pagamento del costo di una telefonata (che può arrivare, se si utilizzano operatori di telefonia mobile, sino a 4 euro) “per interloquire con l’istituzione che rappresenta lo Stato italiano oltre confine”. Per Menia e Di Biagio si tratta quindi di “monetizzare un servizio dovuto” con il rischio di “inficiare in maniera evidente e problematica uno dei ruoli principali della nostra rete consolare, vale a dire quello di fornire assistenza e servizi ai nostri connazionali residenti in loco”, rischio dinnanzi al quale occorrerebbe, secondo gli interroganti, rivedere i tagli di personale determinati del meccanismo di spendig review applicato alla pubblica amministrazione.

Il sottosegretario De Mistura, dopo aver ricordato come la possibilità di “esternalizzare” alcuni servizi indirizzati all’utenza sia una pratica adottata anche da diversi Paesi europei e “a prescindere dalle problematiche connesse alla crescente riduzione delle risorse umane a disposizione e in attesa dell’entrata a regime dei servizi consolari on-line che dovrebbero velocizzare e semplificare per molti connazionali”, ha rimarcato come, anche ove sia già operativo un sistema di call center per avere informazioni e/o fissare appuntamenti, resti ferma “la possibilità per gli utenti di rivolgersi direttamente all’ufficio senza alcun costo aggiuntivo negli orari di apertura al pubblico per espletare le pratiche consolari”.

Anche nel caso specifico di Monaco di Baviera, citato nel testo dell’interrogazione, “il sistema di call center non rappresenta una soluzione obbligata, - evidenzia il sottosegretario, - dato che l’utenza può continuare a usufruire dei servizi di informazione e prenotazione senza alcun costo addizionale via web o centralino”. Si tratta quindi di un servizio aggiuntivo, che “si va ad affiancare ai sistemi di prenotazione già in essere direttamente presso la sede e on-line su internet, consentendo all’utenza di essere servita anche negli orari non d’ufficio come con il servizio di prenotazione telematica – segnala De Mistura, specificando anche come il costo del servizio venga “negoziato in ogni Paese con il contractor locale a seconda delle condizioni del mercato” e nulla venga incassato dalle sedi diplomatiche consolari.

“Compatibilmente con l’attuale contesto di riduzione e razionalizzazione della spesa pubblica, il Mae continuerà ad esercitare il massimo impegno per individuare soluzioni che assicurino servizi efficienti e accessibili ai nostri connazionali all’estero – assicura il sottosegretario, evidenziando inoltre la soddisfazione riscontrata dall’utenza “in tutti i Paesi dove sono stati finora attivati dei servizi di esternalizzazione”.

In sede di replica, Di Biagio ha ribadito la sua critica in merito all’opportunità di misure di risparmio come quelle applicate al Mae, in particolare se i tagli si ripercuotono sul “blocco delle assunzioni dei contrattisti all’estero, che sono uno degli aspetti di forza delle nostre strutture consolari”. “Se il risultato di questo blocco è quello di limitare il potenziale delle strutture consolari in termini di servizi e di monetizzare gli stessi a carico dei cittadini, ritengo che la strada intrapresa non sia la più corretta – conclude il parlamentare eletto nella ripartizione Europa, ribadendo l’opportunità di riflettere ulteriormente su questo aspetto nelle opportune sedi. (Inform)

 

 


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