SENATO DELLA REPUBBLICA
Va avanti in Commissione Esteri l’esame
della riforma della Cooperazione allo Sviluppo
Gli interventi del ministro per la Cooperazione Internazionale
e l’Integrazione Andrea Riccardi e del sottosegretario
agli Esteri Marta Dassù
ROMA – Continua
alla Commissione Esteri del Senato il dibattito sulla riforma della cooperazione
allo sviluppo (vedi Inform N. 144 http://www.mclink.it/com/inform/art/12n14404.htm).
La seduta di ieri è stata aperta dall’intervento del ministro per
Riccardi, nel sottolineare come la cooperazione allo sviluppo rappresenti una componente fondamentale della politica nazionale e un indice della proiezione e dell’estroversione dell’Italia nel mondo. ha poi ricordato sia la recente riattivazione del tavolo interistituzionale sulla cooperazione, che ha consentito un confronto tra gli attori pubblici e provati , sia il Forum sulla cooperazione che si svolgerà il prossimo mese di ottobre a Milano. Un evento, quest’ultimo, che per il ministro costituirà un’occasione di primaria importanza di verifica e di dibattito sulle prospettive dell’aiuto pubblico allo sviluppo, a cui faranno seguito altri incontri di ampia portata che condurranno poi all’Expo 2015.
Riccardi ha poi sottolineato l’esigenza di una riforma che, mantenendo l’esperienza di un ministero dedicato alla cooperazione, preveda l’individuazione di una specifica agenzia con compiti operativi. Il ministro, riservandosi la possibilità di esprime una valutazione compiuta sul testo dopo la pausa estiva, ha infine posto in evidenza la necessità di coordinare la cooperazione allo sviluppo con le competenze relative al commercio con l’estero.
Dopo la riflessione del presidente della Commissione Lamberto Dini, che ha chiesto un aumento delle risorse per la cooperazione allo sviluppo, è intervenuto Massimo Livi Bacci(Pd) che ha osservato come il punto fondamentale della riforma sia rappresentato dall’individuazione del vertice politico responsabile per la cooperazione allo sviluppo. Il senatore ha anche auspicato la scelta di un solo soggetto responsabile per la politica estera e per la cooperazione allo sviluppo e un chiarimento sulle competenze e sui rapporti esistenti tra ministro degli Esteri, il vice ministro e il Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo. Per quanto poi concerne la creazione dell’Agenzia per la cooperazione Livi Bacci ha sollecitato ulteriori iniziative di coordinamento rispetto a quelle previste dal testo in discussione che indica la gestione di una banca dati.
Ha poi preso la parola Roberto Di Giovan Paolo (Pd) che ha precisato come la maggioranza dei fondi per la cooperazione non siano oggi gestiti dal Mae, ma vengano destinati all’Unione Europea. Un versante su cui il senatore auspica una maggiore vigilanza. Anche Di Giovan Paolo ha sottolineato
come la vera decisione
politica da assumere sia quella di individuare un referente per la cooperazione.
“In tal senso, - spiega il senatore del Pd- la scelta
del testo unico di ridefinire il ruolo del Ministero degli affari esteri, costruendo
la nuova figura del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale,
si presenta come importante e coerente”. Fra gli altri interventi segnaliamo
quello del senatore Pietro Marcenaro (Pd) che ha evidenziato
la necessità di rispettare gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo
e internazionale sulla cooperazione ed ha sollecitato il Governo ha dare la
propria indicazione sull’individuazione di un referente politico per il futuro,
il relatore Alfredo Mantica (Pdl) si è soffermato sulla necessità di una utilizzazione
più organica dei fondi a disposizione della cooperazione, da realizzarsi mediante
un riassetto istituzionale che faccia tesoro delle esperienze di altri Paesi
europei, quale ad esempio
Dal canto suo
il relatore Giorgio Tonini (Pd), che ha lodato l’attuale Governo per aver rimesso
al centro dell’attenzione la cooperazione allo sviluppo con la nomina di un
ministro dedicato, ha spiegato come il provvedimento in esame si proponga
di costruire uno strumento legislativo che consenta sia il rispetto degli impegni
presi a livello internazionale dal nostro paese, sia l’ottimizzazione dell’uso
dei scarsi fondi a disposizione e la collocazione della cooperazione italiana
in una prospettiva europea, dove maggiore è la disponibilità della risorse.
Il relatore ha inoltre precisato come l’obiettivo della Commissione sia quello
di elaborare uno schema di testo, senz’altro suscettibile di modifiche e perfezionamenti
nel corso dell’esame parlamentare, in tempo utile per sottoporre lo stesso al
forum sulla cooperazione in programma ad ottobre a Milano. In tale sede,
secondo Tonini, sarà possibile valutare compiutamente se sussistano le
condizioni per procedere ad una riforma complessiva del sistema della cooperazione
ovvero ad un intervento più limitato. Ha infine preso la parola il sottosegretario
agli Esteri Marta Dassù che ha rilevato come la progressiva
riduzione degli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo non possa essere
ascritta esclusivamente alla responsabilità del Mae, ma vada attribuita a scelte complessive di politica economica.
Nell’auspicare una gestione unitaria della cooperazione allo sviluppo, che rappresenta
una componente essenziale della nostra politica estera,