INFORM - N. 148 - 1 agosto 2012


SENATO DELLA REPUBBLICA

Va avanti in Commissione Esteri l’esame della riforma della Cooperazione allo Sviluppo

Gli interventi del ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi e del sottosegretario agli Esteri Marta Dassù

 

ROMA –  Continua alla Commissione Esteri del Senato il dibattito sulla riforma della cooperazione allo sviluppo (vedi Inform N. 144 http://www.mclink.it/com/inform/art/12n14404.htm). La seduta di ieri è stata aperta dall’intervento del ministro per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi che ha sottolineato l’esigenza di rivedere le caratteristiche della cooperazione italiana nello scenario europeo e internazionale. Riccardi ha ricordato come la tradizione dell’aiuto pubblico allo sviluppo del nostro paese abbia conosciuto momenti di massima espansione, con una forte sinergia con le imprese nazionali. Picchi operativi che , a partire dagli anni novanta, hanno visto però una costante decurtazione dei finanziamenti per la cooperazione, con una riduzione che è giunta sino al 78% dei fondi. Il ministro, dopo aver spiegato che la crisi del sistema della cooperazione non è legata solamente all’aspetto finanziario ma anche alla carenza di iniziative e di passione civile, ha auspicato il recupero da parte del nostro sistema Paese di una visione più ampia rispetto alle politiche di cooperazione. Un cambiamento che potrà avvenire anche grazie ad un aggiornamento della normativa in discussione che garantisca  la massima “interministerialità” delle decisioni , addivenendo a procedure condivise e all’organicità dell’azione.

Riccardi, nel sottolineare come la cooperazione allo sviluppo rappresenti una componente fondamentale della politica nazionale e un indice della proiezione e dell’estroversione dell’Italia nel mondo. ha poi ricordato sia la recente riattivazione del tavolo interistituzionale sulla cooperazione, che ha consentito un confronto tra gli attori pubblici e provati , sia il Forum sulla cooperazione che si svolgerà il prossimo mese di ottobre a Milano. Un evento, quest’ultimo, che per il ministro costituirà un’occasione di primaria importanza di verifica e di dibattito sulle prospettive dell’aiuto pubblico allo sviluppo, a cui faranno seguito altri incontri di ampia portata che condurranno poi all’Expo 2015.

Riccardi ha poi sottolineato l’esigenza di una riforma che, mantenendo l’esperienza di un ministero dedicato alla cooperazione, preveda l’individuazione di una specifica agenzia con compiti operativi. Il ministro, riservandosi la possibilità di esprime una valutazione compiuta sul testo dopo la pausa estiva,  ha infine posto in evidenza la necessità di coordinare la cooperazione allo sviluppo con le competenze relative al commercio con l’estero.

Dopo la riflessione del presidente della Commissione Lamberto Dini, che ha chiesto un aumento delle risorse per la cooperazione allo sviluppo, è intervenuto Massimo Livi Bacci(Pd) che ha osservato come il punto fondamentale della riforma sia rappresentato dall’individuazione del vertice politico responsabile per la cooperazione allo sviluppo. Il senatore ha anche auspicato la scelta di un solo soggetto responsabile per la politica estera e per la cooperazione allo sviluppo e un chiarimento sulle competenze e sui rapporti esistenti tra ministro degli Esteri, il vice ministro e il Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo. Per quanto poi concerne la creazione dell’Agenzia per la cooperazione Livi Bacci ha sollecitato ulteriori iniziative di coordinamento rispetto  a quelle previste dal testo in discussione che indica la gestione di una  banca dati.

Ha poi preso la parola Roberto Di Giovan Paolo (Pd) che ha precisato come la maggioranza dei fondi per la cooperazione non siano oggi gestiti dal Mae, ma vengano destinati all’Unione Europea. Un versante su cui il senatore auspica una maggiore vigilanza. Anche Di Giovan Paolo ha sottolineato  

come la vera decisione politica da assumere sia quella di individuare un referente per la cooperazione. “In tal senso, - spiega il senatore del Pd- la scelta del testo unico di ridefinire il ruolo del Ministero degli affari esteri, costruendo la nuova figura del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, si presenta come importante e coerente”. Fra gli altri interventi segnaliamo quello del senatore Pietro Marcenaro (Pd) che ha evidenziato la necessità di rispettare gli impegni assunti dall’Italia a livello europeo e internazionale sulla cooperazione ed ha sollecitato il Governo ha dare la propria indicazione sull’individuazione di un referente politico per il futuro, il relatore Alfredo Mantica (Pdl) si è soffermato sulla necessità di una utilizzazione più organica dei fondi a disposizione della cooperazione, da realizzarsi mediante un riassetto istituzionale che faccia tesoro delle esperienze di altri Paesi europei, quale ad esempio la Francia, in cui il tema della cooperazione viene affidato, unitariamente a quello della francofonia, ad un soggetto ministeriale che cura complessivamente la proiezione verso l’estero. Mantica ha infine auspicato l’approvazione della riforma, almeno da parte di un ramo del Parlamento, prima dello svolgimento del Forum di Milano.

Dal canto suo il relatore Giorgio Tonini (Pd), che ha lodato l’attuale Governo per aver rimesso al centro dell’attenzione la cooperazione allo sviluppo con la nomina di un ministro dedicato,  ha spiegato come il provvedimento in esame si proponga di costruire uno strumento legislativo che consenta sia il rispetto degli impegni presi a livello internazionale dal nostro paese, sia l’ottimizzazione dell’uso dei scarsi fondi a disposizione e la collocazione  della cooperazione italiana in una prospettiva europea, dove maggiore è la disponibilità della risorse. Il relatore ha inoltre precisato come l’obiettivo della Commissione sia  quello di elaborare uno schema di testo, senz’altro suscettibile di modifiche e perfezionamenti nel corso dell’esame parlamentare, in tempo utile per sottoporre lo stesso al forum sulla cooperazione in programma ad ottobre a Milano. In tale sede, secondo Tonini,  sarà possibile valutare compiutamente se sussistano le condizioni per procedere ad una riforma complessiva del sistema della cooperazione ovvero ad un intervento più limitato. Ha infine preso la parola il sottosegretario agli Esteri Marta Dassù che ha rilevato come la progressiva riduzione degli stanziamenti per la cooperazione allo sviluppo non possa essere ascritta esclusivamente alla responsabilità del Mae, ma vada attribuita a scelte complessive di politica economica. Nell’auspicare una gestione unitaria della cooperazione allo sviluppo, che rappresenta una componente essenziale della nostra politica estera, la Dassù si è detta favorevole alla creazione di un fondo unico per la cooperazione purché però questo nuovo strumento venga inserito nell’ambito del Ministero degli Esteri, che dispone della rete diplomatica e di tutti gli strumenti atti ad inserire organicamente gli interventi di cooperazione nella politica estera del nostro Paese. (Inform)

 


Vai a: