STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da “La Gente d’Italia” di venerdì 27 luglio
2012
L'Abruzzo “forte e gentile” ha festeggiato
i suoi primi quarant'anni in Uruguay
Duecentocinquanta invitati hanno assistito al quarantesimo
anniversario dell’Associazione Abruzzese. Lo dice un orgogliosissimo Presidente
Mario Bonanni, raccontando anche i dettagli del meraviglioso
8 luglio, giorno in cui è avvenuta la festa. Premiazioni, musica e un ottimo
pranzo per rappresentare un pezzetto di Abruzzo in Uruguay
MONTEVIDEO - Il 40º si è preparato con gran pompa. Ci tenevano, gli abruzzesi, a far festa. Volevano celebrare la felice idea-necessità dei loro fondatori di mettersi insieme, per vincere la nostalgia, creando un pezzetto d'Abruzzo in Uruguay. Con gli anni, quel gruppetto si ingrossò notevolmente, e l'associazione, forte di varie centinaia di soci, diede vita a tante manifestazioni culturali, come il corpo di ballo, viaggi ed interscambi, e fu ed è veicolo di trasmissione di cultura, di usi e costumi.
L'8 luglio la commissione direttiva ha voluto ricordare a premiare per questo fondatori ed ex presidenti. Mario Bonanni, l'attuale presidente, è contento e soddisfatto della festa: “Duecentocinquanta persone, con una delegazione numerosa di Casa d'Italia, con il presidente Francisco Barone e Violeta Reyes vedova Quartarolo, la presenza del cavalier Giuseppe Marino e del presidente dei campani, Giuseppe Santucci - che hanno lasciato la loro festa del 26º anniversario, che si svolgeva in contemporanea - con l'ex presidente dell'Aiuda Leopoldo Faviere, numerosi rappresentanti del Circolo Lucano (Elba Arcieri, Nelly Russomanno vedova Lamorte, Maria Elena Muro), con la partecipazione della famiglia di Antonio Di Cesare, socio onorario e unico fondatore presente... Casa d'Italia ci ha regalato un orologio come augurio di arrivare agli 80 anni, come loro. Faviere ha fatto dono di un bel piatto argentato. E poi, la festa è durata dalle 12 alle 18!”. Ciononostante, il presidente è “deluso dall'assenza dell'ambasciatore”, e ci tiene a dirlo. Anche perché non avendo delegato nessuno, è mancata del tutto la presenza di un rappresentante dello Stato italiano. Non gli pare giusto, né corretto. “Nessuno, e neppure una lettera, o un messaggio...”. Ad ogni modo, Bonanni ha pronunciato un discorso non privo di una certa solennità, dettato dalla gratitudine verso tanti fautori di questi primi quarant'anni.
“Emozione” e l'“infinito orgoglio” “di festeggiare il 40º” sono stati i sentimenti espressi dal presidente nel dare il benvenuto ai numerosi presenti. E come non ricordare i fondatori? Con “in testa il nostro caro Alberto Giuliante”, Tommaso Piccirilli, Tommaso Torrieri, Pietro Maggi, padre Lorenzo Bosi sono stati nominati con gratitudine, con una menzione speciale all'unico testimone oculare di quell'8 luglio 1972: Antonio Di Cesare, molto applaudito. Poi Bonanni ha percorso a grandi linee la storia dell'associazione, che da Famiglia Abruzzese passò a chiamarsi Associazione Abruzzese di Montevideo, e cominciò a funzionare come associazione civile con personalità giuridica a partire dal 1978. Le feste patronali di San Gabriele dell’Addolorata furono per anni occasione di ritrovo nella Missione Cattolica Italiana della Avenida Luis Alberto de Herrera, dove l'associazione funzionò fino a quando, grazie alla vendita di un terreno precedentemente acquistato, a risparmi, prestiti di soci, donazioni e un contributo regionale, si poté comprare l’attuale sede sociale di via Duvimioso Terra.
Dal 1990 l'associazione può godere della rappresentazione presso la Regione Abruzzo, attraverso un Consultore. Nel 1995, dopo un congresso continentale di giovani abruzzesi a Mar del Plata, alcuni di loro decisero di fondare un corpo di ballo folcloristico, che chiamarono Sole d'Abruzzo e misero sotto l'egida di Cesidio Di Battista, conosciuto come Gino, già presidente e direttivo, noto tenore. “Gabriela, Claudia Di Battista, Rossana Bonanni, Damiano, Alessandro Costantini, Fernando Pizzuti, Carlo Crescentini” sono stati nominati e ringraziati per le “tante soddisfazioni” regalate all'associazione, anche per mezzo degli spettacoli offerti in Argentina e in Cile, oltre a quelli realizzati in varie città del paese.
Storicamente , l'Associazione Abruzzese ha promosso sempre l'unità tra le molteplici realtà regionali presenti in Uruguay. Gli anni d'oro, che tanti ricorderanno, sono senz'altro quelli tra il 1980 e il 1990, all'incirca, quando nella Rural del Prado e poi in Cambadu si celebravano le Giornate degli Italiani. E gli abruzzesi vanno anche fieri della loro partecipazione attiva nel Comites (già Coemit), nella persona del più volte presidente Armando Pizzuti, attuale titolare dell'incarico. E recentemente non si può non ricordare la celebrazione in sede del 150º dell'unità d'Italia, con la presenza dell'ambasciatore Leggeri e della Console Danese. In quell'occasione, il massimo rappresentante della nazione in Uruguay aveva sottolineato la solidarietà degli abruzzesi di Montevideo verso le vittime del terremoto dell'Aquila. Grazie a tanti nel mondo, si pote andare incontro alle necessità più impellenti delle popolazioni coinvolte nella tragedia e ricostruire strade e pure restaurare la famosa Fontana dalle 99 cannelle, una dei primi monumenti riparati dei tanti danneggiati.
Nel corso del pomeriggio dello scorso 8 luglio, allietato e intervallato dalla musica dell'ottimo Roque Cozzina e dal canto dell'inossidabile Gino Di Battista, si sono consegnati trofei e pergamene agli ex presidenti (alcuni, alla memoria), e anche a chi da tanti anni dirige la cucina, “l'instancabile Giuseppe Costantini”, insieme a i fratelli Tieri - Nicola e Franco -, alla signora Giuseppina Marchetti, a Maria Marino e a Carlos Pereira. Non è mancato un invito diretto ai giovani. Nel suo discorso, Mario Bonanni ha rivolto loro queste parole: “Preparatevi a prendere presto le redini dell'istituzione e a cercare, possibilmente, di fare qualcosa di più e di meglio di quanto abbiamo fatto noi - ormaianziani - per la nostra istituzione, per il nostro Abruzzo e per questo meraviglioso paese”. Occorrerà fare di più per coinvolgerli. Magari rispondere all'appello dei ragazzi della Scuola Italiana che espressero a Gente d'Italia il desiderio di essere avvicinati dalle associazioni regionali mentre sono ancora a scuola, di farsi conoscere, di avviare uno scambio, offrendo anche loro stessi, giovanissimi, il loro vincolo con l'Italia di oggi, la sua cultura e le sue manifestazioni artistiche.
“Grazie di cuore - 40º anniversario” era scritto sulle medaglie che ciascun partecipante ha ricevuto in ricordo della giornata. un bel dettaglio. “Forte e gentile”, dunque, questo Abruzzo in Uruguay, come ebbe a dire della regione tra i monti e il mare il giornalista, scrittore e diplomatico Primo Levi. Sarà la geografia a fare gli abruzzesi? Come lo sottolinea anche l'araldica, e ricorda Mario Bonanni, l'Abruzzo è fatto del verde del Gran Sasso e della Maiella e dell'azzurro dell'Adriatico, di terre in cui per viverci occorre tenacia e forza, ma la sua gente è cortese, amabile. Si vede che gli abruzzesi gli assomigliano. (Silvano Malini -La Gente d’Italia /Inform)