CAMERA DEI DEPUTATI
Alla Commissione Esteri il testo unico che regolamenta
l’organizzazione e il funzionamento del Museo nazionale dell’Emigrazione Italiana
Approvato un parere favorevole per la Commissione Cultura
con alcune osservazioni
ROMA – Si è concluso con l’approvazione di un parere favorevole con alcune osservazioni l’esame della Commissione Esteri della Camera dei Deputati relativo al provvedimento recante disposizioni per l’organizzazione e il funzionamento del Museo nazionale dell’Emigrazione Italiana, attualmente allestito ed accessibile – gratuitamente - al Complesso monumentale del Vittoriano a Roma.
Si tratta di un testo unificato ottenuto dalle proposte di legge presentate, tra gli altri, da Franco Narducci, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, da Olga D’Antona (Pd) e da Osvaldo Napoli (Pdl).
Nel
corso dell’esame svolto dalla Commissione, il relatore Gennaro Malgieri (Pdl) ha sottolineato l’importanza
del provvedimento in particolare dal punto di vista “culturale ed identitario, in
quanto concerne – ha spiegato - la valorizzazione della memoria storica di un
fenomeno che ha segnato l’evoluzione della società italiana e che oggi, peraltro,
acquista nuova luce dalla trasformazione dell’Italia in Paese-ospite”. “La questione dei migranti deve essere considerata
in termini di civiltà e non liquidata demagogicamente – ha aggiunto Malgieri,
rilevando come il testo unificato ricalchi sostanzialmente la proposta elaborata
in proposito da Narducci, volta ad “assicurare continuità
di sede e di finanziamento al predetto Museo”. “Occorre ora garantire la dotazione
finanziaria necessaria a gestire l’apertura del Museo in via ordinaria – spiega
il relatore, richiamando il “significativo successo di pubblico” registrato
dal Mei, realizzato grazie ad un finanziamento disposto
dalla Finanziaria 2008 e allestito in concomitanza con le celebrazioni del 150°
anniversario dell’Unità d’Italia.
Il provvedimento in esame stanzia a questo fine 200.000
euro annui “a valere sullo stato di previsione del Mae”,
“una cifra limitata - rileva Malgieri, - se si pensa
che il testo iniziale prevedeva l’assegnazione di 500.000 euro, essenzialmente
pari al minimo indispensabile per mantenere in vita la struttura”. Oltre ad
illustrare nel dettaglio funzioni e finalità del Mei,
qualificato come “struttura permanente del Mae, la
cui responsabilità è condivisa con il ministero per i Beni e le Attività culturali”,
il testo recepisce l’istituzione del Comitato scientifico del Museo, “la cui
presidenza, a mio avviso - afferma il relatore, - dovrebbe essere conferita
al Mae, salvo delega permanente ad un sottosegretario,
anche perché il potere di nomina degli altri componenti è un potere ministeriale,
da esercitarsi con decreto”. Indicata anche l’opportunità che faccia parte ex
officio del Comitato stesso il presidente della Società geografica italiana
e la necessità di un collegamento in rete degli analoghi musei esistenti in
Italia e all’estero, istanza, quest’ultima, formulata nelle proposte di legge
presentate da Napoli e D’Antona. “La realtà storica
dell’emigrazione italiana si caratterizza infatti per una ricca dimensione regionale,
che ormai da tempo è in corso di valorizzazione e che necessita di un punto
di coordinamento – rileva Malgieri, auspicando in
futuro “più adeguate risorse per lo sviluppo di tale funzione”.
Il relatore esprime inoltre soddisfazione per il fatto
che con il Mei, l’Italia “si sia finalmente dotata
di una struttura espositiva di alto profilo, che può aspirare a paragonarsi
ad altre analoghe strutture nate nei paesi destinatari dell’emigrazione italiana
(Brasile, Australia, USA), con cui potrebbe senz’altro collaborare proficuamente,
allestendo ad esempio congiuntamente mostre itineranti”.
Nel provvedimento viene
indicata inoltre quale sede preferenziale del Museo l’ex Gipsoteca del Vittoriano “per il grande valore simbolico
che racchiude”, mentre si dispone che organizzazione e gestione dei servizi
museali siano definiti da un accordo di programma tra Mae e Mibac. Malgieri
ritiene infine opportuno che “il testo di legge precisi meglio la qualifica
del direttore del Museo e l’imputazione del relativo onere”.
Di seguito è intervenuto
il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura,
che ha rilevato il grande “valore didattico della visita al Museo, che è opportuno
fare sopravvivere anche dopo le
celebrazioni del 150 anno dell’Unità d’Italia”. De Mistura afferma di essere
consapevole dei limiti connessi alla modesta copertura finanziaria, su cui si
esprimerà
Auspica una più decisa valorizzazione del nuovo Museo
da parte del governo Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione
Africa, Asia, Oceania e Antartide, il quale nel suo
intervento afferma di ritenere “limitativo il nome conferito all’allestimento,
stante l’esigenza di documentare non solo l’emigrazione dall’Italia ma anche
l’immigrazione in Italia”. Confidando che in futuro il Museo possa svilupparsi
in tale direzione, l’esponente democratico ribadisce inoltre la necessità che
i componenti del Comitato scientifico siano “veri esperti e non figure meramente
rappresentative”.
“Il Mei non è residuale ma
risulta parte integrante dell’offerta culturale della città di Roma – afferma
Jean Leonard Tuadi (Pd), richiamando le ragioni storiche
che fanno di Roma “la degna sede del Museo”, strumento utile per consentire
alle “testimonianze private di divenire memoria collettiva, così da realizzare
un progetto di pedagogia storica che spezzi il corto circuito della memoria
e valorizzi il senso della presenza italiana nel mondo, che ha contribuito allo
sviluppo di tanti Paesi nei vari continenti”.
Interviene nel corso dell’esame anche Narducci, rilevando come il provvedimento relativo al Mei avrebbe dovuto già essere approvato, “dal momento che
i visitatori – ricorda – hanno superato il milione”, dato – suggerisce - che
potrebbe in futuro far propendere per una gestione sostenuta dai proventi di
biglietti di ingresso. L’esponente democratico tiene a segnalare l’importanza
della forma multimediale assunta dal Mei e il rilievo
del contributo fornito ad esso dall’associazionismo regionale, rilevando l’opportunità
che la sua direzione sia affidata ad un funzionario del Mibac, “superando l’impostazione originaria dell’appalto”.
“Non vi è famiglia italiana in cui non ci sia stato un emigrante – afferma Narducci, invitando a cogliere l’occasione per “pensare in
grande e di valorizzare finalmente il patrimonio storico dell'emigrazione italiana”.
Di seguito anche Franco Frattini (Pdl) segnala l’importanza del Mei, richiamando il suo impegno, in veste di ministro degli Affari Esteri, nella difesa dei fondi ad esso destinati. Frattini invita quindi De Mistura a “riprendere il progetto da lui avviato per la creazione di una rete tra il Museo e gli Istituti Italiani di Cultura all’estero, che potrebbe essere realizzata senza oneri ed offrirebbe un servizio che sarebbe molto apprezzato dalle comunità emigrate”.
Critico l’intervento di Furio Colombo (Pd) in relazione
ai fondi destinati all’allestimento, ritenuti “assolutamente inadeguati”. Egli
auspica infatti la possibilità di un maggior approfondimento della “drammatica
realtà socio-politica dell’emigrazione italiana all’estero”, anche attraverso
l’esposizione di materiale audiovisivo, e della parte dedicata all’immigrazione
in Italia. Una critica condivisa da Walter Veltroni (Pd), che parla di “uno
stridente conflitto tra ambizioni ideali e mezzi finanziari”, sollecitando l’adozione
della proposta formulata da Frattini e lo sviluppo della rete multimediale,
anche attraverso accordi con strutture particolarmente significative come quella
di Ellis Island.
Il relatore Malgieri ringrazia
e accoglie le proposte formulate nel corso dell’esame, condividendo in particolare
la “modesta entità della copertura finanziaria” disposta dal provvedimento,
richiamando al riguardo l’attenzione del rappresentante del governo.
Nel parere favorevole approvato e indirizzato alla Commissione
Cultura, le osservazioni si soffermano sull’inclusione tra le finalità del Mei
della rappresentazione del fenomeno migratorio in Italia, su presidenza e composizione
del Comitato scientifico del Museo (con la presidenza affidata al Mae
o delegata ad un sottosegretario e l’inclusione del presidente della Società
geografica italiana, come suggerito dal relatore), su indicazione e qualifica
del direttore del Museo, e sull’imputazione del relativo onere, sull’opportunità
di prevedere “specificamente l’istituzione di una rete multimediale che valorizzi
le raccolte espositive del Museo attraverso gli IIC presenti all’estero”. (Inform)