INFORM - N. 144 - 26 luglio 2012


SENATO DELLA REPUBBLICA

Prosegue in Commissione Esteri l’esame della riforma della Cooperazione allo Sviluppo

Gli interventi del relatore Mantica (Pdl), del presidente Dini e del sottosegretario agli Esteri Dassù

 

ROMA – Prosegue alla Commissione Esteri del Senato l’esame della riforma della Cooperazione allo Sviluppo, in base ad un testo unificato elaborato da un apposito Comitato ristretto ed da Alfredo Mantica (Pdl) e Giorgio Tonini (Pd) (vedi Inform di ieri: http://www.mclink.it/com/inform/art/12n14302.htm).

A riepilogare il contenuto del testo è stato il presidente Lamberto Dini, che ha sottolineato come l’obiettivo di “conseguire una cooperazione allo sviluppo di maggiore efficacia pur con le limitate risorse finanziarie disponibili” sia perseguito con l’istituzione di un Fondo unico per la cooperazione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e attraverso un’Agenzia per la cooperazione, con compiti operativi e per cui non si prevedono sedi permanenti all’estero.

Alla domanda formulata da Massimo Livi Bacci (Pd) sulla struttura del Fondo unico, il relatore Mantica specifica che in esso dovrebbero confluire tutte le risorse economiche del bilancio dello Stato per le attività riferibili all’aiuto pubblico allo sviluppo ed eventuali liberalità e legati, insieme a contributi obbligatori, “pur trattandosi di spese non rimodulabili”.

Dichiara apprezzamento per l’architettura del testo unificato il sottosegretario agli Esteri Marta Dassù, riservandosi di intervenire in dettaglio in seguito alla partecipazione ai lavori della Commissione del ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi. “L’individuazione di un Fondo per la cooperazione allo sviluppo in cui confluiscono unitariamente le risorse di diversa attribuzione appare idonea a rendere l’utilizzo maggiormente organico – afferma il sottosegretario, rilevando l’opportunità di considerare però la precisa scelta effettuata nell’attuale legislatura con “la creazione di una figura ministeriale competente in materia” – secondo il testo proposto, il ministro degli Affari esteri diviene anche ministro per la Cooperazione internazionale. Per Marta Dassù il testo in esame potrebbe comunque “rappresentare in prospettiva un buon punto di equilibrio tra le competenze dei soggetti a vario titolo interessati dalle politiche di cooperazione”.

Mantica tiene a richiamare inoltre l’attenzione sui fondi gestiti dall’Unione Europea in materia di auto alo sviluppo, “fondi di grande consistenza – afferma – e a cui occorre prestare la massica cura affinché l’Italia possa esprimere la propria voce a proposito della loro gestione”. Gestione – ricorda il relatore – la cui responsabilità affidata al ministro degli Affari esteri risulta chiarita nel testo proposto. Una rilevanza – quella ribadita a proposito delle politiche di cooperazione allo sviluppo e della partecipazione italiana ai programmi dell’Unione Europa – condivisa anche dal sottosegretario Dassù, che si sofferma anche sulla necessitò che l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo abbia una struttura agile, “che ne consenta la massima efficacia operativa, da inserire comunque nell’ambito del Mae”.

Il presidente Dini evidenzia inoltre come l’esperienza maturata in seguito all’entrata in vigore delle legge italiana in materia abbia evidenziato la “necessità di individuare nuovi soggetti nella gestione delle concrete operazioni di aiuto pubblico allo sviluppo”.

La Commissione conviene sul termine di venerdì 3 agosto alle ore 12 per la presentazione degli emendamenti e rinvia l’esame ad altra seduta. (Inform)

 


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