SENATO DELLA REPUBBLICA
Con i voti di Pdl e Lega approvata
in prima lettura la riforma del Parlamento e della forma di Governo
Nel testo la riduzione del numero dei parlamentari, un
Senato federale privo degli eletti all’estero e l’adozione del semipresidenzialismo
ROMA – Con 153 voti favorevoli, 138 contrari e 7 astenuti, il Senato ha approvato ieri in prima lettura la riforma del Parlamento e della forma di Governo, nel testo proposto dalla Commissione Affari costituzionali e ampiamente modificato dall’Assemblea. Tra le modifiche approvate, oltre ad un Senato federale in cui non è prevista la presenza di rappresentanti eletti nella circoscrizione Estero (vedi Inform del 28 giugno: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n12505.htm) – mentre i deputati passano dai 12 attuali ad 8, - misure volte al superamento del bicameralismo perfetto e all’introduzione di un sistema semipresidenziale, con elezione diretta del capo dello Stato, incaricato di presiedere il Consiglio dei ministri, salvo delega al primo ministro, e non più a capo del Consiglio Superiore della Magistratura, presieduto dal primo presidente della Corte di Cassazione. Gli emendamenti approvati in proposito, in base ad un testo firmato dai vertici del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, fissano inoltre a 40 anni l’età minima per l’elezione del presidente della Repubblica, il cui incarico durerà 5 anni con possibilità di una sola rielezione e facoltà di sciogliere le Camere o una sola di esse, sentiti il Primo ministro e i rispettivi presidenti.
Contrari al testo
il gruppo Misto, che descrive, con le parole di Antonio Del Pennino (Partito
repubblicano), una riforma “improvvisata, pasticciata e contraddittoria”, un
Senato federale “di cui non si capiscono funzioni, composizione e modalità operative”
e un “semipresidenzialismo monco”; Italia dei Valori, che, con Francesco Pardi,
segnala “il peggioramento ulteriore” del testo rispetto a quello congedato dalla
Commissione e “una profonda alterazione di tutti gli equilibri costituzionali
in ossequio al falso assioma che
Nelle rispettive dichiarazioni di voto favorevole di Pdl e Lega Nord, Quagliariello ha definito “l’opzione presidenzialista un fatto estremamente significativo per assicurare al Paese un’architettura istituzionale all’altezza delle terribili sfide dei tempi”, confermando la disponibilità del suo partito “a prevedere il referendum confermativo anche in caso di approvazione della riforma con una maggioranza dei due terzi”, mentre per Roberto Calderoli “gli emendamenti della Lega sul Senato federale e del Pdl sul semi presidenzialismo danno sostanza a una riforma altrimenti vuota”. L’esponente leghista evidenzia inoltre quale “priorità assoluta” il “far cadere il Governo Monti che ha peggiorato tutti i parametri economici rispetto al precedente esecutivo”, alimentando così, a suo avviso, la spinte secessionistiche del Nord. (Inform)